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Parità fra i sessi, per punti ed in sintesi

  • La seconda metà dell’Ottocento: spiragli di luce. Donne protagoniste: Maria Montessori, Emilia Mariani, Linda Malnati, …
  • Dalla Legge n. 1176 del 1919 (in particolare l’art. 7) alla Sentenza della Corte costituzionale n. 33 del 1960, che dichiara l'illegittimità costituzionale della norma contenuta nell'art. 7 della legge 17 luglio 1919, n. 1176, che esclude le donne da tutti gli uffici pubblici che implicano l'esercizio di diritti e di potestà politiche, in riferimento all'art. 51, primo comma, della Costituzione.
  • La legge del 1919   -entrata in vigore la Costituzione repubblicana (il 1° gennaio 1948)-   risultò dunque anti-Costituzione, illegittima, in riferimento, soprattutto, agli artt. 3 e 51, i quali recitano:
  • (A)Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociale (art. 3, c. 1);
  • (B) Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le apri opportunità tra donne e uomini (art. 51, c. 1).
  • Costantino Mortati (Corigliano Calabro, 1891 – Roma, 1985), per ‘difendere’ una donna   -la neo-laureata Rosa Oliva di Salerno-   dall’ ’esclusione’ prevista dalla legge 33 (e dagli artt. 2 e 5 del R. D. 4 gennaio 1920), studiò bene, in profondità, tutta la materia e poi propose un ricorso che, accolto, fece e fa letteratura in materia di parità tra i sessi e, dunque, di genere.
  • Legge n. 903/77 9 dicembre: Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Art. 1: è vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.
  • Commissione nazionale 1984 12 giugno: per la parità  e le pari opportunità tra uomini e donne (Commissione istituita  presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, formato da trenta donne…).
  • Sull’onda della crescente consapevolezza dei diritti (di tutti i diritti), alla pari, tra donna e uomo, la Conferenza mondiale di Nairobi del 1985: che ha visto la partecipazione di ben 15.000 persone rappresentati le O.n.G.: Organizzazioni non Governative, ha dato vita alla splendido fenomeno della “nascita del femminismo globale” (si veda, anche: www.onuitalia.it).
  • Legge n. 125/91 10 aprile: Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro.
  • Legge n. 29/93: sancisce che almeno un terzo delle donne sia parte integrante degli Uffici pubblici.
  • Pechino 1995: IV Conferenza mondiale dell’O.N.U. sulla donna. Sostanzialmente sono rilevantissimi due Principi:
    • (a) l’empowerment ---> incremento della presenza delle donne nei luoghi dove si assumono decisioni rilevanti per le Comunità;
    • (b) il mainstreaming ---> integrazione dal punto di vista dei generi nelle  politiche dei Governi.
    • 1995: nasce, anche in Italia, il Ministero per le pari opportunità (Dipartimento per le pari opportunità), sulla scia anche delle maturazioni socio-culturali e politiche in materia, sia a livello di U. E. (Unione Europea) sia a livello mondiale.
    • Legge costituzionale 5 maggio 2.003: modifica l’art. 51 della Costituzione e dispone la rappresentanza delle donne nelle cariche pubbliche.
    ***
    A mo’ d’esempio:
    1. La donna dei media (Denunce, Analisi, Ricerche: Modelli culturali emergenti), Sportello Immagine Donna, a cura di Gioia Di Cristofaro Longo, Presidenza del Consiglio dei ministri, 1999. L’interessante volume, che reca la Prefazione dell’onorevole Tina Anselmi (presidente della Commissione Nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna), riporta le testimonianze dirette delle Persone. Difatti, è la gente che parla, cittadine e cittadini che esprimono la loro soddisfazione per aver finalmente trovato qualcuno (un’istituzione!) disposto ad ascoltare il loro ‘basta!’ e a trasformarlo in azioni concrete…
    2. il sito: www.italiadonna.it – “Il portale delle donne, dal 1998 al servizio di tutte le donne del mondo. I ruoli femminili nella pubblicità.
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