Canzoni, Emozioni, Cultura: l'Arbёreshità che non muore

«Come si sa -scrive Tullio DE MAURO- sono oltre seimila le lingue oggi vive nel mondo. E sono decine e decine quelle parlate da consistenti nuclei demografici. Contro vecchie immagini stereotipate, sappiamo oggi che, indipendentemente da recenti flussi migratori, non c’è paese del mondo di qualche estensione e consistenza demografica che non ospiti cittadini nativi di lingua diversa. L’Italia, con le sue tredici minoranze linguistiche autoctone o insediate tra noi da secoli e con la sua folla di diversi e ancor vivaci dialetti, è solo uno degli innumerevoli casi tra i duecento paesi del mondo».
«Oggi sono tante le lingue che arricchiscono il nostro paese e molte di esse sono in serio pericolo di estinzione»: così Demetrio CORINO nel suo: Rockarbёresh. Peppa Marriti Band tra arcaismo e modernità (Ed. Pendragon, Bologna 2013, pp. 94, €. 12,00).

Un libro, a più mani, armoniosamente concentrico, che esplicitamente dichiara il suo obiettivo, meglio: la sua finalità, trattandosi di Valori e, cioè, di beni immateriali (il capitale invisibile) e materiali, di Diritti umani universali, di Cittadinanza consapevole e attiva, diffusamente condivisi tra i Popoli civili dell’odierna Società glocale complessa liquida. Essa è sintetizzabile, semplicemente, così: «Fra le tante persone, studiosi o meno, e le altrettante associazioni culturali che si battono quotidianamente per la salvaguardia della cultura e delle tradizioni arbёreshe, c’è anche la Peppa Marriti Band che, unendo a una lingua arcaica dei suoni di moderna concezione musicale, è riuscita a ridestare la curiosità per la tradizione arbёreshe, stravolgendo gli stereotipi conservatori, apportando una ventata di freschezza e novità e opponendosi, in questo modo, all’inevitabile declino culturale. La Peppa Marriti Band cerca di non far cadere nell’oblio la memoria, la fonetica e la grammatica della lingua arbёreshe da ormai più di vent’anni…».
Il libro, che reca l’Introduzione di Emanuele ARMENTANO e la Prefazione di Antonio GATTABBRIA, che criticamente lo arricchiscono e lo impreziosiscono, è ‘costruito’ anche con gli apporti di pensiero, rapidi e coloriti, dei componenti la Band e, cioè: Angelo ‘Bobo’ CONTE, Pino MURANO, Antonio CASTROVILLARI, Paolo IMBROGNO e Nunziato DI BENEDETTO. Questa Sezione, che si intitola: La parola alla Band, è un interessante insieme di quadretti umani, ognuno dei quali è preceduto da una breve nota biografica in corsivo da parte dell’autore.
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Le pagine del Rockarbёresh si sfogliano velocemente comprensibilmente piacevolmente. Corino usa la penna con maestrìa e lo stile, scorrevole piano limpido, rende il testo un utile strumento anche di studio e di ricerca, soprattutto per i docenti e le docenti e per gli studenti/esse della Scuola delle diecine e diecine di Comunità arbёreshe - Comunità Italo-albanesi. Difatti, in esso, nel Rockarbёresh, anche grazie all’apparato iconografico e alla sezione Testi e traduzioni, si sviluppa un’appassionata lunga colta riflessione. Che sollecita da un lato stupore meraviglia ammirazione; dall’altro, interesse e motivazione a conoscere la grande storia arbёreshe-shqipe, l’epopea di Giorgio CASTRIOTA SCANDERBEG, i beni culturali di valore incalcolabile sia di natura im-materiale sia di natura materiale.
Dai primi anni Novanta del secolo scorso, la Peppa Marriti Band, “che ha un’indole eclettica e imprevedibile”, ha cercato una fisionomia un’appartenenza una identità. Ed è riuscita, con l’impegno del lavoro appassionato e orgoglioso, a trovarle!
C’è riuscita e noi, solo oggi, possiamo affermarlo con tranquillità, perché il repertorio antropologico proposto, i testi, le musiche, l’interpretazione canora di nuovi testi e, in particolare,
dei testi antichi (soprattutto orali) della tradizione arbёreshe delle Comunità Italo-albanesi sparse in ben sette Regioni d’Italia, ci dimostra chiaramente l’assunto, la tesi che qui vogliamo sobriamente discutere.
La dolce fine pacata ironìa della scrittura di Demetrio Corino è attraversata, in filigrana, dall’INQUIETUDINE DEL SOGNO ARBЁRESH, che svanisce con l’alba; dall’amarezza dispiacere dolore di un DESTINO DI MORTE SEGNATO (più grande di Noi, ahimé!: e … ad impossibilia nemo tenetur!) che però, come chi scrive, anche l’autore di Spezzano Albanese cerca, con la sua Peppa Marriti Band, di stigmatizzare esorcizzare allontanare nel Tempo e nello Spazio quanto più e più possibile…
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In questo contesto di idee, che è contesto di Senso esistenziale, nascono una Band e un ‘progetto’, il quale: «risiede nel suo modo di fare musica e, quindi, nella sua esplicita capacità di comunicare un pensiero che parla di tradizione e di una cultura fortemente identitaria e caratterizzante come quella arbёreshe».
Riflessioni pertinenti sono sparse lungo le pagine del libro. Effettivamente, oggi risulta sempre più difficile per la buona arte emergere dalla massa… Essere ‘diversi’ significa e indica soltanto un modo differente di vedere e valutare situazioni e pensieri, sinonimo di quella stupenda poliedricità che la vita non manca di donarci.
Corino compie un’attenta analisi della Società e della vita socio-culturale della Famiglia in essa. Riflette sull’importanza dell’esempio dato dai Genitori ai figli e sulle scelte che i Genitori compiono a livello culturale e linguistico, degli usi e dei costumi, … per i figli medesimi.
Ma, nella Società c’è anche la Scuola. Che può fare molto, con suoi Insegnanti migliori, nonostante tutto. Nonostante la Legge n. 482/99 sia stata -nel giro di scarsi tre lustri e dopo ben cunquant’anni di attesa perché si rendesse esecutivo l’art. 6 della Costituzione repubblicana- a mano a mano, svuotata svilita calpestata.
Tradite e pugnalate (quale di più quale di meno) le dodici Minoranze linguistiche storiche oggi vivono una vita grama travagliata stentata. Pagano il prezzo di una politica d’accatto ignorante presuntuosa. La politica di chi ha governato negli ultimi vent’anni circa (‘politica’ con la ‘p’ rigorosamente minuscola meschina squallida…), mandando alla deriva la prospettiva e le speranze delle Minoranze (le loro tematiche umane e le loro problematiche esistenziali), perché -emblematicamente- secondo il grande illuminato lungimirante, già ministro, Giulio TREMONTI: -Con la Cultura non si mangia!
La Storia degli Arbёreshё è una Storia di malinconìa tristezza nostalgìa. Crescente, ahimé! Ma, sia detto ad altissima voce: una Storia di Nobiltà, una Storia di Orgoglio Passione Dignità. Una Storia, quella degli Italo-albanesi, degli ultimi decenni, che grida vendetta al cospetto di Dio, per il male compiuto al decoro correttezza contegno delle Comunità di Minoranza la quale, in DEMOCRAZIA, non è il contrario di Maggioranza!)…
Ma, tant’è! Ti piange il cuore, riflettendo sulla ignoranza grossolanità rozzezza di tanti politici governanti “dalla parte dei pochi”, della lingua egemone, degli interessi meschini…
E pensare che avevamo tanta fiducia nella Politica europea. Di un’Unione Europea dalla parte dei Cittadini e delle Cittadine delle diecine e diecine di Minoranze sparse nei Territori dei ventotto Stati-membri…
O tempora, o mores! Sic transit gloria mundi…

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Poesìa e Musica. Versi e note.
Pensate Lucio BATTISTI senza MOGOL; ovvero: Mogol senza Battisti.
C’è una pagina molto bella nel libro di Corino. Una pagina dolce significativa sognante, che ben sintetizza, felicemente, il Senso culturale dell’operazione Rockarbёresh. Un gioco d’azzardo, possiamo definirlo, che non nuoce, però, alla salute; ma che solleva, tuttavìa, perplessità, semina dubbi, mette in crisi…
L’osare, l’andare oltre le Colonne d’Ercole, la ricerca dell’Infinito… Il Viaggio verso Itaca, tra Sirene assordanti e Fate turchine, alla ricerca della soluzione in Cent’anni di solitudine.
Ebbene, tutto ciò e dintorni, cerca di fare il ‘progetto’ di questo gruppo, matto, di Persone trasgressive oniriche magiche.
E ci riesce.
Se è vero, com’è vero!, che oggi, in questi nostri tempi poveri turpi disgraziati, riversati sull’avere - apparire - mordi e fuggi, ebbene: solo l’Utopìa ci salverà. E la Città del Sole. Con e, ormai oltre, Tommaso MORO e Tommaso CAMPANELLA…
Infine. Non possiamo non condividere, con il sapiente Anonimo, che:
Chi educa alla Musica
prepara un artista ad affrontare il pubblico;
chi educa con la Musica
prepara un Uomo ad affrontare la Vita.
Questo è, in estrema sintesi, anche, il messaggio di Demetrio Corino e della Band della Peppa Marriti.
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