La cippolla bianca un prodotto fortemente identitario per Castrovillari

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La cippolla bianca un prodotto fortemente identitario per Castrovillari

CASTROVILLARI - «I produttori hanno custodito nel tempo la Cipolla Bianca di Castrovillari e, grazie a loro, ancora oggi, si coltiva su piccoli appezzamenti di terreno in C/da Jardini nel Comune di Castrovillari». Lo scrive Luigi Gallo dell'Arsac Pollino – Castrovillari che aggiunge: «Dalle nostre indagini risulta, tra l’altro, che nel secolo scorso, fino agli anni “70, questa Cipolla, rappresentava per Castrovillari una importante fonte di reddito. Attualmente, si calcola un reddito lordo pari a circa 12000,00 (dodicimila) euro per ettaro di terreno coltivato a Cipolla Bianca di Castrovillari. La produzione di questo ecotipo di cipolla non richiede grandi investimenti ma solo le anticipazioni colturali.

Inoltre, i giovani agricoltori, possono utilizzare le risorse della misura relativa al primo insediamento del PSR 2014-2020. Per quanto riguarda la qualità, dall’analisi dei bulbi, effettuata nell’ambito di una collaborazione tra l’ARSAC di Castrovillari e il CRA-Unità di Ricerca per l’Orticoltura di Montanaso Lombardo (Lodi), risulta che la Cipolla bianca di Castrovillari, presenta livelli di pungenza molto variabili, con valori di acido piruvico (sostanza indice della pungenza) oscillanti tra 2,5 e 10,5 µmol (micromoli) per grammo di peso fresco. La presenza di genotipi con livelli di pungenza molto bassi (2,5 µmol di acido piruvico per grammo di peso fresco) assimilabili a quelli della più famosa Cipolla Rossa di Tropea lasciano intravedere la concreta possibilità di costituire, attraverso interventi di selezione conservativa una popolazione di Cipolla Bianca di Castrovillari migliorata per uniformità ed aspetti qualitativi del bulbo. L’ARSAC, insieme a detto Istituto di Ricerca, ha predisposto un progetto in tal senso che avvierà con le risorse del PSR 2014-2020 misura 1.2. Pertanto, la Cipolla bianca di Castrovillari può svolgere un forte ruolo identitario non solo per Castrovillari ma anche per il territorio del Pollino e della pianura di Sibari, creando altre opportunità di lavoro extragricolo che scaturiscono dallo sviluppo di un turismo gastronomico identitario».

© Riproduzione riservata
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