Gagliardi replica a Leonetti: "Saracena mai stata più apprezzata"

Gagliardi replica a Leonetti: "Saracena mai stata più apprezzata"

SARACENA - «Saracena non è affatto povera e deserta a livello culturale. Semmai, tra i comuni interni di analoga cifra demografica e con lo stesso gap infrastrutturale o di trasporto pubblico in Calabria, è oggettivamente uno dei più vivaci da diversi punti di vista ed uno dei più riconosciuti in tutt’Italia per più di un motivo». È quanto dichiara il Sindaco Mario Albino GAGLIARDI, rispondendo alla lettera pubblica della dirigente del PD locale Rosita LEONETTI, ripresa in questi giorni sui media.
«Fa certamente bene –esordisce GAGLIARDI– la nostra giovane concittadina ad interrogarsi sul perché di tante dinamiche involutive che non certo da ieri o negli ultimi anni stanno trasformando tanti comuni dell’entro terra, non soltanto in Calabria, in borghi fantasma. Così come fa benissimo, attraverso la sua riflessione, a sollecitare anzi tutto a se stessa ed alle nuove generazioni il senso e l’importanza di un rinnovato impegno sociale, culturale e politico, finalizzato ad assumersi la responsabilità e la voglia di contribuire a far invertire rotta al corso delle cose nella terra in cui si è scelto di vivere e crescere.

La riflessione, sicuramente fatta in buona fede – continua il Sindaco – rischia però di diventare qualcos’altro quando si pretende di dipingere addirittura Saracena come l’emblema di problemi ed emergenze (dallo spopolamento delle aree interne alla viabilità, dalla crisi economica alla disoccupazione) che sono notoriamente la fotografia drammatica di questa regione, del sud in particolare ma del sistema Italia nel suo complesso. E qui, però, quasi mai, si riconoscono e si invocano le responsabilità dei governi regionali e nazionali degli ultimi decenni, limitandosi al contrario a chiedere conto del fallimento complessivo delle politiche pubbliche di questo Paese nientemeno che ai sindaci (gli ultimi eletti di un sistema altrimenti bloccato) di comuni sempre più isolati e privati delle risorse necessarie perfino per la garanzia ordinaria dei servizi essenziali al cittadino. – Eppure, in questo quadro generale a tinte fosche per tutti i comuni italiani, soprattutto per i piccoli ed i piccolissimi comuni che siamo la stragrande maggioranza, Saracena si è distinta non certo per la presunta desolazione delle sue piazze vuote (una fotografia che sarebbe comune, del resto, a tutte le piazze dei comuni interni ma anche purtroppo di importanti centri storici e città d’arte in tutte e cinque le province calabresi) ma, al contrario, per la qualità dei servizi offerti al cittadino: dal ciclo integrato delle acque a quello dei rifiuti.
Senza neppure fare riferimento all’indiscutibile valore di marketing territoriale determinato da un marcatore identitario come il moscato passito sul quale – va avanti il Primo Cittadino – anche come amministrazione comunale abbiamo creduto ed investito, assieme alla valorizzazione delle altre produzioni di qualità, l’extravergine in primis, la nostra comunità, per i virtuosismi nei servizi, acqua pubblica e differenziata, ma anche per il protagonismo regionale e nazionale nelle prestigiose associazioni nazionali delle Città dell’Olio e del Vino, non è mai stata conosciuta ed apprezzata a livello nazionale nell’ultimo secolo come lo è stato in questi ultimi anni. Più della metà dei comuni calabresi ci ha invitato ad illustrare, così come abbiamo fatto in altrettanti comuni di ben 9 regioni italiane, metodi e risultati di buona amministrazione locale dei quali anche la nostra concittadina dovrebbe essere più orgogliosa e fiera, traendo in essi le ragioni autentiche di una partecipazione ancora più motivata alla vita ed alla crescita sociale, civile ed economica di questa comunità. Partendo da ciò che è stato già fatto e che viene riconosciuto da tutti, mettendo da parte il pregiudizio e senza mai dimenticare – conclude GAGLIARDI – le macerie lasciate in un passato non troppo lontano (basta ritornare al 2007!), quando dell’esistenza di Saracena sulla carta geografica della Calabria, nella stessa Calabria, in pochi erano a conoscenza, a sud ed a nord del Pollino».

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