La poesia del Risorgimento e dintorni

La Letteratura è davvero estesa sul tema del Risorgimento e denota atmosfere e  tempèrie di Valori nascenti, già nell’aria da tempo, e di cui si prende sempre più consapevolezza.
La coscienza di questi Valori denuncia il bisogno e la necessità di passare, ormai!, dalle parole ai fatti, da un’Italia unita solo nei pensieri e nelle parole (scritte e cantate) a un’Italia unita anche sotto il profilo politico-geografico e, dunque, economico e soprattutto socio-culturale.

L’azione è tremenda. Diversità confusioni contraddizioni, piccole ed eterogenee tessere colorate compongono, in pochi decenni, il mosaico artistico dell’Unità del Paese, che il 17 marzo 1861 raggiunge la sua cima gloriosa più alta. Per la cronaca:
(A) il 17 marzo 1861 evoca il ricordo di Vittorio Emanuele II che diventa Re d’Italia;
(B) il 5 maggio 2.010, inizio delle celebrazioni, evoca la partenza dei Mille da Quarto;
(C) il 26 ottobre 2.011, termine delle celebrazioni, evoca l’incontro di Teano tra Garibaldi e il Re;
(D) per tante positive ragioni, il Governo ha proposto che, solo per l’anno 2.011, il 17 marzo sia festa nazionale.
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La Poesia del Risorgimento è ampia e le ‘voci’ sono eterogenee come i livelli di sintesi tra forma e contenuto. Essa presenta diverse sfaccettature, che qui si possono anche così riassumere: Poesia patriottica e Poesia al femminile (delle Donne), Poesia religiosa, Poesia sociale, Poesia civile, …
La scelta dei Poeti e dei brani che si propongono, segue più una logica affettiva personale che cànoni o schemi o registri o … di altra natura. Dunque, non una selezione di “valore letterario critico” (che poi non si capisce bene cos’è!), ma solo echi ed emozioni del passato scolastico (stupendo!) diffusamente noti e che oggi i giovani e le giovani generalmente ignorano, perché da un lato le scelte di Politica scolastica nazionale sono state sballate, dall’altro perché avvinghiati al presente, al superficiale, all’idea che la Cultura non vale o vale poco. E sbagliano di grosso, ovviamente.
Forse la gloriosa epopea della Contestazione studentesca ed operaia degli anni Sessanta (del secolo scorso) ha pure ispirato una Cultura senza : senza le ‘regole’; senza l’imparare a memoria; senza la conoscenza della “spina dorsale” di una lingua (grammatica, sintassi, lessico, …) conosciuta davvero e padroneggiata con competenza; senza quel rispetto, ‘giusto’, nei confronti degli adulti, dei genitori e dei docenti, dei datori di lavoro, …; forse…
Tuttavia, le esperienze di quegli anni ancora restano ed illuminano nel Senso (nel dar Senso) della Democrazia, del Pluralismo, dei Diritti umani sino alla pratica della Sussidiarietà e, finalmente, alla Solidarietà di una Società colta e civile, cioè giusta.
Si pensi, a mo’ d’esempio, al pensiero e all’opera di don Lorenzo Milani; alle ‘previsioni’ di Marshall Mchluhan; all’analisi socio-economico-culturale di Herbert Marcuse.   
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Oltre ad Arnaldo Fusinato (Addio a Venezia), a Luigi Mercantini (All’armi! All’armi! e La spigolatrice di sapri), Giuseppe Giusti (Sant’Ambrogio), Francesco Dall’Ongaro, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Giovanni Berchet, tra gli altri Poeti significativi (ma, l’elenco non finisce qui!) ricordiamo: Goffredo Mameli (1827-1849):
Fratelli d’Italia; Aleardo Aleardi (1812-1878); Giovanni Prati (1814-1884); Ippolito Nievo (1831-1861); Giosuè Carducci (1835-1907).
Il florilegio di liriche, per la Poesia del Risorgimento italiano, ha anche lo scopo di riflettere (e far riflettere) sulle strategie di Pedagogia Didattica Metodologia adottate nell’insegnamento oggi dalla Scuola italiana.
Ritornare ad imparare a memoria
Ferma restando la complessità dell’insegnare-apprendere tra docenti e studenti (e viceversa), l’odierno abbandono dell’uso della memoria e dunque dell’imparare a ricordare versi di Poesie belle e note per forma e contenuto; dell’imparare a ricordare segni simboli codici, a partire dal padroneggiare (sin dove possibile e senza odiose forzature e minacce agli alunni di voti bassi, bocciature, …) la tabellina pitagorica, le  capitali degli Stati, i fiumi e i monti del nostro Paese e oltre (sin dove è possibile, giocando giocando!), …; ebbene, tutto ciò ha nuociuto e nuoce anche alla formazione dell’identità e dell’appartenenza e, dunque, alla Cittadinanza italiana europea mondiale che significa. Consapevolmente, esaltare i Valori dei Diritti umani, della Sussidiarietà e soprattutto della Solidarietà tout court.
Imparare l’italiano corretto
Il ri-torno al dettato, al riassunto e al tema -un ri-torno e un recupero consapevoli sotto i profili della Pedagogia, della Didattica, del… come funziona la mente umana: Psicologia dell’età evolutiva-  sono oggi un atto dovuto, improcrastinabile, che la Scuola non può più ritardare né soprattutto dis-conoscere.
Difatti, stante l’ignoranza elementare a livello di grammatica, sintassi, lessico, … (ignoranza diffusa e abbondante, e sotto gli occhi di tutti, a partire da quella di moltissimi ‘protagonisti’ della TV e sino a quelli di ‘pezzi’ di Internet…), puntare sulle basi scientifiche del possesso/padronanza della lingua (con un approccio e una strategia fondati, dunque, sotto il riguardo epistemologico…), significa mettere ordine nella mente umana, farla crescere e maturare nella direzione della creatività e della divergenza.
Senza citare l’abbondante Letteratura in materia, basti qui rivolgersi alla Pedagogia della gioia e dell’allegria di Daniel Pennac che ha insegnato, tra l’altro, come sia fondamentale, per i ragazzi e le ragazze della Scuola, puntare e scommettere sulla lettura come piacere e non invece (come spesso avviene) sulla lettura come dovere.
Cartaceo e multimediale insieme con… intelligenza
Accanto al cartaceo, ovviamente, oggi si pone il multimediale. La con-vivenza c’era e c’è e, per Umberto Eco, ancora continuerà a lungo. Il libro e il DVD; il giornale e l’ipertesto (e la LIM = Lavagna Interattiva Multimediale); l’enciclopedia formale (‘tradizionale’, che non è una parola brutta…) e l’enciclopedia virtuale di Wikipedia (Sourcepedia, Twitter, Facebook, …), ebbene, questi ‘oggetti’ della creatività dell’ingegno umano (nel bene e nel male) debbono servire docilmente l’Uomo e la Donna, la loro avventura esistenziale e supportare la crescita democratica delle Culture e delle Civiltà della Terra.
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