Frana a Santa Maria: il Comune attende risposte dalla Regione In evidenza

Frana a Santa Maria: il Comune attende risposte dalla Regione

SPEZZANO ALBANESE – Sulla vicenda della frana, verificatasi il 10 febbraio 2010 nel rione Santa Maria e di cui abbiamo ripreso le evoluzioni -a margine delle lamentele e delle preoccupazioni dei cittadini residenti nei pressi dell'area-, diverse sono le documentazioni prodotte dalla Casa Municipale arbëreshe. Infatti, già il 12 febbraio 2010 l'allora sindaco Giovanni Cucci, con ordinanza sindacale nr. 3, ordinava la “totale inagibilità di un fabbricato a monte della frana, di alcuni terreni sempre a monte della frana per una fascia di almeno 10mt e per dei terreni dal piede delle parete franta per una profondità di almeno 30mt”.

All'origine dei fatti c'era, appunto, il distaccamento di massi e terreno dal pendio e finiti rovinosamente a valle, distruggendo un box all'interno del quale erano presenti due cavalli che sfortunatamente morirono. Con quel documento il sindaco Cucci ordinava a tutti i soggetti interessati a qualunque titolo “il non utilizzo degli immobili”. Il 6 luglio dello stesso anno l'allora amministrazione, inoltre, inviò una missiva alla Regione Calabria con oggetto “Trasmissione relativa ad evento franoso nel Comune di Spezzano Albanese” in cui si ricostruivano i fatti, allegando la documentazione inerente i danni e l'ordinanza sindacale. Il 24 novembre 2011 il comune arbëresh inviava alla Regione Calabria una “richiesta di inclusione in zona a vincolo Pai (rischio frane)” per la stessa frana.
Passano gli anni ma nessun movimento si registra in tal senso, con i cittadini sempre più preoccupati per il susseguirsi delle stagioni piovose. Si arriva al dicembre 2015 quando i nuovi amministratori guidati dal sindaco Ferdinando Nociti firmano una delibera di Giunta con oggetto “Lavori di Consolidamento e messa in sicurezza del Quartiere in località Santa Maria – approvazione progetto preliminare”, in cui si dà atto alla realizzazione di un progetto di 550mila euro subordinato al finanziamento da parte del Commissario Delegato del Dissesto idrogeologico della Regione Calabria. A questo si aggiunge la richiesta, fatta dal sindaco Nociti il 14 dicembre 2015, di “inserimento del progetto di mitigazione rischio idrogeologico alla Banca dati Rendis”.
Tutto ciò, però, ancora non ha prodotto risultati da parte degli enti sovracomunali dai quali si attende qualche segnale da ormai troppo tempo, mentre l'arrivo della nuova stagione delle piogge rigetta nella paura i cittadini che vivono in quelle zone.

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