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Basta con l'immobilismo

Alcide SimonettiNonostante le operazioni di spoglio non siano ancora ultimate, si presenta con forza all'attenzione dei partiti politici, il fenomeno dell'astensionismo. L'affluenza alle urne è scesa di circa 8 punti percentuali (dal 72,01% al 64,19%) rispetto alle precedenti elezioni politiche.

L'astensionismo degli elettori, oltre ad esprimere, evidentemente, l'attuale stato di difficoltà economica-sociale del paese, raffigura la preoccupante disaffezione e sfiducia degli italiani verso la politica (e le sue istituzioni) che nessuna novità, finora, ha offerto ai cittadini, sebbene le promesse dei partiti.
In sostanza, gli italiani (consentitemi la licenza) “hanno piene le balle” di parole evanescenti e vacue, essi reclamano risposte concrete e fattuali e, per di più, considerano che l'attuale classe politica nel complesso (destra-sinistra) non sia in grado di avviare una stagione di rinnovamento e di un netto cambiamento di rotta (vedi editoriale 12 marzo 2010 -link).
Ancora più marcato e grave si manifesta l'astensionismo nel nostro territorio ed in particolare a Spezzano Albanese ove è stata registrata un'affluenza alle urne in questa competizione regionale pari a circa al 50 %, partecipazione nettamente inferiore a quella nazionale come già detto, nonché a quella provinciale (57,38%).
Tuttavia, sarebbe un grave errore politico soffermare le ragioni di tale risultato, solo nelle problematiche di contesto nazionale, ma devono ricercarsi nella patologica situazione politica spezzanese, per come in più occasioni rappresentato (Vedi editoriale 2 luglio 2009 -link).
E' sintomatico che le forze politiche locali, nel caso di specie, non sono state in grado di mobilitare la popolazione al voto per scegliere tra le differenti opzioni programmatiche, limitandosi, soltanto, a mantenere le proprie posizioni (vedi risultati elettorali).
Difatti, sia il PD che il PDL, oggettivamente, si sono attestati su ottimi risultati in controtendenza al dato regionale.
Sebbene a Largo Don Bosco si sia insediato un sindaco galantuomo, di grande generosità e virtù, il paese è fermo!!!
Al momento non si è registrato alcun cambiamento evidente nella comunità.
Nonostante l'oggettivo impegno della nuova giunta, non è dato sapere le linee programmatiche dello sviluppo della cittadina e le linee direttrici dell'organizzazione di essa. I consigli comunali si contano sulle dita delle mani, le manifestazioni politiche, i comizi, i convegni ed assemblee sono un mero ricordo del passato.
Il cittadino non è assolutamente informato sulle questioni più importanti della comunità, l'unico strumento di informazione è il marciapiede.
Il dibattito politico è inesistente, anche perché i partiti, preposti a tale funzione (vedi Costituzione), si sono trasformati in comitati elettorali, che aprono i battenti solo in occasione delle battaglie elettorali per appoggiare i soliti notabili della politica ad essi collegati.
Oltre a ciò, quest'ultimi, l'unica attività che prestano è quella di impedire la partecipazione di nuovi soggetti e forze, ritenendo che la politica sia un diritto riservato solo a pochi.
Il declino, ormai decennale, di Spezzano è sentito da tutti: giovani, anziani e forestieri.
Girando per il paese si avverte una sconsolante desolazione. Purtroppo, Spezzano, il paese per antonomasia del passeggio, è un “mortorio”!! Le associazioni culturali, sociali e sportive presenti sul territorio, invece di essere appoggiate, stimolate e valorizzate, sono criticate ed osteggiate.
Ogni nuova iniziativa è soggetta alla censura ed al biasimo degli altri. Spezzano Albanese è divenuto un paese alla mercé dei forestieri. Nessuna interazione sussiste tra il Municipio, i partiti e le istituzioni (Banca; Associazioni; Scuole; Chiese; Forze dell'ordine e Organi Giudiziari;).
La solidarietà non è coordinata, ma lasciata alla spontaneità dei cittadini, sebbene l'esistenza di istituzioni sociali forti e ben radicati sul territorio (vedi servizi sociali; chiesa; suore; ecc.).
Nessuno ha avuto il coraggio (se non Emanuele Armentano) di approfondire, con iniziative mirate, la situazione e le sorti della Bcc della Sibaritide, punto di riferimento di tutto il territorio e l'imprenditoria locale. La classe dirigente ha tralasciato (e tuttora tralascia) le ricchezze ambientali, culturali e turistiche della comunità.
Mai nessuno si è posto il problema della questione del “Santuario della Madonna delle Grazie”, attesa l'esistenza di una convenzione tra Ente Comunale e ordine dei Frati Francescani.
Le terme sono, ormai, nell'indifferenza totale delle istituzioni, le quali si ricordano di esse solo per ipotetici finanziamenti. L'area Pip è solo oggetto di pettegolezzi giudiziari. La riorganizzazione degli uffici comunali è nel dimenticatoio, mentre i servizi sono del tutto inefficienti. Il commercio è nel caos. Il centro storico è nell'abbandono totale, senza servizi di sorta.
Potrei aggiungere un vero e proprio elenco di problemi irrisolti della comunità, ma saranno oggetto di altri miei interventi.
Purtroppo, da paese frizzante, colto, vitale, aperto, direi all'avanguardia, la comunità è divenuta apatica, amorfa, immobile ed incattivita.
Credo che i tempi per Spezzano Albanese saranno bui se non si darà corso ad una reale svolta.
Attendo una risposta dai lettori.
Un saluto.
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