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Mi concedi dieci minuti?

anna de blasi“Mi concedi dieci minuti?”, è così, con questa richiesta che ha (quasi) inizio una mia giornata mammesca. Sveglia  dalle 7.00, anche qualche minuto prima, caffè, bagno lavato, shampoo, Ginevra saltellante sul letto, latte a Ginevra, lavato e cambiato Ginevra, mi sono cambiata io, e dopo due ore, fra chiavi/ciuccio/biberon/occhiali da sole (che forse poi in Lombardia non sono così indispensabili, ma vuoi mettere quell’effetto da “sintomatico mistero” ??????????) sigarette (e si, confesso: dopo la gravidanza e l’allattamento ho ripreso a fumare.
E qui si apre un mondo di “ma dai, sei scema! Sei stata quasi due anni senza”, “Ma come è possibile!!!”, ed ancora “ma fumi a casa, con la bimba”, come se fossi realmente scema!, e così, in una sorta di adolescenza di ritorno mi capita di fumare di nascosto… le mamme, forse perché sovraccaricate da consigli non richiesti, tornano spesso all’adolescenza) e continui avanti e dietro, io e Ginevra siamo riuscite ad uscire. Eternamente in ritardo. E così ho telefonato alla mia amica lombarda, lombarda vera: di madre e padre, che mi aspettava già da un po’. Ed ho chiesto i dieci minuti, lei me li ha concessi (è lombarda, ma è un’amica). Con gentilezza e meraviglia. D’altronde io navigo in questo universo di concessioni e sfumature, fra amica lombarda e marito storico e razionalista, io amo perdermi nei miei orizzonti, forse un po’ troppo enfatici, ma così miei. Nel mio caos interiore, fra pappe e poesie da scrivere, e vivere. Fra ritardi e corse, trafelata sempre. Eppure mi piacciono le differenze che mi circondano: è come vivere in una sit-com, a volte. Eppure mi piace la praticità di mio marito, e la sua poesia che si palese nel suo modo di guardarmi ancora, nonostante i capelli arruffati e la tuta, eppure mi piace la mia amica lombarda, così diversa, così uguale, così mamma, come me. E mi vivo la vita, in sfumature e stanchezze, e ricordi e futuri incerti e teneri, pensando a Ginevra, al suo farsi donna. E ancora una volta “Naufragar m’è dolce in questo mare”. Che è la vita. La mia vita.
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