Minoranze linguistiche storiche: addio!

Hostaria Antico Borgo
La fine di una legge (la n. 482/99) nata male e cresciuta peggio.
Ma, la colpa è di qualcuno. E va denunciato. Apertis verbis.
Non ci resta che ridere! Anche se abbiamo tanta voglia di piangere…

Legge n. 135/12 (7 agosto) - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini.
Titolo II - Riduzione della spesa delle amministrazioni statali e degli enti non territoriali.
Art. 14 - Il comma 16 recita: «16. Ai fini dell'applicazione dei parametri previsti dall'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e dall'articolo 4, comma 69, della legge 12 novembre 2011, n. 183, per aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica si intendono quelle nelle quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera».

APPLICAZIONE DEI PARAMETRI attraverso il D. L. n. 98/11 (6 luglio), art. 19, c. 5: “convertito con modificazioni” dalla: (A) Legge n. 111/11 (15 luglio) e dall’: (B) art. 4, c. 69 della Legge n. 183/11 (12 novembre). ***Le riflessioni, amare, svolgeranno, criticamente e ironicamente, i seguenti concetti: 1°) “convertito con modificazioni”; 2°) “con invarianza ai servizi dei cittadini”; 3°) “per aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica si intendono quelle nelle quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera”.
Per la cronaca. Ne parliamo “dal di dentro” avendo fatto parte sin dall’inizio, ufficialmente -bontà dell’allora Ministro della P. I. e, soprattutto, dell’allora Direttore generale che ci hanno incluso nel decreto di istituzione- della Commissione Nazionale per le dodici Minoranze linguistiche storiche, di cui alla Legge n. 482/99, con compiti di assistenza, supporto, consulenza, monitoraggio, valutazione dei Progetti che, nelle forme di norma, avrebbero inviato le Scuole delle suddette Minoranze, anno dopo anno, per la distribuzione alle Scuole medesime dei fondi previsti all’uopo. ‘Fondi’ scarsi, sin dall’inizio: sia detto, sempre per dovere di cronaca. Si trattava, difatti, di due miliardi di vecchie lire che, in parte, andavano subito al Ministero e, in parte, alle Scuole delle dodici Minoranze. Cifra che, anno dopo anno, si è andata tristemente assottigliando sino a ‘sparire’ completamente, depredata (è il verbo giusto!) dai Governi che si sono succeduti dal 1999 ad oggi, e dalla crisi economico-finanziaria, diffusa in Italia e oltre, di questi ultimissimi anni.
La ‘mortificazione’ per quel che è successo è grande enorme smisurata. Per chi scrive, personalmente, essendo Arbёresh di Spezzano Albanese (Cosenza); per le centomila e più Persone, socialmente, che per motivazioni storiche, culturali e civili fanno capo alle diverse diecine e diecine di Comunità arbёreshe (sostanzialmente ‘vive’ ‘attive’ ‘vivaci’, da oltre cinque secoli, in ben sette Regioni d’Italia) e alla estesa Diaspora in Italia.
-----> Dunque, la breve analisi. 1°) Il D. L. n. 98/11 (6 luglio), art. 19, c. 5: “convertito con modificazioni”. Cosa significa? Cosa stabilisce se non alcune ‘deroghe’ sui numeri di studenti/esse, per avere “l’autonomia scolastica” anche nelle Scuole dei Comuni delle Minoranze? L’appartenenza e l’identità della gente di queste Comunità, le radici, in questa nostra Società mondiale glocale liquida informe, interessano a qualcuno? A qualcuno di questo Stato, ‘assente’ o ‘distratto’ (se si vuole essere buoni), che governa e che deve (non ‘può, ma ‘deve’) rendere esecutivi l’art. 6 della Costituzione (del 1948) e poi la Legge 482 (del 1999: cinquanta anni dopo! Ma, che Stato è questo Stato italiano…)? 2°) “Con invarianza ai servizi dei cittadini”. La beffa dopo l’inganno. Come se tutti quanti gli Arbёreshё / Albanesi d’Italia fossero una massa di co… nigli, che si fanno ‘manovrare’ dal… ‘manovratore’ di turno al governo di questo nostro sgangherato Paese allegro e zuzzerellone… I servizi dei cittadini sono, di fatto, messi sotto i piedi e calpestati. Impunemente! Ci vuole una bella faccia tosta per pensare e scrivere, normativamente, certe cose. Della serie: -Sono Minoranze? Pochi piccoli ignoranti? Bene! Diamogli in testa, distruggiamoli. Ovviamente questo non si dice, ma di fatto si fa! Carta canta, tristemente. Il ‘potere’ logora e “fa morire” chi il potere, purtroppo, non ce l’ha! I nostri ‘politici’ nazionali e regionali? Ne parliamo o lasciamo stare, per l’amore di Dio e degli angeli? Fatta qualche rara e nobile eccezione, gli altri, in massa, sono stati dei mediocri ipocriti ignoranti. Se dobbiamo ‘morire’, noi Minoranze, che si sappia: -Abbiamo piena consapevolezza, coscienza di quel che sta avvenendo. La storia non si sgretola sulle nostre teste e ci uccide mentre dormiamo… Al fiume in piena di sentenza di morte delle Minoranze: delle loro Cultura, Tradizioni, Lingua, Religione, Usi e Costumi,… abbiamo sempre opposto, con passione convinzione orgoglio, la nostra ‘azione’ quotidiana, in ogni luogo (geograficamente parlando e non solo…), culturale e civile, ben visibile, documentata e sostenuta scientificamente. Difatti, ieri come oggi, protestiamo denunciamo additiamo, dati e fatti alla mano, i ‘colpevoli’ davanti alla Storia dell’Umanità (scritta, ahimé!, sempre dai vincitori, alias: da quei ‘pochi’ che detengono, sulla Terra, il potere economico-finziariario…) e alla sua oscillante Civiltà… 3°) “Per aree geografiche caratterizzate da specificità linguistica si intendono quelle nelle quali siano presenti minoranze di lingua madre straniera”. Dire che è ‘oscuro’, questo politichese à la page, è un eufemismo. In verità, questa è la perla delle perle. La più bella, la più lucida, la più vivida. La più intelligente… per il ‘manovratore’. La più rozza cattiva incivile per le Minoranze: parola che non è il contrario di Maggioranze quando si vive in una Democrazia vera (e non di facciata), e in uno Stato di diritto rappresentato veramente da una Costituzione repubblicana secondo lo spirito nobile dei Costituenti. Insomma, la frase: “per aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche…” significa, secondo l’interpretazione ‘autentica’ (sic!) corrente (e l’attuazione concreta), che gli Istituti scolastici delle Comunità arbёreshe non rientrano più nelle deroghe al numero di studenti/esse… È il caso, a mo’ d’esempio, di alcune Scuole di Spezzano Albanese… Significa infine che l’Albania, “madre straniera”, non è in Italia e, cioè, ‘dentro’ i confini geografici del nostro Paese e, dunque, che le Scuole arbёreshe non hanno i diritti riservati… Se non ci fosse davvero tanto da piangere, ci sarebbe da ridere a crepapelle… O tempora, o mores!
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