Indignatevi, di Stéphan Hessel

Per comprendere profondamente ogni parola di quest’opera, un pamphlet edito in Italia da ADD e già best seller in Francia, penso sia necessario porre l’attenzione sul suo autore: Stéphan Hessel.
Solo attraverso un percorso di avvicinamento che passa per la vita di quest’uomo si può cogliere il senso delle idee tanto straordinarie quanto semplici, presenti nel libro.

Ebreo, internato nei campi di concentramento, partigiano, ha contribuito a redigere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ha vissuto il momento fondativo del dopo guerra e i momenti più drammatici della guerra molto da vicino.
Vive una seconda vita con il nome di Michel Boitel, poiché sopravvissuto ad una situazione drammatica per cui sente un forte senso di responsabilità verso chi invece non ha avuto una seconda possibilità ed è morto.
Nel 44 venne deportato nel campo di concentramento di Buchenwald insieme ad altri 36 compagni che come lui non sapevano cosa sarebbe loro accaduto. I primi sedici vennero impiccati , altri sedici fucilati e tre vennero salvati grazie ad uno scambio di identità con tre francesi precedentemente morti di tifo. Secondo la Gestapo Stephane Hessel è morto.
Ma quell’uomo è vivo e vive sono le sue idee in parte raccolte in questo libro dal titolo che è, da solo, un manifesto di azione civile: Indignatevi!
Un testo di forte impatto sociale, che si incastra perfettamente in un periodo in cui si ha sempre meno fiducia verso chi ci rappresenta, e in cui lo scetticismo e l’egoismo incalza nella maggior parte delle persone tanto da far diffondere la convinzione che le cose possono andare anche cosi.
Ma c’è ancora qualcuno che si interroga su quale sia la direzione da seguire ed è a queste persone che S. Hessel rivolge la sua esortazione: Cercate e Troverete.
Un libro che da dei buoni motivi per indignarsi, per sentirsi in collera, e avere così voglia di cambiare le cose.
La situazione a cui guarda Hessel non è riferita ad uno Stato in particolare, supera ogni schieramento politico ogni divisione ideologica , è qualcosa a cui tutti siamo connessi.
Non a caso è stato tradotto in 20 lingue.
Il trattamento rivolto agli immigrati, ai room, ai poveri del mondo, il comportamento dei mass media che non fanno che promuovere il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata, la competizione di tutti contro tutti, è qualcosa che non può lasciarci indifferenti, dice Hessel.
S Hessel vorrebbe un’indignazione simile a quella che si è scatenata contro il nazismo. Quell’indignazione nata in conseguenza alla Shoah non aveva bisogno di essere esortata visti i motivi che la scatenarono ma anche se per fortuna non siamo di fronte a contesti di quella tragicità, c’è bisogno di impegnarsi anche oggi. Basti pensare alla fragilità del nostro pianeta, a ciò che è accaduto in Giappone per renderci conto che ci troviamo di fronte a situazioni altrettanto pericolose per l’umanità.
Lo stile è così diretto, quasi a voler impedire alla mente di chi legge deviazioni. È come se tra le pagine si sentisse la responsabilità da parte dell’autore nell’avere il dovere ed il diritto di alimentare una volontà popolare per sopperire ad un agire collettivo attuale che sa essere solo distruttivo.
Bisogna impegnarsi a progredire individualmente per essere pronti ad agire insieme.
Personalmente è stato come scoprire quanta indignazione avessi dentro, il libro grida alle coscienze di chi legge e accresce la voglia di combattere… indignandosi!

Indignatevi!
Hessel Stéphane
ADD Editore
ISBN: 9788896873250
© Riproduzione riservata
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