Morano tra i ventuno Comuni calabresi inseriti nella proposta di legge regionale sui centri storici

  • De Bartolo: «Un passo importante per la nostra comunità»
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Morano tra i ventuno Comuni calabresi inseriti nella proposta di legge regionale sui centri storici

MORANO - Morano tra i ventuno paesi per i quali, con delibera n. 43 del 18 settembre scorso, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria ha dichiarato ammissibile la proposta di legge di iniziativa popolare con oggetto: “Norme in materia di rivitalizzazione dei centri storici calabresi nonché in materia ambientale”, elaborata dal Gruppo di Associazioni “Prima che tutto crolli”.
Finisce, così, con questo atto propedeutico indispensabile, l’azione propositiva e inizia l’iter legislativo vero e proprio di un progetto che potrebbe realmente porre un argine allo spopolamento dei piccoli borghi e dare quel sollievo necessario affinché il tesoro inestimabile che custodiscono venga adeguatamente valorizzato.

«E’ un primo passo importante – dichiara il sindaco Nicolò De Bartolo – che ci incoraggia a proseguire nel solco tracciato e ci rende speranzosi circa la validità dello strumento e dei risultati che promette. I cambiamenti cui assistiamo richiedono iniziative forti e tali da evitare che l’invecchiamento e l’abbandono che riguarda principalmente le comunità minori distruggano l’enorme patrimonio umano, sociale e culturale che le caratterizza. Apprezziamo, condividiamo e sosteniamo le finalità della proposta che tende nello specifico a favorire politiche virtuose mediante la consapevolezza e la riconsiderazione delle radici e delle identità dei comuni, tenendo però conto delle singole peculiarità di natura geografica, storica, antropologica, etnica e linguistica. Con questi obiettivi e pensando ai vantaggi e alle ricadute che potrebbero indurre sui sistemi abitativi, la sicurezza urbana, la vivibilità in generale, abbiamo approvato nel Consiglio comunale del 29 marzo scorso, con delibera n. 11, l’adesione all’idea. Un’idea che ci ha convinto soprattutto per i contenuti chiari e immediati e per le efficaci modalità con cui accosta la qualità e lo sviluppo urbano ai bisogni dei cittadini, consentendo di calibrare gli investimenti in relazione a questi fattori strategici e mirando alla salvaguardia del tessuto paesaggistico e dei suoi elementi costitutivi».
La notizia si intreccia inevitabilmente con un altro provvedimento, nazionale questo, cosiddetto “Salva borghi”, appena divenuto legge dello Stato, che istituisce un fondo di cento milioni di euro per i 5591 borghi italiani con popolazione inferiore a cinquemila abitanti (69,9% dei Comuni italiani; 54% del territorio nazionale, 11 milioni di persone).   
Per quanto attiene alla proposta calabrese, invece, la procedura prevede ora che sia comunicata al Consiglio Regionale nella prima seduta utile, che venga assegnata a una Commissione Consiliare, che si verifichi la possibilità di unificare eventuali altri disegni simili.

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