Il cannocchiale d’ambra di Philip Pullman

Ci sono tre scrittori inglesi che è possibile collegare tra loro e sono Lewis Carrol, Tolkien e Philip Pullman. A tutti noi è capitato di leggere almeno un libro dei primi due, un po’ meno conosciuto ma ugualmente geniale e degno di attenzione è Philip Pullman.
Alcuni lo considerano il vero erede di Tolkien poiché come lui riesce a mescolare pura invenzione e riferimenti colti. Pullman ha aperto nuovi scenari nel genere fantasy e le sue invenzioni hanno incantato i suoi lettori. È professore di Oxford e ha scritto numerose opere tra cui La bussola d’oro che apre la trilogia “Queste oscure materie”, a cui seguono La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra (vincitore nel 2001 del prestigioso premio inglese Whitbread). Nel 2005 Pullman ha vinto il Premio Astrid Lindgren Memorial, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. La bussola d’oro è stato nominato il migliore tra i libri vincitori del Carnegie Medal negli ultimi settant’anni.
Per tutto questo e per la sua capacità di «illuminare il giorno più buio e lo spirito più grigio» che consiglio i suoi libri, in particolare: “Il cannocchiale d’ambra”. Con l’incandescenza della sua immaginazione e traendo ispirazione dal “Paradiso perduto” di Milton, ha creato un mondo ben diverso dal nostro, di un’intensità e di una bellezza che lasciano senza fiato. Un mondo dove oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia. Giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico, guerrieri orgogliosi, i gallivespiani, vanno a cavallo di libellule dai colori sgargianti, i mulefa, strane creature, viaggiano su ruote, sono dotate di linguaggio e della capacità di vedere la Polvere. Lo studio della natura viene chiamato: «teologia sperimentale», e soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Questo mondo attraversa un periodo critico e Lyra, una ragazzina intrepida, di solo undici anni, che vive al Jordan College di Oxford, si trova al centro degli intrighi, e quando intuisce pericolosi segreti decide di andare alla ricerca della verità grazie all’aiuto di uno stranissimo strumento «scientifico», una sorta di bussola d’oro che serve a misurarla, quella verità…
Lyra incontra Will che è in possesso della lama sottile un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire ad un destino precostituito, ma essere liberi di scegliere.
Nel cannocchiale d’ambra la storia diventa epica e sfrontata, esplora i recessi più profondi dell’animo, supera ogni confine in una poetica unione di avventura, filosofia, mito e religione. I livelli di lettura si moltiplicano. I più giovani si immedesimeranno nell’appassionata, onestissima e ingenua bugiarda Lyra o in Will, ragazzino orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto. I più grandi possono apprezzare la forza intellettuale di un formidabile pensatore, il gioco di riferimenti, la temerarietà nel parlare della realtà in un modo così nuovo. La trilogia è metafora di grandi idee astratte che ci coinvolgono, ci lasciano colpiti e ci costringono a pensare.

IL CANNOCCHIALE D’AMBRA
Philip Pullman
Salani Editore
ISBN: 9788877825292
© Riproduzione riservata
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