Saturday, Apr 19th

Last update04:18:44 PM GMT

You are here Territorio Valle Esaro Cronaca Rsa, l'eterna incompiuta

Rsa, l'eterna incompiuta

E-mail Stampa PDF

L'RSASPEZZANO ALBANESE - Ennesima cattedrale nel deserto o reale opportunità per il territorio? La domanda che da circa un ventennio si pongono cittadini, associazioni e forze politiche è sempre ed ostinatamente la stessa. Così come sempre uguale ed immutabile è la risposta: un assordante silenzio condito e farcito da promesse che, strato su strato, si sono accumulate fino a perdere credibilità e consistenza.

 L’Rsa ((Residenza sanitaria per anziani) doveva, quantomeno nelle intenzioni dei promotori, tradursi in qualcosa di assolutamente grandioso fino a rappresentare un vero e proprio fiore all’occhiello dell’intero territorio, ed invece è solo una delle innumerevoli incompiute di una Calabria sprecona e pasticciona che dimostra nei fatti un’irrimediabile inadeguatezza cronica rispetto all’imminente federalismo fiscale. Nessuna meraviglia, dunque: semplicemente la prova tangibile di un malessere e di un malcostume profondamente radicati in un territorio masochisticamente ripiegato su se stesso e perennemente alla caccia della propria redenzione. Ed ecco che, al di là delle innegabili e fin troppo evidenti responsabilità politiche, ci si trova a fare i conti con dirigenti che, nell’incessante susseguirsi degli anni, sono rimasti fermi, puntualmente in ritardo, rinviando e bloccando un’inaugurazione che da queste parti aspettano ormai con malinconica rassegnazione. Ciò che lascia senza parole è che la struttura in questione era destinato a diventare un presidio sanitario extra-ospedaliero da inserire nella rete dipartimentale sei servizi sociosanitari e di riabilitazione, destinata ad accogliere, ospitare ed assistere gli anziani necessitanti di trattamenti riabilitativo-riattivanti continuativi; quelli affetti da patologie termianali con bisogni di assistenza medica, infermieristica, non richiedenti il trattamento ospedaliero e non assistibili né in forma domiciliare, né in residenza protetta; gli anziani non autosufficienti, assistiti a domicilio, a seguito di particolari motivi familiari che ne impediscono temporaneamente l'assistenza (i cosiddetti ricoveri di sollievo) e gli anziani affetti da turbe psico-organiche gravi dell'età senile di particolare impegno sanitario-assistenziale. Ma in una sanità calabrese “malata”, indebitata e in piena crisi, attraversata com’è da un piano di rientro in versione tsunami che costringerà gli utenti (già penalizzati da servizi inadeguati) a pagare gli sprechi di un sistema inadeguato, tutto questo è semplicemente normale. L’ultimo capitolo di una vicenda sempre più grottesca sembrano essere, al momento, gli incomprensibili ritardi nel rilascio dell’autorizzazione al funzionamento dell’Rsa, una vicenda della quale, tra l’altro, si sono interesati anche i consiglieri regionali Aiello, Chiappetta, Gallo e Guccione con un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale nella quale, sottolineando come “a seguito di espletamento di gara d'appalto indetta dall'ex Azienda sanitaria n. 2 di Castrovillari (attualmente accorpata nell'Asp di Cosenza), l’Ati Medicasaie otteneva in affidamento la gestione dell’Rsa”, come l’inattività della stessa abbia determinato “non solo un danno finanziario di notevole entità, ma, soprattutto, un ineludibile spreco di risorse evidentemente connesso alla lesione del diritto alla salute ed alle cure nel territorio” e facendo, infine, notare come “il Tar Calabria abbia riconosciuto l'illegittimità dei provvedimenti di diniego delle autorizzazioni” da parte del Dipartimento regionale, chiedono “se non ritenga opportuno nominare una commissione d'indagine per individuare l'eventuale esistenza di responsabilità che, a causa della dedotta inerzia, possano far conseguire a carico dell’amministrazione regionale indubbie richieste risarcitorie con ulteriore danno all’erario”.