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I diritti dell'infanzia... parole!

Caro direttore Angelo Foggia, l’Editoriale del punto (n. 4 dell’aprile 2.011), che titola Senza vergogna Senza speranza ci fa pensare e riflettere. Ci addolora. Le Tue parole sono amare terribili sfiduciate… Ebbene, il Novecento, intitolato ai Diritti dell’Infanzia dal consesso delle Nazioni a livello planetario, ha già fatto registrare, lo diciamo obiettivamente,
a posteriori, il fallimento: uno smacco incredibile, certamente non in linea con una società mondiale che cresce in Culture e in Civiltà, democraticamente pluralisticamente liberamente. Difatti, si è parlato e scritto, ahimé!, di: Infanzia violata, calpestata, bruciata, profanata, offesa, maltrattata, venduta, … Per quanto riguarda i fatti della società a noi vicina e che ci è cara (di Corigliano Calabro e dintorni), è di tutta evidenza il disappunto e il ‘no’, senza se e senza ma, per chi approfitta di ragazzine/i minorenni, le cui famiglie magari versano in povere condizioni economiche e/o culturali, e/o … Il pensiero la visione l’azione di chi scrive sono solo e soltanto di natura laica… Il punto è che, come Tu dici, effettivamente: «Non possiamo soltanto gridare lo sdegno per l’accaduto; è il tessuto socio-culturale che non c’è più, che è sfilacciato e non da adesso, è l’ignoranza che alberga in noi e governa il nostro vivere, tutto è apparenza e miseria umana». Questa società glocale (in “questo modo”) non ce l’ha imposta Dio; ma, è il prodotto infelice del pensare-agire umano. Dell’umanità adulta, perché l’Infanzia è stata ed è colonizzata dagli adulti peggiori, che comprano e vendono tutto e tutti… Di chi ha il potere e, negli ultimissimi decenni, l’ha esercitato e oggi lo esercita dalla parte dei dis-Valori e non, invece, dalla parte dei Valori eterni, universalmente riconosciuti, e che sono: i Diritti umani, la Solidarietà,  la Pace, il Lavoro, … e che tutti si ritrovano, eccelsi e sempreverdi, nei 139 articoli della nostra, amata, Costituzione repubblicana e nei suoi teneri simboli: Tricolore, Inno di Mameli… Giorgio Napolitano. Cosa possono fare gli adulti, gli Uomini e le Donne del nuovo Umanesimo? Molto, nonostante l’imperante dilagante pervadente processo di imbarbarimento delle Istituzioni tra TT.VV-spazzatura e mass-media caldi e freddi sino a molto Internet ruffiani accattoni meschini… E tra queste Istituzioni sociali anche la Scuola del nostro martoriato Paese dei… balocchi e della cuccagna (che non ci sono, veramente, né i balocchi né la cuccagna…). La grande Scuola (si veda la Scuola tedesca che, in questi tempi di crisi mondiale, che fa? Investe sulla Cultura e sulla Scuola…) veicola saperi, forma attraverso l’Educazione e l’Istruzione personalità libere critiche creative. Il problema è: -Ma, chi guida il bolide? Perché è proprio dal ‘conducente’ che promanano e derivano le scelte di Politica scolastica nazionale… Il cane si morde la coda? Giusto! Attenti, dunque! La grande Politica (e la scelta, difficile!, delle coalizioni partitiche) è la ‘madre’ felice di tutti i figli e le figlie della futura, prossima Società italiana, migliore.
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