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Codice Civile-Penale e Scuola

Genitori colpevoli se non insegnano i sentimenti. Milano, violenza a scuola (Il Sole 24 Ore, 5 febbraio 2.010); L’alunno cade, il prof non ha colpe. Nessun controllo se si viola la privacy (ItaliaOggi, 9 febbraio 2.010); Educazione dei figli, qualche scappellotto ci scappa sempre. Prevalgono comunque affetto e dialogo (Gazzetta del Sud, 6 febbraio 2.010).

La mini rassegna giornalistica proposta mette a fuoco la tendenza, attuale, di attribuire ai genitori la colpa della scarsa o nulla educazione dei figli/e, quando questi sono a Scuola per la formazione della personalità e commettono monellerie e/o atti di bullismo e/o gesti di microcriminalità.
Dichiarato che i nostri studenti/esse della Scuola italiana sono assolutamente ‘normali’ e, cioè, come i colleghi/e delle Scuole, a mo’ d’esempio, dell’Unione Europea; considerato che la vivacità e la dinamicità (sino all’iperattività) sono caratteristiche comportamentali diffuse tra i giovani del nostro tempo; e convinti, infine, che i ragazzi hanno ‘dentro’ ciò che vedono e vivono ‘fuori’ (e viceversa), e che nessuno ha preparato, miratamene, per loro un ‘ambiente’ negativo, conflittuale, aggressivo, ebbene, quali tendenze notiamo oggi sotto il profilo della Giurisprudenza e, in particolare, della Legislazione scolastica?
Insomma, si può affermare, verosimilmente -riflettendo sulla Storia della Scuola del nostro Paese degli ultimi cinquant’anni circa- che l’enfasi del Legislatore, prima posta sull’Istituto della Culpa in vigilando e poi spostata sull’Istituto della Culpa in educando, si vada oggi consolidando?
Parrebbe proprio di sì!
Il tempo della delega delle Famiglie alla Scuola, per l’educazione/istruzione dei figli, è finito. E già da un po’! La stagione del Tempo pieno -primi anni Ottanta- modello vincente all’epoca come tempo pieno a Scuola (e con conseguente affidamento ai docenti della formazione dei figli e sempre crescente de-responsabilizzazione dei genitori), è tramontato per tante ragioni sia socio-culturali sia politico-economiche.
In questi ultimi anni, la Scuola è stata troppe volte ‘toccata’, nel bene e nel male. Che essa andava ‘riformata’ era evidente, almeno per le persone che ce l’hanno a cuore e l’amano. Tuttavia, ogni riforma democratica parte sempre “dal basso”, dalle esigenze e bisogni degli insegnanti, dei genitori, dei vari operatori del sociale che con l’Istituzione scolastica lavorano. Solo dopo, chi governa raccoglie le istanze e, politicamente, considera il da farsi…
Il Tribunale di Milano, anche in riferimento alla Cassazione (n. 9556/2009), facendo capo all’art. 2048 del Codice civile, non ritiene valide le giustificazioni dei genitori dei ragazzini che, ripetutamente, hanno violentato una loro coetanea. Il Tribunale, difatti, ritiene ‘leggera’ la giustificazione dei genitori e, al contrario, invoca una responsabilità che doveva consolidarsi nel tempo della vita di crescita dei figli.
In effetti, «i genitori avrebbero dovuto non solo insegnare regole e modelli di comportamento, ma anche fornire ai figli “gli strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni, anche di sentimento e di sesso…”».
Dal canto suo, la Corte d’appello di Trieste (sentenza n. 375/09), ragionando su quanto accaduto in una gita scolastica, fa salva la colpa dei docenti al seguito e al controllo degli studenti/esse.
Difatti, per la studentessa, che fuma uno spinello e poi sale e cade dal balcone creandosi lesioni gravissime che si sono trasformate in invalidità permanente e totale, non è colpevole la Scuola e i docenti di accompagnamento. La Corte ha ritenuto che tutta la gravità del fatto ricada sulla ragazza stessa (quasi maggiorenne) e sui suoi genitori, che non hanno provveduto a un’educazione adeguata (rifiuto di droghe…).
La famiglia della studentessa, che aveva promosso l’azione giudiziaria contro la Scuola, si è vista prima rigettare la domanda dal giudice del 1° grado; poi, dal giudice per la sentenza in appello; e infine l’obbligo del pagamento di novemila euro per le “spese di lite”.
***
Dall’indagine di Save the children e dell’Ipsos, che insieme hanno realizzato un’indagine sul Rapporto genitori-figli, sono emersi dati interessanti, per capire chi siamo oggi e verso dove andiamo.
L’indagine dice che -nell’Unione Europea dei 27 Paesi membri- una famiglia su quattro ricorre a ceffoni, scappellotti e sculacciate, per “far ragionare” i figli e le figlie nella civile e democratica convivenza sociale.
E se in Paesi come Norvegia e Svezia, Spagna e Germania, Grecia, … la violenza dei ceffoni è vietata, in altri ciò è diffusamente sperimentato dai figli. Tanto che da più parti si invoca una norma che regolamenti questa delicata questione casalinga (senza parlare della pedofilia, degli incesti, …).
Nella nostra civile Civiltà sociale, dove l’Infanzia sperimenta sovente l’aggressività prima in Famiglia e attraverso le televisioni in casa, e poi diffusamente in Società, la Scuola va perdendo sempre più quota.
Una Società ‘strana’, la nostra, che nei comizi, per i sempre verdi momenti elettorali, ogni anno, ai vari livelli istituzionali, urla a squarciagola l’investimento, convinto e totale, sulla Scuola e sul suo Valore indiscutibile per la formazione delle giovani generazioni verso la Libertà, la Democrazia, i Diritti umani, …, ebbene, alle parole immancabilmente non seguono i fatti…
Della serie, detto diversamente: –Parlar bene della Scuola, della popolazione scolastica dei giovani e degli adulti, nei momenti della richiesta del voto per essere eletti, porta… voti e scranni… E dunque parliamo bene, benissimo del mondo della Scuola: che investiremo su di essa, che il personale avrà il mensile aumentato consistentemente, che…; poi -una volta eletti: -Votantonio, votantonio… il Poeta Totò insegna- ti salutu piedi i ficu , come recita popolarmente il detto antico.
-Scuola, se ci sei batti un colpo! Oltre alla carta igienica da portare da casa se ne hai bisogno e all’immagine sociale sotto i piedi, che altro vuoi sperimentare? © Riproduzione riservata



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