Mercoledì, 08 Set 2010
 
 

Editoriale

Ma cos'è questo precariato?
Quando si parla di scuola (e solo di scuola), dalla materna (oggi scuola dell’infanzia) alla scuola secondaria di secondo grado, ci si rende conto che accanto al corpo docente di ruolo (oggi definito “con incarico a tempo indeterminato”), vi è un esercito parallelo di docenti sempre pronti a rispondere al telefono per accettare una cosiddetta “supplenza breve”, in pratica una sostituzione del collega titolare che si è dovuto assentare dal “servizio di istituto” quasi sempre per motivi di salute, ma anche per motivi di studio, di famiglia o altro.
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Onestamente...

Dalle indicazioni nazionali (2004) alle indicazioni per il curricolo (2007)
Abbiamo detto e sostenuto, più volte, con argomentazioni speriamo illuminate e convincenti, che, nonostante tutto, la Scuola italiana è una buona Scuola.
La ministra del MIUR, in carica, ha finalmente dato l’ok sui documenti ufficiali, che, progressivamente -da Letizia Moratti (2.004) a Giuseppe Fioroni (2.007)- hanno cercato di ottemperare a quell’ art. 8 del Regolamento sull’Autonomia (DPR n. 275) che, dal 1999, aspetta con virtuale pazienza la puntuale e reale attuazione.
In effetti, la Definizione dei curricoli, con i suoi sei commi, sancisce una organizzazione pedagogico-didattica che va oltre il modello conosciuto e che è passata dalla logica dei Programmi nazionali alla logica della Programmazione.
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La Redazione di DIRITTODICRONACA.IT

Liberati i quattro arrestati per riduzione in schiavitù di otto rumeni PDF Stampa E-mail
Da Terranova da Sibari - Cronaca
Scritto da Giuseppe Montone   
Giovedì 29 Ottobre 2009 20:01
Letture: 178
TERRANOVA DA SIBARI - Il gip del Tribunale di Castrovillari Anna Maria Grimaldi, chiamata ieri mattina a pronunciarsi in merito al fermo di Camillo Emilio Molino (45 anni), Enzo Franco Molino (43 anni), Gaetano Caracciolo (35 anni) e Aurelian Daniel Dinita (20 anni), ha prima convalidato l’arresto e poi disposto la scarcerazione degli stessi imputati dichiarando la mancanza di gravi indizi di colpevolezza a loro carico e l’assenza di particolari esigenze cautelari. I quattro, tutti difesi dall’avvocato Lucio Esbardo (ad eccezione di Caracciolo difeso anche dall’avvocato Riccardo Adamo), erano stati arrestati nei giorni scorsi al termine di una massiccia operazione condotta dai carabinieri della stazione di Terranova da Sibari agli ordini del Maresciallo Mario Levato e della Compagnia di San Marco Argentano agli ordini del Capitano Rocco Taurasi. Per loro l’accusa, che non prevede misure detentive alternative rispetto al carcere, era quella di riduzione in schiavitù. Sembrerebbe, infatti, stando alle testimonianze fornite dalle vittime, che gli stessi avessero convinto, dietro la promessa di un tranquillo lavoro nei campi, otto romeni a recarsi in Italia, salvo poi costringerli – con tanto di minacce - a prestare la loro manodopera in interventi di demolizione e a vivere in condizioni igienico-sanitarie precarie. Il tutto dietro compenso di appena un misero tozzo di pane. Una situazione che, raccontano, hanno dovuto subire in quanto nessuno di loro parlava l’italiano e poiché i loro carcerieri si erano fatti consegnare i passaporti e i documenti. Finché, raccontato tutto telefonicamente ad un vecchio conoscente che da anni vive a Piacenza, quest’ultimo denuncia l’accaduto alle forze dell’ordine che intervengono, liberano gli otto romeni ed arrestano i tre italiani e il loro complice romeno (che fungeva da interprete). L’udienza di convalida si è svolta nelle prime ore del mattino, e già alle 8:30 i quattro imputati sono stati scarcerati e hanno potuto fare ritorno a casa dove hanno letto sui giornali del loro arresto.