Il Tango misterioso della Vita

Hostaria Antico Borgo

Un anno dopo. Teresa VACIRCA ci riprova. Con PoeTango - Versi e immagini, pubblicato dalle Edizioni Expressiva, Spezzano Albanese (Cosenza), 2.014, che reca una gran bella Introduzione di Salvatore NOCÈRA, le foto di Michele MACCARRONE e, nella dedica, i ringraziamenti a Francesca PULVIRENTI e a Daniele FARO, maestri dell’Arte del Tango.

Cinquanta pagine di prosa lirica, che sfogliano spogliano scoprono il Tango come metafora della vita. Si tratta, indubbiamente, di un percorso originale, di una ricerca che prova a spiegare decifrare com-prendere l’esistenza umana attraverso i ritmi - le allusioni corporee e le illusioni oniriche- l’approccio spirituale del/al Tango.
Un ballo psico-fisico, indubbiamente. Tanto che, alla sua ‘scoperta’, fu addirittura proibito. Che è quanto dire! Difatti: In una prima fase la censura si rivolse contro il Tango-ballo "prostibular", come conseguenza della rigidità morale ed intellettuale dell'alta società chiamata "gente decente", del rifiuto del nuovo e della preservazione delle buone abitudini. In realtà non è tanto il tango che si censurava, bensì i suoi protagonisti. Il tango invece si evolveva velocemente, riscattando i suoi veri valori come "sentimento, illusione, emozione, passione", eliminando espressioni di sessualità, volgarità, indecenza e violenza.
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Vacirca da Catania descrive commenta spiega i ‘passi’ -personalissimi liberi anarchici- del Tango: le piroette e i volteggi, le capriole e le torsioni, lo spostamento dell’asse corporeo e gli equilibri instabili, gli avvolgimenti, le rotazioni, gli slanci, le acrobazie, … e la sua ‘lettura’ è -a nostro parere- interessante attraente intrigante, perché propone, nelle varianti interpretative e nelle armoniche contraddizioni, il Senso della vita: il Viaggio, i Cent’anni di solitudine di márcheziana memoria, nella perplessa proposta dello SHAKESPERARE del Sogno di una notte di mezza estate, sino al Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand CÉLINE….
È un libro, PoeTango, apparentemente leggero, per sorridere accarezzare baciare. E per volare svolazzare planare.
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La PREGHIERA di Vacirca:
Quando ti supplicavo: / “Ti prego, Signore, / fammi camminare / nelle tue vie” / non immaginavo / che tra di esse / ci sarebbero state / anche le vie del tango.
Ognuno ama e chiede a modo suo. Le vie del Signore sono infinite. Ma, a volte, sono finite. Sfociate, sfinite, solo e soltanto nell’asse corporeo che, di fronte al ‘peso’ della realtà, cerca equilibrio stabilità sicurezza… Come dire: -La ricerca dell’Io, della Gioia, della Felicità… Non è cosa da niente!
E allora sentiamo cos’ha da dirci, a proposito, una gentile dolce tenera Poetessa, che si misura, con rara leggerezza, con i grandi temi della vita umana - Fiorella MANNOIA:
(…). E dentro un taxi nella notte avere freddo e non sapere dove / sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore / e giocare a innamorarsi come prima / Come si cambia per non morire...
Quante luci dentro ho già spento / quante volte gli occhi hanno pianto / quante mie incertezze ho già perso, oh no...
Come si cambia per non morire, come si cambia...
Sentire il soffio della vita su questo letto che fra poco vola / toccarti il cuore con le dita e non aver paura / di capire che domani è un altro giorno.
Come si cambia per non morire / come si cambia per amore / come si cambia per non soffrire /
come si cambia per ricominciare.
Ancora la PREGHIERA:
Muovendomi incerta / in quello che è il ballo / della sensualità, / della seduzione, / il mio pensiero volava a Te / e anche se sbagliavo / un ocho / cercavo di non ferire / la sensibilità altrui.
Il Tango, il ballo, la danza come ‘ponte’ tra l’umano e il divino…
L’Arte -e, in primis, la Poesìa- ha la funzione salvifica dell’Illusione della Speranza della Resurrezione attraverso un “dialogo intimo”, desiderato immaginato fatto, col Noùmeno. E infatti ecco la fine della PREGHIERA:
Quando l’angelo / della morte / mi condurrà a Te / e di volèo in volèo / mi consegnerà al / Tuo Amore Infinito, / solo allora / mi abbandonerò completamente. / La mia piccola luce / si fonderà con la Tua / e stringendomi / nell’abbraccio più bello / mi sussurrerai / “Tutto comincia adesso”. / Così insieme volteggeremo / nell’Infinito.
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Nella Introduzione che abbiamo fatto all’altro libro di Vacirca -Moti dell’anima- abbiamo sottolineato che le liriche… si sfogliano come i petali di un fiore di campo e scendono giù, a valle, come le acque sorgive d’un ruscello.
Non dolore o pietà, ma solo uno sguardo bonario, quasi compassionevole, avvolge il passato le Persone i luoghi le cose… Teresa ricorda. Vede e ri-vede i fotogrammi del film della sua vita. Li scorre con dolcezza anche se non mancano, qui e là, soffusi veli di malinconìa. E di tristezza.
Il contenuto prevale sulla forma e i racconti le narrazioni le storie sprofondano, sovente, nella realtà. Che è fare i conti con se stessi e con la vita. E che significa, tante volte, essere di più!: questo è il rischio esistenziale che si corre quando si scava in profondità, lasciando la superficie (di cui/in cui trascorre tutta l’esistenza la stragrande maggioranza di Donne e Uomini…) e quando il sangue (niccianamente) gronda turba impaurisce.
Evidenti sono le differenze stilistiche tra le prime composizioni e le ultime. Ma, l’intelligenza della micro-storia letteraria ci può illuminare nella comprensione dei cambiamenti delle ridondanze delle retoriche.
Ebbene, rispetto a quanto prima sostenuto, oggi possiamo affermare che la prosa poetica di PoeTango ha un’ispirazione unica coerente lineare. Insomma, i venti componimenti proposti sono una ventata d’aria fresca in una giornata di Primavera trascorsa a ballare tra i fiori di campo e le note della chitarra battente. Senza perplessità e senza incertezze…
Le foto, di corredo del libro, bianco-nere e a colori, sono efficaci paghe felici. Artistiche. E ben si armonizzano con la rimanente parte ‘materiale’: la copertina, la carta, il carattere, … che è stata realizzata con perìzia competenza maestrìa dal giovane editore Emanuele ARMENTANO.
Vacirca, dunque, è alla ricerca di se stessa. Non solo lei.
Il Tango è (può essere) uno strumento di analisi del sé, ma è anche sicuramente uno strumento della relazione umana. Della comunicazione inter-personale che, sola, dà Senso al Viaggio dell’Uomo (e della Donna), che è e rimane, ancora con quel disturbatore iconoclasta impertinente: Friedrich W. NIETZSCHE: una corda annodata fra l’animale e il Superuomo, una corda tesa sopra un abisso.

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