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Letteratura per l'Infanzia: Il segreto di Rosa nel girotondo delle fiabe

francesco fuscaDai Bambini digitali ai Bambini touchscreen.
Sempre diversi cangianti varianti: sarà un bene, sarà un male? È difficile dirlo! Tuttavìa, noi ci proviamo sintonizzandoci con quella dimensione umana naturale ‘normale’ che caratterizza, profondamente, l’essere Persone, nel Tempo che scorre, ‘dentro’ la Natura. Che è l’insieme armonico della Terra e dei suoi ‘giri’; degli alberi, degli animali, delle ‘cose’ tout court… tutto gettato qui e ora….

Insomma, ogni giorno è lo stesso, dai tempi del Tempo, e si evolve con la sua alba, con la sua luce, con il suo tramonto e con la sua notte; e, poi, di nuovo: con la sua alba… Così come, e soprattutto, è sempre stata ed è l’esistenza umana, caratterizzata da nascita-vita-morte, per ogni Persona e per tutte le Persone…
E, dunque, a che gioco giochiamo? Ànsia frenesìa smània connotano, nel nostro Tempo della distruzione totale, l’Umanità. Mentre si va, inopinatamente e scioccamente, sempre più veloci. Veloci come il lampo. Veloci come il pensiero… E Italo CALVINO, saggiamente, scrive per noi il suo: Elogio della leggerezza (e della lentezza) dentro la Società conoscitiva glocale liquida…
La Letteratura per l’Infanzia fa i conti con il tempo delle Tecnologie multimediali, le quali inventano ‘storie’ e le descrivono e le propongono con ‘strumenti’ nuovi, con ‘registri’ di ‘comprensione’ e di ‘apprendimento’ diversi da quelli ‘tradizionali’, con segni simboli codici i quali, tutti, interpretano il reale-virtuale fondendo e con-fondendo i confini e i limiti, gli spazi e i tempi.
Verso dove andiamo? È difficile dirlo! Tutto è azzardo rischio pericolo. Non è ‘pessimismo’, il nostro; è, invece, “sano realismo”…
Su un punto, pertanto, indiscutibilmente, dovremmo convenire (almeno per Persone dell’evangelica “buona volontà”): sul fatto che Natura non facit saltus. E questo la dice lunga sui limiti e sui confini dell’osare l’attraversamento delle Colonne d’Ercole, verso l’Infinito. Saggiamente memori delle parole del Maestro dei maestri della Poesia: «Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e conoscenza» (Inferno, Canto XXVI, vv. 118-120).
 La ricerca non ha fine: è vero! Con K. R. POPPER condividiamo che: L'osservazione non è mai neutra ma è sempre intrisa di teoria, al punto che risulta impossibile distinguere i ‘fatti’ dalle ‘parole’ ... Epperò, anche la fine ha la sua ricerca, che è soprattutto ricerca etica di Senso. Insomma, Ontologìa.
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Letteratura per l’Infanzia: Dai Bambini digitali ai Bambini touchscreen? E il cartaceo? Ricerche recenti hanno documentato che due bambini/e su tre scelgono il cartaceo. Ma, non è questione di … braccio di ferro! Almeno stando alla fulgida lezione di Umberto ECO…
Il libro e-book, ultima generazione; e il libro di carta, di sempre (diciamo così). Gli ‘intrecci’ -i loro ricami maglie reti- sono ‘naturali’ e la con-vivenza, auspicabile, è intelligenza, utile e intrigante.
In questo contesto di idee si collocano due testi di Maria Adelaide PALDINO: Il segreto di Rosa e Il girotondo delle Fiabe. Pubblicati da Apollo Edizioni di Bisignano (Cosenza), nel 2.013 e nel 2.014. Che recano rispettivamente, con le Illustrazioni di Raffaella SALFI, la Prefazione di Sergio CELLUCCI e la Postfazione di Francesco LO GIUDICE; e la Postfazione di Tiziana SORRENTINO e la Introduzione di Silvana SITA, con la quale conveniamo sul fatto che la Paldino: «ha ben inteso che la narrazione è uno dei doni più belli che si possono offrire ai bambini, un vero e proprio patrimonio per la loro vita dove l’esperienza e la fantasia personale si coniugano con l’arte socratica della ‘maieutica’, ovvero la capacità di far emergere la creatività innata in ognuno di noi. Ha dato ai piccoli, e non solo a loro, la possibilità di giocare con le potenzialità congiunte dell’assimilazione e dell’accomodamento al reale che definisce l’immaginario, e di dimostrare, nella pratica, a che cosa serve l’immaginario, quando cioè creare e crearsi diventano indissolubili. Le pagine del libro si sfogliano velocemente, comprensibilmente, piacevolmente».     
La penna sobria discreta leggera, dunque, scorre affascinata agile sognante su i protagonisti, gli interpreti e le comparse delle avventure sorprendenti surreali oniriche, narrate (anche visivamente, come in un bel film) dalla ‘maestra’ Paldino, che coniuga, felicemente, la proposta pedagogica con quella didattica. E, soprattutto, con i Valori (l’Amore, l’Amicizia, la Solidarietà, …).
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Nella Scuola come Vita l’immaginazione confligge con la realtà, la fantasìa si scontra con il concreto. È il gioco del se e del facciamo finta che, del c’era una volta… che l’Infanzia ama tanto, ieri come oggi. E i nostri Eroi ce la fanno. Ce la fanno sempre! Anche se è dura scorrere le ‘azioni’ del libro, mentre le cose vanno male e le sofferenze, per l’invidia e per l’in-giustizia, sono insopportabili.
La lotta, eterna, tra il Bene e il Male attraversa le pagine e le colora di dolore e di disperazione, di cattiveria e di morte. Ma, alla fine, il Bene-Bello-Buono prevale sul Male, sull’offesa, sul torto. Sì che l’Amore oscura ed elimina l’odio; il Bene inonda e sovrasta le azioni delle Persone, riscaldando i Cuori e le Menti; il Sole risplende con le sue Fate, penetrando le nuvole nere e le Streghe.
Favole, Storie quasi vere, Racconti: è ciò che i bambini e le bambine vorrebbero scrivere e che gli adulti (certi adulti!) scrivono per loro, e che sono modificati-modificabili a piacimento, a seconda della personalità del lettore-fruitore: a volte introverso, a volte birichino, a volte gioioso, … tra malvagità e soprusi ma anche, e soprattutto, tra soddisfazioni e vittorie.
Il segreto di Rosa nel girotondo delle fiabe o, se si vuole, il girotondo di Rosa nel segreto delle fiabe -i due libri- insegnano e al contempo divertono; aiutano a capire la Vita e a padroneggiarla mentre infondono gioia e speranza, fiducia nei Valori e voglia di ‘esserCi’, in positivo, con gli altri, per gli altri.
Ci ricordano, i due testi, il famoso dialogo tra Albert EINSTEIN e una mamma. La quale gli chiedeva suggerimenti per la formazione dei figli. E lo scienziato: -Leggi favole ai figli! E la madre, ancora: -Dopo che ho letto favole, cosa faccio? Ed Einstein, per ben tre volte: -Leggi favole ai figli!
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Infine. La ‘proposta’ dei due libri della Paldino ci appare funzionale alla Scuola e al lavoro di formazione dei giovani e delle giovani. Strumenti utili e malleabili, essi sono, di fatto, mappe concettuali e laboratori dell’inventiva, indubbiamente, cibi-piatti-alimenti sani, appetitosi succulenti gustosi, per la Regina-Fantasìa indirizzata verso la sensibilizzazione e l’apprendimento dei Valori.
In effetti, bastano pochi riferimenti per avallare la tesi. Eccoli:
(A) Le guardie le si inchinarono e la pregarono di salire sulla carrozza. Così com’era, con un fiocco azzurro tra i capelli biondi, un grembiule bianco intorno alla vita e con le mani zucchero e miele, salì sulla carrozza.
(B) Il re pazzo di felicità sorrise, guardando commosso un quadro appeso a una parete dove erano dipinti il padre e la madre. I due sovrani sembravano guardarlo compiaciuti per la scelta fatta.
(C) Le acque del fiume erano così limpide da sembrare trasparenti. Un vecchio dall’aspetto maestoso stava pescando in quelle acque cristalline. Egli sapeva che Giada e Rosa stavano per arrivare. Gusà era un vecchio senza età, poteva avere cent’anni come pure duecento. Il viso, coperto da fittissime rughe, brillava illuminato da due occhi celesti che si confondevano con il colore del cielo.
(D) Dopo un tempo, che parve interminabile, si udirono nel bosco canti e risate. Un fruscìo di veli accarezzava il prato, mentre farfalle dai colori vivaci e bellissime colombe bianche volavano intorno a un gruppo di fate che si stavano avvicinando.
Visù le guardava incantato dalla loro bellezza che non si può descrivere a parole. Appena le fate videro il giovane, smisero di ridere e di cantare, chiedendo alla fata della speranza che cosa volesse da loro.
Ma, la ‘proposta’ dei due libri è anche interessante per gli adulti tout court e, in particolare, per i Genitori, di buona volontà, che hanno a cuore il ‘destino’ dei figli. Essa è ‘attuale’ più che mai, considerati i dis-Valori, imperanti, dell’avere e dell’apparire, dell’usa e getta e del mordi e fuggi.
Andare a dormire con i figli, leggendo fiabe, racconti, novelle, …, tutto ciò non solo giova ai ragazzi per crescere bene fiduciosi sicuri; ma giova anche agli adulti, che hanno tanto bisogno di orientamento esistenziale e di Senso, che hanno tanto bisogno di favole… anche se tante volte non lo sanno o lo sanno e se ne vergognano… Insomma, i figli chiedono ai genitori il loro ‘tempo’…
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PERLINA 1. Ce la propone Dorothy L. NOLTE (Poetessa statunitense, 1924-2005)

I BAMBINI IMPARANO CIÒ CHE VIVONO

Se il bambino vive criticato, impara a condannare;
se vive nell’ostilità, impara ad aggredire;
se vive deriso, impara la timidezza;
se vive vergognandosi, impara a sentirsi colpevole;
se viene trattato con tolleranza, impara ad essere paziente;
se vive nell’incoraggiamento, impara la fiducia;
se vive nell’approvazione, impara ad apprezzare;
se vive nella lealtà, impara la giustizia;
se vive nella sicurezza, impara ad avere fede;
se vive volendosi bene, impara a trovare amore
ed amicizia nel mondo.
 
PERLINA 2. Ce la propone Nazim HIKMET (Poeta turco, 1902-1963)

PRIMA DI TUTTO L'UOMO - Lettera al figlio

Non vivere su questa terra / come un estraneo
O come un turista della natura:
Vivi in questo mondo / come nella casa di tuo padre;
Credi al grano, alla terra, all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri / ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza / del ramo che secca, / dell'astro che si spegne, / dell'animale ferito che rantola
Ma prima di tutto / senti la tristezza / e il dolore dell'uomo.
Ti dian gioia / tutti i beni della terra.
L'ombra e la luce ti dian gioia, / le quattro stagioni ti dian gioia / ma soprattutto, a piene mani,
Ti dia gioia l'uomo.

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