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"Chiarezza per la Bcc dei Due Mari"

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La Bcc terranoveseCORIGLIANO – (Comunicato stampa) E' una lunga lettera inviata a tantissimi organi istituzionali della regione e non, recante in oggetto “Banca dei Due Mari di Calabria C.C.– Richiesta di Chiarezza e Trasparenza”, ad aprire una discussione sulla reale situazione della Banca dei Due Mari di Calabria. Il documento, firmato da uno dei soci della Bcc, Anthony Gioia, è excursus sulla storia dell'ente creditizio finalizzato ad avere “chiarezza e trasparenza” sull'attuale situazione.
«La “Banca dei Due Mari di Calabria – Credito Cooperativo” nasce il 23 marzo 2003 a seguito della fusione fra la BCC di Terranova da Sibari e la BCC di Villapiana. Nel corso della sua breve storia la BCC dei Due Mari è stata oggetto di due visite ispettive effettuate dall’Organo di Vigilanza della Banca d’Italia, rispettivamente nell’anno 2005 e nell’anno 2008.
Entrambe le visite ispettive si sono concluse con esiti sfavorevoli, culminate con l’accertamento di gravi e persistenti irregolarità nella gestione e  con l’irrogazione di pesanti e ripetute sanzioni agli esponenti aziendali.
Al termine della seconda visita ispettiva il quadro complessivo della Due Mari non risultava modificato, rispetto al sopralluogo precedente, tant’è che l’Organo di Vigilanza riscontrava il perdurare di carenze nell’organizzazione e nei controlli interni,  di carenze nell’istruttoria, erogazione, gestione e controllo del credito oltre a rilevare posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate.
L’evoluzione della situazione aziendale, caratterizzata da una negativa capacità di produrre reddito associata ad un deficit patrimoniale, veniva ricondotta alla diretta responsabilità degli Organi collegiali (Consiglio di amministrazione e Collegio sindacale) e agli Organi Direttivi (Direttore generale), i cui vertici, immediatamente prima o in concomitanza con la visita ispettiva, rassegnavano le proprie dimissioni.
Ai fini di un riequilibrio della situazione tecnico – organizzativa che introducesse criteri di sana e prudente gestione nell’attività, la Banca d’Italia, sin dall’anno 2008, invocava una tempestiva e radicale inversione di tendenza nell’andamento della nostra impresa cooperativa, invocando, anche ripetutamente, interventi che incidessero sul programma (dettagliato piano di risanamento aziendale), sull’organigramma (ampio ricambio nella composizione del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale) oltre a sollecitare un intervento di sostegno ad opera del Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.
A distanza di circa due anni il quadro aziendale complessivo si è ulteriormente aggravato. A solo titolo di esempio si citano alcuni fatti. Sul “piano organizzativo” la Due Mari non ha attivato i fondi PIA (Piani Integrati Aziendali) messi a disposizione dalla Regione Calabria, e si è vista chiudere per diverse ore nel corso di più giorni lo sportello di una filiale per un prelievo coattivo da parte di un risparmiatore, eseguito da un Ufficiale giudiziario assistito dai Carabinieri. E’ in atto un processo di “disintermediazione” con contrazione dei volumi della raccolta e degli impieghi,  di riduzione della clientela, dei rapporti di raccolta e di impieghi, del numero e dell’ammontare delle operazioni presso le filiali, in definitiva, vi è in atto un “depauperamento operativo” che sta conducendo la nostra impresa cooperativa verso un inesorabile declino. Sul “piano economico” l’esercizio al 31 dicembre 2009 si è chiuso con una perdita secca di oltre tre milioni di euro. Sul piano “patrimoniale” il patrimonio netto e il patrimonio di vigilanza subiscono un decremento.
Si badi bene che trattasi di effetti che non sono la risultante della crisi economica generale in atto. Perché se così fosse andrebbero spiegati come mai questi dati si pongono in stridente “controtendenza” con i dati registrati nel corso dell’anno 2009 dall’intero movimento del credito cooperativo, non solo a livello nazionale ma sin’anche a livello regionale della Calabria.
A fronte del netto “peggioramento” del quadro complessivo aziendale faceva, però, da contrappeso una frenetica attività di sempre maggiore occupazione del potere alla Due Mari. Significative in tal senso sono le resistenze di quegli esponenti aziendali in carriera che più ricevono contestazioni di irregolarità, con l’irrogazione di sanzioni, e invece di gettare la spugna ricoprono più cariche peraltro di sempre maggiore responsabilità; non meno indicativi sono i riciclaggi consistenti negli avanzamenti di carriera di alti dirigenti aziendali; altrettanto sintomatiche sono state le resistenze registrate nel rinnovamento dei componenti il Collegio sindacale. Atteggiamenti questi che fanno nascere il “legittimo sospetto” , che secondo il compianto Giudice Giovanni FALCONE rappresenta l’anticamera della verità, che più che occupazione e dilatazione di potere, trattasi di un’azione finalizzata al presidio di posizioni e postazioni.
L’intervento di sostegno per otto milioni di euro richiesto, dalla Due Mari, e deliberato, dal Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo, nell’ultimo periodo dell’anno 2009, tarda ad essere autorizzato dalla Banca d’Italia; mentre è comparsa, per giunta solo di recente,  la BCC di Sesto San Giovanni individuata quale “consorella”  che  dovrebbe assistere, sul piano operativo ed organizzativo,  la Due Mari, formulare una valutazione della situazione della stessa e delle misure di sostegno necessarie e collaborare alla predisposizione del piano di risanamento. Sembra di essere all’anno zero!
Dubitiamo, peraltro fortemente, che la richiesta di sostegno per otto milioni di euro possa essere sufficiente al risanamento della Due Mari se solo si pensa agli effetti che scaturiranno a livello “economico/patrimoniale” dall’enorme massa di credito deteriorato, contabilizzato in bilancio per oltre settanta milioni di euro ma stimato su valori che oscillano fra gli ottanta ed i cento milioni di euro.
Incredulità e sgomento provoca poi l’inerzia o l’insipienza della rinnovata (sic!) Federazione Calabrese delle BCC guidata dal BAV (acronimo del trio Bilotta-Aurelio-Verzaro rispettivamente Presidente, Vice Presidente e Direttore Generale). Da quando si è, infatti, insediato il BAV si sta verificando una situazione mai registratasi prima: commissariamenti nella sola provincia di Cosenza della BCC della Sibaritide, della BCC di San Vincenzo La Costa e della BCC di Cosenza; situazione sospesa alla BCC dei Due Mari e rischio, niente affatto scongiurato, di altri commissariamenti in vista.
Per quanto precede rivolgo un accorato appello e chiedo a tutti i destinatari in indirizzo affinché ciascuno, per quanto di competenza, si adoperi ai fini:
1.di un risanamento aziendale che possa condurre la BCC dei Due Mari ad un’attività improntata a criteri di “sana e prudente gestione” e nel rispetto “dei principi e dei valori della cooperazione”, salvaguardandone l’operatività, la base sociale e la territorialità perché essa rappresenta non solo un patrimonio ideale ma svolge anche un’attività di imprescindibile sostegno alla già depressa economia locale di un vasto territorio della Provincia di Cosenza;
2. di un rinnovamento della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo della Calabria che sia finalmente dotata di autorevolezza gestionale e rappresentatività istituzionale per guidare efficacemente il movimento del credito cooperativo calabrese».