I vecchi e i giovani

Otto aspiranti Sindaci, per quasi settemilatrecento abitanti. Probabilmente siamo un ‘caso’ - un “caso unico” non in Calabria, ma in Italia. Complimenti! Complimenti agli strateghi dell’Arte politica spezzanese. Ma, tant’è! Otto Sindaci, otto poltrone al servizio della Comunità. Che meraviglia!
E così domenica 25 maggio 2.014 si vota. Spezzano uscirà, finalmente!, dal commissariamento. Una pagina nera -sempre e dappertutto- quando si molla la Politica e si vive l’ordinaria amministrazione da parte di un rappresentante del Governo…

Un’esperienza sicuramente penosa amara dolorosa, perché i Cittadini e le Cittadine non hanno più una bussola, una stella-cometa verso cui guardare. Per orientarsi e orientare le proprie scelte di Vita personali e sociali. Si è come sbandati emarginati falliti.
La Politica: il governo” della città dalla parte degli altri (di tutti e/o comunque dalla parte dei più) è sempre un ‘viaggio’ nella RES PUBLICA da parte di chi vive e conosce i temi e i problemi della popolazione con-cittadina, la quale -RES PUBLICA- letteralmente, significa: cosa del popolo e designa l'insieme dei possedimenti, dei diritti e degli interessi del popolo e dello Stato…
Mentre seguiamo i tre, quattro, cinque comizi a sera, da quando sono iniziati, affannati e un po’ anche confusi, sparsi per il Territorio della nostra Comunità arbёreshe - Italofona (degli Albanesi d’Italia): nei posti noti, storici come Piazza Matteotti e negli altri delle varie contrade e gjitonie, e assumiamo dunque una gran fatica sia di comprensione che fisica, ci viene in mente, stranamente, un passo, famoso, dei I vecchi e i giovani di Luigi PIRANDELLO.
Probabilmente, perché otto liste, otto candidati a Sindaco, otto Programmi, otto…: tutto è assai troppo eccessivo; perché quasi cento Persone che aspirano a un posto di assessore o di consigliere, ebbene, tutte sommate, I vecchi e i giovani -pirandellianamente, ancora, Uno, nessuno e centomila- si mischiano e si miscelano, si con-fondono e si fondono…
I rappresentanti delle otto liste, tutti, sbandierano la presenza dei giovani, il valore dei giovani, il futuro dei giovani, …, mentre, ovviamente e naturalmente, I vecchi e i giovani si intrecciano confusamente. Ma anche là dove più evidente è l’età cronologica, anche là ci sono esperienze più consolidate e consumate…
E allora sorge spontaneo un dubbio: -C’è vera voglia di cambiamento (nonostante la crisi non solo economico-finanziaria italiana e oltre, ma soprattutto etico-sociale) ovvero ci circondiamo di ‘giovani’ per governare noi, i ‘vecchi’, come al solito, da sempre? Come anche a livello nazionale? Non è più probabile che I vecchi e i giovani insieme -tutte, però, Persone critiche democratiche pluralistiche, assolutamente pensanti!- siano la formula politica vincente eliminando così lo strisciante manicheismo che, evidentemente, non porta da nessuna parte?
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E dunque cosa scriveva Pirandello, in altro Tempo e in altro Spazio, evocando, nello scenario politico spezzanese, i fantasmi e i lupi neri, gli orchi de I vecchi e i giovani? Il confronto si addice o si tratta solo di esagerazioni?
Mutatis mutandis (cambiate le cose che debbono essere cambiate) e allontanando la lezione gattopardesca di Giuseppe TOMASI DI LAMPEDUSA, a noi pare che si possa riflettere insieme, per recuperare direzione e Senso, insomma per andare, senza più perder Tempo, verso i Valori, i Valori universali della Pace e della Solidarietà, della Giustizia e del Lavoro, …
Ma sì, ma sì: dai cieli d'Italia, in quei giorni pioveva fango -scrive il Premio Nobel per la Letteratura, 1934- ecco, e a palle di fango si giocava, e il fango s’appiastrava da per tutto, su le facce pallide e violente degli assaliti e degli assalitori, su le medaglie già guadagnate su i campi di battaglia (che avrebbero dovuto almeno queste, perdio! esser sacre) e su le croci e le commende e su le marsine gallonate e su le insegne dei pubblici uffici e delle redazioni dei giornali.
Diluviava il fango; e pareva che tutte le cloache della città si fossero scaricate e che la nuova vita nazionale della terza Roma dovesse affogare in quella torbida fetida alluvione di melma, su cui svolazzavano stridendo, neri uccellacci, il sospetto e la calunnia.
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Una pagina amara, questa riflessione proposta, che è scritta solo per esorcizzare scacciare stigmatizzare ulteriori errori di valutazione politica.
A Spezzano Albanese, indubbiamente, ci sono Persone di Valore.
Persone che ancora sanno cosa significano vergogna offesa disagio imbarazzo… e agiscono di conseguenza. Che ancora sanno cos’è la parola data, la puntualità, la coerenza, l’impegno… e agiscono di conseguenza. Che ancora sanno, infine, cos’è il bene comune - la lealtà - l’onestà e agiscono di conseguenza. Da Uomini e da Donne.
ADIMARI Antonio, BARBATI Francesco, GÀMBARO Caterina, GUIDO Alfonso, IANNUZZI Ferdinando, MANCIOLI Camillo, NOCITI Ferdinando, SERRA Luigi: tutti in ordine rigorosamente alfabetico ----- sono nomi potenzialmente positivi, funzionali alla conduzione democratica della Città, al governo di una Comunità -quella di Spezzano Albanese- che è stata sempre fiore all’occhiello del vasto Territorio sotto i profili della Cultura e della Civiltà.
Senza far capo al PASSATO -che è ‘passato’, anche se ci appartiene e ci illumina in alcuni ‘segni’ migliori, che noi teniamo in considerazione, per le nostre scelte socio-culturali e politiche; e senza far capo al FUTURO -che non ci appartiene, perché ancora non c’è - non è realtà, anche se vogliamo colorarlo, in via di principio, di rosa e di verde; ci dobbiamo convincere che solo il PRESENTE ci appartiene e che, di conseguenza, dobbiamo agire.
La lezione del Filosofo è chiara imprescindibile indiscutibile. E se no, sono nell’aria le forme di dittatura già drammaticamente sperimentate. Di destra o di sinistra sono la stessa cosa: oppressione violenza schiavitù da parte di alcuni nei confronti/contro tutti gli altri…
Dunque, solo il presente ci appartiene. Solo il presente ci salverà! Ma, bisogna saperlo… E il presente dobbiamo interpretare decifrare capire in tutte le sue pieghe, per pensare discutere decidere scelte operative fattive positive solidali. Per tutti e, se non ci riusciamo, per la maggior parte possibile delle Persone da governare in Cultura e in Civiltà.
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La ‘scommessa’ sul capitale invisibile, su quell’immateriale del civile che permea e sostanzia in nuovo Umanesimo, a Spezzano è stata fatta poco o niente. E la triste lezione di Giulio TREMONTI (con la Cultura e con l’Arte non si mangia) è ancora nell’aria e infetta le menti confuse e stordite di moltissime Persone. D’altra parte, tra i dis-Valori diffusi e asfissianti della nostra Società glocale, impera imperterrito il nuovo oppio dei Popoli che è il calcio e le sue derive nel tempo e nello spazio della vita delle Persone… Calcio sette giorni a settimana, dalla mattina alla sera, in ogni ora del giorno…
Come sono mancate, a Spezzano, la distinzione e la chiarezza di questioni cruciali come:
(A) Il rapporto tra “lista civica” e ‘partito’, che andava dichiarato nelle sue imprescindibili implicanze di ciascuno soggetto coinvolto, e recuperi e debiti;
(B) Un Programma esplicito credibile sulla moltiplicazione culturale, partendo dal recupero tutela valorizzazione della nostra validissima valorosissima Lingua: la Lingua albanese - Gjuha arbёreshe: uno degli strumenti interpretativi più validi, ancora oggi, per l’interpretazione e la conoscenza del mondo antico più profondo…
Comunque sia, noi abbiamo fiducia nel gruppo politico che vincerà. Il quale vincerà le elezioni con uno scarto piccolo di voti… Perché? perché otto liste, otto aspiranti Sindaci, …, è la divisione per otto della somma delle Famiglie che sono, per molti aspetti, ancora Famiglie patriarcali. La quale è una lettura sociologica valoriale antropologica niente affatto negativa. Anzi!
Perché chi vice potrà governare? Perché, per com’è oggi la Legge che regolamenta la vita degli Enti Locali, un vincitore ci sarà e avrà i numeri giusti per governare, anche se intorno si ritroverà altri sette aspiranti Sindaci, altre sette liste, …, che sono titolari di un numero grande di voti.
Bisogna essere coesi coerenti credibili (programmare poche cose importanti e farle nel tempo pubblicamente indicato…); onesti trasparenti puliti, alla luce del sole…
Il problema è sapere veramente seriamente consapevolmente che una cosa è la ‘teoria’ e una cosa è la ‘pratica’ della Politica, che è l’Arte di governare dalla parte degli altri, voluta e ‘accarezzata’ dalla Costituzione repubblicana: Carta di valore esistenziale, perché nata dalle ceneri calde di una guerra che ci ha visti vergognosamente sconfitti…
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