Poesia è Libertà - Libertà è Poesia

Con Dante, Baudelaire, de Andrè e Socrate (Apologia) cantiamo anche noi, con convinta dolcezza, e poi, in coro armonioso, recitiamo l’unica Utopia possibile all’ Umanità dell’Uomo e della Donna di ogni Tempo: 
Libertà ch’è sì cara va cercando / come sa chi per lei vita rifiuta…;
«Uomo libero sempre avrai caro il mare!»;
«… potevo chiedervi come si chiama il vostro cane; il mio, è un po’ di tempo,  si chiama Libero…»;
«E’ giunta l’ ora di andare: io a morire, voi a vivere. Chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti, tranne che a Dio».
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La Poesia è Libertà e la Libertà  -sotto il profilo squisitamente ontologico- è l’Utopìa: la strada maestra della Felicità personale e sociale; dello stare insieme in Società, in Pace e in Armonìa, lavorando e collaborando con gioia; della Solidarietà tra le Persone e i Popoli della Terra.
Una delle ‘forme’ -a noi più care- di Poesia (come Libertà e Utopia) è l’Anarchìa. Essa mira ad un governo della Società senza vertici; senza che uno o pochi o molti prendano le redini in mano e governino per tutti.
Fedeli a questo ideale politico (e si tratta proprio di impegno politico e di responsabilità sociale, di pensiero e di azione) gli Anarchici non votano e invitano tutti a non votare, quando ci sono elezioni politiche ai vari livelli costituzionali.  
Noi la pensiamo diversamente. Memori della grande lezione, diretta, di uno dei nostri più cari Maestri -Roberto Mazzetti- riteniamo che votare, più che un dovere (che può dir tutto e può dir niente!), è un obbligo. Difatti, è meglio votare e cercare di scegliere e di decidere qualcosa, contando sotto il riguardo della Cittadinanza attiva, che far votare gli altri e far scegliere e decidere anche per noi… Perché, nei fatti, così funziona.
Oggi, poi, la Costituzione è messa sotto i piedi; e, pertanto, succede di votare qualcuno di un certo Partito o di una certa coalizione politica  e ‘costui’ o ‘costoro’ te li  
ritrovi da tutt’ altra parte se non, addirittura, dalla parte politica opposta…
Quali sono, tuttavia, le ‘forme’ di Poesia conosciute e da sempre praticate dall’Umanità dei Poeti e delle Poetesse? Quali le espressioni più alte di Poesia come Libertà, di Poesia che libera energie positive, condivisibili, facendo star bene con se stessi e con gli altri, infondendo e contagiando gioia di vivere, originalità e creatività; insomma, Èros a tuttotondo e Thànatos consapevole?
Ci limitiamo a considerare la Poesia come ‘disciplina’ che indica il verso, orienta e dà senso all’ esistenza umana quale avventura, liberando coscientemente dalle catene dell’ ignoranza, innalzando la qualità della vita e l’ energia vitale dell’ Universo.
Certamente, la Letteratura   -e in essa, in primis,  la Poesia-   ‘conosce’ per quel che è possibile più delle altre ‘discipline’ (della medicina e della fisica, della chimica e della filosofia, della matematica…) l’essenza umana, il senso-non senso della vita e della Morte, il rapporto fantastico tra il noùmeno e il fenomeno, il mistero del Viaggio e le sue ansie e le sue vittorie, i suoi naufragi e le sue esaltazioni…
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«Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo / di gente in gente, mi vedrai seduto / su la tua pietra, o fratel mio gemendo / il fior de’ tuoi gentili anni caduto».
«E come potevamo noi cantare / con il piede straniero sopra il cuore, / fra i morti abbandonati nelle piazze /sull’ erba dura di ghiaccio, al lamento / d’agnello dei fanciulli, all’ urlo nero / della madre che andava incontro al figlio / crocifisso sul palo del telegrafo? / Alle fronde dei salici, per voto, / anche le nostre cetre erano appese, / oscillavano lievi al triste vento».
La Poesia è Libertà dalla dittatura-regime che è ugualmente infame e ‘caino’ sia se di destra, che di sinistra, che di centro…
Ugo Foscolo e Salvatore Quasimodo, col loro lamento, denunciano la barbarie dell’ oppressione e della violenza. Fuggire ed appendere la cetra della Poesia, alle fronde dei salici piangenti, sono i gesti simbolici e le metafore dei grandi spiriti; questi preparano la riscossa e il riscatto, la via della Libertà dai gioghi e dai servilismi.
A egregie cose il forte animo accendono / l’urne de’ forti, o Pindemonte
Dopo l’ esperienza amara dei campi di sterminio (… e il fumo saliva lento…), il Vate cantò che la Poesia era morta. Molti erano gli elementi storici, sociali, politici che facevano presagire la rovina e la disfatta, la fine della Letteratura e della Poesia. E invece no, così non è stato e mai sarà… Dopo Dachau, infatti, la Poesia ri-emerge dai forni crematori e dalle fòibe, ri-alza la sua testa regina, bella ed altèra, e canta e graffia, intona ed urla più forte di prima, più possente che mai, memore consapevole e portatrice sana dell’ idea che… i veri antichi siamo noi.
Urla il vento, infuria la bufera…
Le Arti – l’ingegno umano.
Dalla Pittura alla Musica, dalla Danza al Canto, dal Teatro al Cinema, dall’ Architettura alla Fotografia, alla Poesia…, tutto ciò è il prodotto della mente umana (pianeta tuttora inesplorato!); esso va sempre tenuta sotto controllo e qualcuno lo deve fare: le menti elette, le più intuitive, le menti civili che sono dalla parte dei molti e non dalla parte dei pochi.
Chi valuta e giudica la Libertà delle Arti e i loro protagonisti?
Scuole e Correnti di pensiero e di azione di varia foggia hanno pensato, propagandato e inciso tempèrie e lasciato tracce di fuoco e/o di terremoto nella vita socio-culturale dei Popoli e nella loro Storia universale. Fiumi d’ inchiostro e tele e monumenti e “beni culturali” vari e…, hanno espresso sentimenti di Libertà e l’anèlito sublime del cuore umano e del cervello alle egregie cose…
Certo, il mistero è grande e il senso del Viaggio del ‘leggero’ e del ‘demonico’ (Wolfgang Goethe) si può perdere facilmente… Si pensi alla odierna situazione umana, a questo allegro e zuzzurellone XXI secolo agli esordi, tra globalizzazione delle economie e nuove, terribili povertà; tra sbandamenti esistenziali e confusioni nelle visioni del mondo (si pensi ai traballanti Valori dei Diritti umani e delle Cittadinanze attive); tra massificazione e bianchificazione per… ottundere e non per criticare…
La Poesia è Libertà e, dunque, libera. Essa ci emancipa dalle passioni o ci incatena. Con Cupìdo, la Poesia della Libertà (la Libertà della Poesia) regge e governa il mondo, ma bisogna saperlo. Molti vivono incoscientemente, vegetano senza coscienza e, dunque, senza sapienza. Per sapere occorre conoscere e la conoscenza (che è Cultura e Civiltà) passa attraverso l’ olio di gomiti e le sudate carte. La volontà conta e l’intenzione. L’impegno e la responsabilità sono l’Etica incarnata della Laicità…
Poesia e Libertà sono Sogno… Sogno di mezza estate… È un Sogno che vogliamo fare, insieme, armoniosamente, tra fiori e sorrisi, canti e danze, musiche e pitture…
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Con Dante, Baudelaire, de Andrè e Socrate (Apologia) cantiamo anche noi, con convinta dolcezza, e poi, in coro armonioso, recitiamo l’ unica Utopia possibile all’ Umanità  di ogni Tempo: 
Libertà ch’ è sì cara va cercando / come sa chi per lei vita rifiuta…;
«Uomo libero sempre avrai caro il mare!»;
«… potevo chiedervi come si chiama il vostro cane;
il mio, è un po’ di tempo,  si chiama Libero…»;
«E’ giunta l’ora di andare: io a morire, voi a vivere. Chi di noi vada verso ciò che è meglio è oscuro a tutti, tranne che a Dio». 

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