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Tornano le classi differenziali: che meraviglia!

francesco fuscaIn Italia si va, speditamente, verso la SCUOLA DELL’ESCLUSIONE! Che meraviglia!
Ci mancava… Ci mancava qualcosa che ci sorprendesse… E, oplà!, la troviamo… bell’e cotta a Brusciano (Napoli): «dove nel locale Istituto Comprensivo vi sarà in settembre 2014 una classe con quattro alunni disabili su ventidue». E non è l’unico caso. Magari!
Invisibili e classi-pollaio. Che destino… E poi dicono, per l’Italia nell’U. E. (Unione Europea): -Lo Stato, la Costituzione repubblicana, la Bandiera tricolore, …

I sintomi e i segnali, le avvisaglie e gli appostamenti -e non solo questi!- erano tutti nell’aria. In Italia. E già da un po’ … C’erano tutti, perché la Politica governativa della disabilità è stata ri-piegata, nell’ultimo decennio, sui tagli e i ri-tagli, sui risparmi indiscriminati, orizzontali e verticali e frontali, senza distinzioni e, questo è grave!, senza ottemperare a quanto stabilito voluto garantito dalle Leggi, nazionali e internazionali. Che ci sono e che sono chiare esplicite inconfondibili, nelle garanzie nelle tutele nei diritti delle Persone con disabilità, in Famiglia, a Scuola, in Società…
Che meraviglia! Diventiamo, evidentemente, guardando i fatti, sempre più colti e sempre più civili! Alla faccia dei barbari dei bruti dei primitivi… del monte Taigèto e della sua ‘perfezione’… Non ci resta che l’ironìa… E l’amarezza.
Quel che si sta realizzando a Brusciano «si profila -annota, amaro e triste, Antonio Nocchetti, Presidente dell’Associazione napoletana “Tutti a Scuola”- come una vera e propria esperienza pilota di “distruzione della scuola dell’inclusione”».
Noi, alla tristezza sconforto amarezza di Nocchetti, contrapponiamo l’ironìa lo scherno l’umorismo, memori come siamo (conosciamo la Storia degli ultimi quarantanni dei processi di Inserimento Inclusione Integrazione Valorizzazione delle Persone con disabilità) della ‘felice’ VIA ITALIANA ALL’INTEGRAZIONE, studiata da tutto il mondo, invidiata, imitata…
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Consiglio di Stato: Sentenza del 15 giugno 2.011. È importantissima. Riferisce Corrado ZUNINO: «Da ventisei in su, per il Consiglio, la classe è pollaio. E ci sono tre sentenze del T. A. R.-Molise firmate a ridosso dell’anno scolastico che confermano: in aula non più di venticinque. “Non si può pregiudicare il rispetto di norme igieniche e di sicurezza”. E la possibilità di ascolto della lezione. Sono 1,96 i metri quadrati necessari per ogni alunno» (in: la Repubblica del 16 settembre 2011).
C’è poi la possibilità che nella classe sia iscritto e frequenti un alunno con disabilità. Allora, la classe diventa di venti: diciannove più uno…
Sogni! Ormai, da anni, sempre più sogni. La ragion di Stato -‘tagliare’ risparmiare …- impone sacrifici, a tutti, senza eccezioni distinguo deroghe… Il risultato è sotto gli occhi di tutti! Oves et boves: insieme, allegramente. E i conti tornano. Mica tanto…
Ecco la classe pollaio con trentasette ragazzi. Già nella terza fila non si vede la lavagna né si sente il prof. Ogni brusio diventa un grido e dal fondo della classe, per poter sentire la lezione, servirebbe che i prof parlassero al microfono (siamo al liceo ‘Mamiani’ di Roma. Firmato: Viola GIANNOLI). Vogliamo parlare del Diritto allo studio e alla formazione della personalità dei giovani o lasciamo stare, per l’amor di Dio?
… l'emergenza deriva dal taglio nazionale effettuato dal Miur di 1.400 docenti, nel 2014, pur in presenza di 34mila iscritti in più nelle nostre scuole.
Dalle Regioni stanno pervenendo dati allarmanti sulla costituzione di organici ridotti all'osso e di classi con numeri di studenti ben al di sopra dei parametri previsti dalla legge per garantire il diritto alla studio e la sicurezza negli ambienti pubblici.
Una delle situazioni più difficili si sta registrando in Piemonte: fino a 45 alunni per aula…
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O tempora! O mores!
La ministra dell’Istruzione Stefania GIANNINI, se c’è!, batta un colpo. E si guardi dai falsi profeti e dai tanti ciarlatani che la circondano. Con qualche eccezione! Diciamo tutto ciò senza arroganza; ma, dall’alto della nostra ben nota, consolidata, esperienza umana e professionale…
La Civiltà del nuovo Umanesimo, per la quale stiamo lottando con tutte le forze (sempre con la schiena dritta… in questi nostri tempi, tristi, di lecchinismo diffuso e di largo saltinbanchismo… e, dunque, invisi a moltissimi, potenti lestofanti arruffoni), indica grida urla la Solidarietà dei Diritti umani fondati sulla Giustizia. Che parla di Pluralismo e di Democrazia. Che osanna la Filosofia dell’uguaglianza e della diversità, di cui troviamo traccia, indelebile, già in un documento ufficiale della Scuola italiana, del 1982, all’epoca definito Relazione Fassino.
«… una classe con quattro alunni disabili su ventidue …». Situazioni simili sono diffusissime, purtroppo, lungo le varie Istituzioni del nostro Stivale…
Ditemi voi se questa è Scuola. Spiegatemi, per piacere, quale Pedagogìa e quale Didattica si possono applicare. Qual è, com’è il rapporto alunno-docente, alunni-docente, alunno-docenti, …? E i successi, scolastico e soprattutto formativo, che fine fanno? C’è, forse, un ‘obbligo’ (costituzionale) di dieci anni e un’etica formativa che lo sorregge?
Diciamo la verità, evidentemente, il destino della Scuola italiana e di chi ci sta dentro (studenti/esse, docenti, personale Ata, Genitori, dirigente scolastico, …), ebbene esso non sta a cuore a nessuno, non interessa e basta. Fatta qualche eccezione… E siamo più di un milione di Persone. Genitori esclusi…
Quattro Persone disabili in classe; e poi, immancabilmente, qualche alunno/a ADHD, DSA, BES, ‘straniero’, zingaro, svantaggiato, …, dunque: a che gioco giochiamo? E del ‘povero’ ‘s-considerato’ ‘negletto’ docente -stressato, umiliato, depresso, … ai limiti, continui, di una crisi di nervi- vogliamo parlare o lasciamo stare?
I care -diciamolo pure- è un motto e basta! Povero don Lorenzo MILANI…
La Politica governativa è il nodo da sciogliere. È questo il cuore pulsante del problema. Che si può risolvere. Ma, bisogna volerlo: pensare la soluzione, parlarne, realizzarla veramente praticamente realmente. Alla luce del sole…
Epperò, chi è chi? I ‘politici’ che governano, chi sono? A cosa pensano? Cosa vogliono?
Una grande Scuola in Europa è espressione culturale e civile di chi governa; è lo specchio della visione del mondo; è, infine, la forma mentis concretizzata verso i Valori e gli Ideali, diffusamente condivisi. Che ci sono e come!
In questa nostra Società degli sbandamenti e delle illusioni, dove si vendono per “merce fina” l’apparire e il potere e, in particolare, il dio danaro che può tutto: compreso comperare-vendere le Persone, ebbene in questa Società glocale, checché se ne dica, solo la Cultura (libera democratica pluralistica); solo la Cultura, intesa come Humanitas e come Paidea, ci salverà.
Ma, di nuovo: -Chi è chi al Governo? Avere una grande Scuola è scelta di Valore politico e socio-culturale, perché -tutti lo dicono; ed è vero!- la grande Scuola è il cuore pulsante della Società. Alias: grande Scuola italiana = grande Società italiana…
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Che ci sia un “rapporto diretto” tra la qualità e la sicurezza delle strutture scolastiche, che accolgono e ospitano gli studenti/esse, per diversi anni, e la funzionalità pedagogica e l’efficienza didattica delle stesse, non ci sono dubbi. D’altronde, la normativa vigente parla chiaro e mette con le spalle al muro chi di competenza. Che poi ai responsabili della qualità-sicurezza delle strutture, quando succedono “cose brutte” (e ci vanno di mezzo, sino alla… morte, Persone…), generalmente non succede niente (tranne che le… lacrime del coccodrillo!), questa è un’altra questione. Che la dice lunga sulla considerazione in cui è stata tenuta ed è tenuta la Scuola italiana-europea e chi ci sta dentro e ci lavora…
Il presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo RENZI, qualcosa, oggi, la sta facendo. Ed è sotto gli occhi di tutti. Ma, è troppo presto per giudicare, per capire se è fuoco di paglia o vera presa di coscienza del fatto che la struttura scolastica è di fondamentale importanza non solo per la salute dei Cittadini/e (garantita dalla Costituzione), ma per gli stessi apprendimenti: per quella “formazione della Persona che dura tutta la vita” e che realizza, tra l’altro, una delle fondamentali competenze-chiave (l’imparare a imparare) indicate dalla Politica dell’U. E., ‘dentro’ la filosofia della dimensione europea dell’insegnamento/apprendimento (si veda, a proposito, la lezione di Antonio AUGENTI).
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Un esempio: la “situazione paradossale” della Scuola di Trenta (Cosenza). Circa due anni fa, questa ‘situazione’ fece scalpore e se ne occupò, ahimé!, la stampa nazionale. Che scrisse: «Senza spazi sufficienti per ristrutturazioni in corso, cinque classi delle medie di Trenta, Cosenza, sono sistemate nella sala del consiglio comunale, nella sala degli assessori, nella sede dei vigili urbani, nella biblioteca comunale».
Un altro esempio e basta: «Aule strapiene, il prof è scagionato. Non è responsabile per l’incidente capitato a uno studente. La Corte dei Conti: è la scuola a dover pagare per gli eventuali danni subiti dal ragazzo» (in: ItaliaOggi, 27 settembre 2011).
Se in tutto questo scenario si colloca la garantita formazione degli studenti/esse disabili, allora si comprendono tante cose. E questa ‘formazione’ si definisce, nella Giurisprudenza diffusa, DIRITTO SOGGETTIVO PIENO. Senza ‘se’, dunque, e senza ‘ma’… Senza. Senza fare Giustizia orizzontale tra le ‘parti’, perché le ‘parti’ sono disuguali e vanno trattate con… diversa equità. Questo recita, tra Leggi ed Etica, la Giustizia: quella con G grande, Valore di Solidarietà, sempre più assente…
Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali… urliamo con l’irriverente don Lorenzo Milani (Lettera ai giudici. 1923-1967), che è stato veramente evidentemente concretamente dalla parte dei molti degli oppressi degli ultimi.
Lo Stato è povero, meschino! E allora? Bisogna pagare! Chi paga? Sempre gli stessi…
È retorica populismo demagogia? Oltre quarant’anni di testimonianza ‘dentro’ la Scuola italiana, passati a lavorare con passione e orgoglio, e con professionalità competente (dicono in molti), dovrebbero convincere sulla ‘verità’: una grande Scuola -per una grande Società- è la scommessa e la sfida di un Governo illuminato, che rema alacremente, con convinzione, verso il nuovo Umanesimo, verso la Civiltà dei Valori, tra i quali spicca, al primissimo posto, la Cultura (i Saperi, le Conoscenze, …), che libera dall’ignoranza che attanaglia sempre le Persone consapevoli-coscienti, e va verso la Felicità. Nel Lavoro.
In questo contesto di idee, sicuramente complesso (con fili e con reti che si ri-chiamano e si intrecciano diversamente…), le strutture fatiscenti e le classi-pollaio rappresentano ‘una’ cartina di tornasole per chi governa la Politica nazionale della Scuola italiana.
Insomma, cari Renzi e Giannini, occhio al problema dei problemi, per risolverlo, subito, in un tempo ragionevole…
Intelligenti pauca! Auguri.
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