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"Quercia Millenaria" per la cura dei feti con malformazioni

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Il Prof. Giuseppe NoiaTERRANOVA DA SIBARI - L’Amatori Pallamano Terranova impegnata dal lontano 1981 non solo nello sport ma anche nelle manifestazioni culturali e di solidarietà, ha aderito all’iniziativa della “Quercia Millenaria Onlus” per il progetto “Adotta il CAFT (Centro di assistenza per il Feto Terminale) per un anno”. «L’Ap Terranova è orgogliosa di sposare un progetto umanitario di tale importanza e portata –ha dichiarato il Presidente Luigi Apa–. Da oltre 28 anni siamo impegnati a diffondere lo sport della pallamano e gli alti valori etico-sportivi-culturali che ci rappresentano. Siamo orgogliosi di aderire a questo importante progetto per la tutela della maternità e della vita nascente. Sostituire il classico regalo di Natale con una donazione benefica a favore di un progetto umanitario concreto per noi è un gesto importante». L’associazione onlus “La Quercia Millenaria”, con sede in Fiano Romano (Roma), è l’unica in Italia ad occuparsi della gravidanza con malformazioni fetali talmente gravi da far ritenere il bambino “incompatibile con la vita”. L’Associazione fornisce consulenze mediche gratuite ed un accompagnamento spirituale, morale e psicologico alla famiglia che sceglie di non interrompere la vita del proprio figlio con l’aborto, ma di accompagnarlo nel suo percorso naturale. La Quercia Millenaria è l’unico Centro di Assistenza per il Feto Terminale esistente in Italia, riconosciuto dagli Hospices Perinatali Internazionali come unica struttura di riferimento per l’accompagnamento al bambino in utero in caso di malformazione “incompatibile con la vita”. Le coppie che si rivolgono al centro riconoscono come figlio amato quella creatura in difficoltà, e lo accompagnano nel suo percorso di vita, breve o lungo che sia. Con il Centro collabora un nostro validissimo conterraneo, il Prof. Giuseppe Noia, responsabile del Centro di diagnosi e terapia fetale del Policlinico Gemelli di Roma, il quale ci ha dichiarato: «Di fronte a una qualsiasi malformazione fetale, anche minima, il mondo prospetta un’unica soluzione: l’aborto. Negli oramai frequenti casi di malformazioni, incompatibili con la vita, poi la pressione di alcuni operatori sanitari, di familiari e amici, della società, può spingere i genitori ad interrompere volontariamente la gravidanza. Ma quali danni provoca l’aborto? L’aborto non uccide soltanto il figlio, uccide anche la mamma, la sua voglia di vivere, il suo matrimonio e la sua capacità di aprirsi nuovamente alla vita. Curare un malato significa eliminare la malattia o il malato stesso? Noi abbiamo operato una scelta diversa, che ci ha donato pace e serenità. Vuoi sapere quale? Abbiamo accompagnato i nostri figli amandoli fino alla fine. Perché non volevamo essere noi a decidere quanto dovesse durare la loro vita. Abbiamo visto autentici miracoli in noi e nelle persone attorno a noi grazie allo loro piccola esistenza, che il mondo giudicava inutile. Voglio aggiungere che tutti coloro che non risiedono a Roma avranno la possibilità di soggiornare gratuitamente nel Centro di Aiuto per il Feto terminale, un alloggio collegato con il Policlinico Gemelli che permetterà ai genitori di essere sul luogo per tutto il tempo necessario alle cure fetali e materne».