A Wilma, Poetessa della Gioia

Cara Wilma, cara Amica…
Te ne sei andata ed era… una promessa…
Il cancro che hai odiato, stigmatizzato, esorcizzato ha colpito ancora e forse questa è una misteriosa, ingiusta giustizia, perché i Poeti e le Poetesse, la Poesìa, non si toccano…

Il rapporto che mi legava e mi lega a Te è imperituro inarrivabile inossidabile: i venti della Natura, le nevi, le piogge, i freddi intensi e i grandi caldi, …; il logorìo del Tempo che scende giù a valle e mai si ferma, che cerca l’Oceano e poi lo prende, ebbene tutto ciò non incrina d’un millimetro il sentimento di stima alto aristocratico nobile per una Persona davvero eccezionale come Te, ‘diversa’ come lo sono stati, lo sono e lo saranno solo le Poetesse e i Poeti. Razza in estinzione…
***
Ancora Ti vedo -leggendaria Wilma PELLEGRINI dei primi anni Sessanta- per le strade di Cassano all’Ionio andare e venire da Scuola. L’Istituto magistrale era in cima al mondo e, ovviamente, recava una Chiesa a sé, accanto. Studiavamo.
Maestosa, con stile e leggerezza, vivevi la Tua Vita. T’ammiravamo tutti. Tu avevi sorrisi e parole gentili: spargevi petali di rose e fiori di campo con discrezione, a piene mani…
Per questo ed altro ancora sembravi irraggiungibile…
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Poi il Tempo ha fatto il suo lavoro. Ci siamo persi. Anche se ci siamo spiati da lontano e ci siamo saputi, e ci siamo sorrisi. Sempre…
E poi. E poi ci siamo ri-trovati, ‘operai’ dell’amata Scuola italiana, negli ultimi anni, per motivi di Cultura e soprattutto di Poesìa.
Tutta la stima, intellettuale e dintorni, è ri-nata. È ri-sorta -come Lazzaro dalla pietra- più tenera di una goccia di rugiada al mattino, di un’alba rosa…
L’Amicizia -la nostra Amicizia- è stata una nota alta di chitarra battente, un sussurro, una sintonìa sovente trasformata in armonìa…
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E poi, lui lei loro… Lui e le sue… Lacerazioni. Mai fu scritto un libro tanto terribile. L’ho recensito, dolorosamente, ne ho parlato.
Voglio che nessuno lo legga. Non è un libro umano… Lacerazioni è come Dachau : un campo di sterminio coi suoi forni crematori e i suoi fumi, che non sono i fumi dei forni che bruciano per fare la crema…
La cattiveria umana non ha confini. Né ha fine. Come la pazzìa dell’egoismo, della bomba atomica…
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Se c’è qualcosa che ti buca dentro e questo buco penetra e s’allarga, avvolge e straripa e stravolge e dilaga e coinvolge e distrugge…, ecco, eccolo: è lui!
Capriccioso e meschino s’accoccola, s’annida, invade, tràcima. Percorre indòmito e sbarazzino le strade del cuore e della mente: s’intrufola lungo le vie e le viuzze di un corpo che, attònito, … lascia fare…
E non mi parlate di medicina.
Francesco BLOIS, amico illustre e ammiraglio, medico di Spezzano Albanese (il mio, il nostro Paese), mi diceva tranquillo, dall’alto della sua esperienza: -Tutta la scienza medica è fallimentare… Un po’ di aspirina, ogni tanto, fa bene… Tutto qui!
Umberto VERONESI è bravo, s’intende…
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Ma noi, i ‘naufraghi’, i ‘superstiti’ della Vita -che è una breve bella dolce avventura (punto e basta!), per chi la vive secondo la struggente lezione del “principio del piacere”- dobbiamo continuare a vivere la nostra Vita (che rumorosa, assordante cacofonia…).
Quando se n’è andata Mamma (non dovrei chiamarla Madre?) -quel sempreverde dieci aprile millenovecentottantuno, a cinquantotto anni- per lunghe ore mi ero convinto che più il Sole non nascesse, che il mondo si fermasse, che tutto ormai si chiudesse. I punti del Tempo, misteriosamente, si erano annodati nel cerchio, cercati e ri-trovati. Sorella Morte. Il cerchio perfetto che non ammette dubbi… L’armonìa dell’Universo. Il Senso del non-Senso…
Così non è stato. E il giorno dopo ero incredulo. Ero distrutto, sconfitto più di prima. Deluso… La Notte aveva ceduto il passo all’Alba e questa al Giorno. E poi il Tramonto, la Notte, l’Aurora, …
Tutto mi sembrava incredibile e falso, pazzesco. Un Sogno che, inconsciamente, si cerca di non fare; però, a tutto si può sfuggire ma non al Sogno!
-Mamma, finisci di morire: riesci benissimo ad impaurirmi!- pensavo in quelle interminabili ore di agonìa… -La bara è bella bianca perfetta. Sei acconciata bene, per la festa, Mamma… I parenti e gli amici ci sono tutti. Quattro preti per il ‘passaggio’ dell’ulivo bianco… Il film è girato bene. Gli attori sono bravi. Il copione grandioso… Ma, ora basta!, sospendi il gioco, smetti di morire: il gioco è bello se dura poco- così pensavo e morivo.. -Finisci, dunque, di finire…- e poi la realtà soverchia la fantasìa…
***
Dovevo scegliere tra due ‘vie’: tra la pazzìa e la triste opàca monotona Vita…
Ho scelto la terza Via : la strada regina maestosa suprema: la Poesìa. Come hai fatto tu, Wilma. Come fanno i Poeti e le Poetesse, che sanno…

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