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Cultura della Disabilità. Facciamo il punto

Il Seminario di Gioiosa Jonica (R. C.), del 19-20 novembre 2.013, intitolato, opportunamente: Uguale TUTTI Diverso NESSUNO, è in qualche modo cartina di tornasole della Cultura della disabilità in Italia: della qualità e della Politica scolastica governativa degli ultimi anni, relativamente alle Persone disabili e alla loro Inclusione Integrazione Valorizzazione nella Società e nel Mondo del lavoro.

L’introduzione di Maria Rosaria PINI (dirigente scolastica organizzatrice, insieme con il sindaco della città Salvatore FUDA); le relazioni svolte da Salvatore NOCÈRA, Salvatore BAGALÀ e da chi scrive; e gli interventi programmati di Umile MONTALTO, Salvatore NAPOLI, Gianfranco SURACI, il tutto ha conferito al Seminario, seguitissimo, un livello scientifico alto professionale competente, funzionale non solo al lavoro pedagogico-didattico dei docenti e dei dirigenti scolastici, ma anche al ‘mestiere’ dei genitori presenti per la relazionalità corretta ‘calda’ condivisibilmente valida con figli/e e agli amministratori della cosa pubblica nel cui Territorio, sempre, insiste la Scuola. Territorio: a livello comunale provinciale regionale nazionale europeo mondiale nell’ottica della visione-azione glocale dell’esistenza umana, che si spende sempre più (consapevolmente?) nella liquida cangiante Società massificata dei consumi.
Ebbene, cosa è emerso nel/dal Seminario della cittadina calabra? Qual è lo “stato dell’arte” della Cultura della disabilità oggi, in Italia? Quali politiche strategìe metodologie vengono oggi, effettivamente e concretamente, realizzate per il Progetto di vita (in Famiglia, a Scuola e in Società) delle Persone disabili che frequentano la Scuola del nostro Paese? Per punti e in sintesi:
  • Urge passare dallo screening alla sorveglianza e, quindi, da un intervento una tantum (quando c’è!) a un intervento scientifico continuato documentato, a un approccio psico-fisico-intellettivo, nel tempo lungo (epidemiologìa);
  • Nella vistosa confusione creata da un coacèrvo di acronimi, che fanno un sacco di danno all’attività concreta quotidiana dei docenti e delle docenti (dalla Scuola dell’infanzia a quella del Secondo ciclo di istruzione: Legge n. 53/03), emerge con sempre più chiarezza che gli insegnanti ormai… pensano e fanno la diagnosi (?). In particolare per i B. E. S. (Bisogni Educativi Speciali) e non solo…;
  • Alla domanda: -Chi c’è in classe? Chi sono gli studenti/esse sotto il profilo della personalità? Qual è il loro identikit psicologico? Quanto ‘normale’ (quanta ‘normalità’) è rimasto in una classe (in tutte le classi del Sistema scolastico italiano) piena, zeppa, di BES; di D. S. A. (Disturbi Specifici dell’Apprendimento); di A. D. H. D.: Attention Deficit Hyperactivity Disorder - sindrome (disturbo) da deficit di attenzione e iperattività; di Zingari; di alunni/e - Persone ‘straniere’; di soggetti border-line; …?;
  • Non lo sappiamo, da sempre, che in classe, dove ci sono circa 25 alunni/e (sorvoliamo, per la pace degli Angeli, sulle classi-pollaio…), ci sono gli svantaggiati e, cioè, quei ragazzi/e che provengono da situazioni familiari difficili (droga, prostituzione, delinquenza, …); da famiglie dove si parla sostanzialmente il dialetto; da famiglie povere economicamente e culturalmente; da famiglie disagiate sotto la dimensione psicologica; da …
  • Insomma, lo sapevamo bene e abbiamo anche provveduto, dagli anni Ottanta del secolo scorso sino… all’altro giorno, con Politiche culturali nazionali che si chiamano, a mo’ d’esempio: (a) Scuola a Tempo pieno e Scuola a Tempo prolungato; (b) lotta per la riduzione, meglio, eliminazione del fenomeno della DI. SCO. (DIspersione SCOlastica). Con successo! La DI. SCO., è opportuno qui puntualizzarlo, è continuamente all’attenzione dell’U. E. (Unione Europea) e della sua Politica scolastica: la dimensione europea deell’insegnamento.
  • Gli interventi compensativi e gli interventi dispensativi sono, davvero, una ‘chicca’ geniale pedagogico-didattica dei recenti e odierni soloni del Ministero dell’I. U. R.?;
  • Stiamo, di nuovo, medicalizzando, quanto più possibile, la nostra Scuola? Questo è già successo: è un film, brutto, già visto. Déjà vu!;
  • A situazioni personali di disagio, malessere, devianza, scarsa motivazione, immaturità dell’Io, …, ebbene a tutto ciò occorre rispondere con una professionalità colta dotta sapiente fondata su umiltà e motivazione, su competenza apertura al cambiamento. Una ‘risposta’ adeguata all’odierna Società glocale e liquida, da parte della Scuola e dello Stato, in cui i nostri giovani devono già essere ‘protagonisti’, perché noi, gli adulti, abbiamo il dovere non solo di considerarli “il futuro”, ma già, da subito, gli “attori del presente” (non ‘comparse’ da accudire): coloro che ereditano un pianeta, la Terra, impoverito sotto molti aspetti (e non solo fisico-ambientali!), che devono, a loro volta, consegnare alle successive generazioni;
  • Accordi di programma e, strettamente collegata, Legge n. 328/00, art. 14 in particolare. A che punto siamo, in Italia? Il S. F. I. (Sistema Formativo Integrato) si è realizzato? La risposta è, purtroppo, no. Anche se nel Settentrione del nostro Paese le cose vanno meglio; nel Meridione, invece, per mille motivi, la norma segna il passo, nonostante il lungo tempo trascorso… Unità multidisciplinare e Progetto di vita (personale soggettivo individuale) sono un vincente tandem di Cultura e Civiltà: di successo socio-politico di chi governa l’Italia. Epperò, la sinergìa delle Istituzioni che compongono la Società è indispensabile… Difatti, INCLUSIONE, che è il contrario di esclusione, significa: intreccio raggiera ricamo condiviso programmato di AZIONI dei vari protagonisti delle Istituzioni sociali: della Scuola, in primis; e poi della Famiglia, del Comune, delle Chiese, dell’Azienda sanitaria; dell’Associazionismo, dell’Università; … Senza confusioni di ruoli o sovrapposizioni o …, tra gli Operatori del Territorio e gli Operatori della Scuola;
  • Certo, c’è oggi un problema italiano, europeo, mondiale da risolvere. E che si chiama bassa congiuntura (fase di depressione economica), povertà economico-finanziaria, per quale -sentite, sentite!- i ricchi diventano più ricchi e i poveri diventano più poveri… Ma, questa è un’altra storia che qui non è il caso di indagare (quali le cause della congiuntura, i protagonisti, chi controlla chi, …);
  • La relazione - il rapporto Famiglia-Scuola: la Complicità educativa dei genitori e dei docenti, per la realizzazione, al livello più alto possibile, del Progetto di vita del figlio/a-alunno/a. Oggi che la Famiglia si presenta varia diversa differente (rispetto al passato, anche recente) sotto molteplici aspetti, il Patto di co-responsabilità (responsabili insieme: senza deleghe alla Scuola da parte della Famiglia, nel bene e nel male) e il Patto formativo (intreccio armonioso di Educazione e Istruzione) presentano risvolti nuovi inediti sociologicamente interessanti. Ai ragazzi sregolati (senza ‘regole’, senza la minima idea dei DIRITTI e dei DOVERI, uguali per tutti, in casa, a Scuola e in Società) va detto, attraverso l’ESEMPIO e la TESTIMONIANZA, che la Vita “non è in discesa” e che “non tutto è loro dovuto”, come diffusamente credono (Augusto PIETROPOLLI CHARMET insegna…). L’impegno, la responsabilità, il lavoro sono “atti dovuti” da parte dei ragazzi/e, certamente in relazione all’età e ad altri elementi socio-culturali identificativi e connotativi;
  • Don BOSCO e don MILANI. Strettamente legata alla tematica: (A) del condizionamento socio-culturale e anche economico-politico (alias: i vari diversi molteplici ‘tipi’ di svantaggio, chiamati oggi BES e dintorni…); (B) del de-condizionamento (condizionamento positivo verso la Cultura e i Valori; e omogeneizzazione nei punti di partenza e, possibilmente, nei punti di arrivo), la ‘lezione’ di don Giovanni Bosco prima e di don Lorenzo Milani dopo è evergreen: sempreverde come gli ulivi e i loro ramoscelli di Pace, attualissima, indicatrice di Orientamento umano e di Senso esistenziale (a livello Ontologico). E difatti, prevenzione e amorevolezza (autorevolezza), interesse e motivazione per l’apprendimento di saperi significativi per la vita della Persona e per la loro spendibilità sociale nel mondo del lavoro, tutto ciò e tanto altro sono stelle-comete di una Pedagogìa umana, che va nella direzione del prossimo, imminente nuovo Umanesimo: senza l’avvento del quale le Persone della Terra davvero, già, non sanno più dove sbattere la testa tra i diffusi dis-Valori (l’odierno oppio per i Popoli) e che si chiamano: apparire; usa e getta; mediocrità diffusa; mordi e fuggi; velocità con tutti e in tutto; vivere il quotidiano come se non ci fosse stato il Passato e come se non ci sarà il Futuro; …
  • Insegnanti specializzati per il sostegno. Si tratta di un ‘personale’ prezioso, per raggiungere i fini della Legge n. 104/92 e, prima, della Costituzione e delle Carte internazionali sui diritti e i doveri delle Persone disabili che frequentano la Scuola. La scommessa è sulla istituzione di una classe di concorso, finalmente! Il ruolo e la funzione dei docenti curricolari nell’Educazione e nell’Istruzione degli studenti/esse disabili (art. 12 della 104), è risaputo da sempre!, sono di fondamentale cruciale sostanziale pregnanza formativa;
  • Uguale tutti Diverso nessuno - Io sono diverso COME te - Nessuno tocchi Caino - Niente, nulla senza, sopra di me… sono slogan sì, ma questa volta sostanza. Sintesi alta felice civile di una direzione di Senso, per una Società (italiana europea mondiale) che è stretta e costretta negli equivoci madornali di un Umanesimo che ha fatto il suo tempo, tra dis-Valori (il “potere economico” è tutto!); Diritti universali (malintesi. Anche per complicità mirate, per guadagni spropositati; di lucro, di egemonìa, di…);
  • Una speranza c’è! Essa è nelle mani delle Persone migliori, che cercano e ri-cercano il… filo del Senso dell’avventura umana e del Mistero che mistera la vita, giorno dopo giorno… Persone che, sapientemente, tengono sempre presenti le seguenti idee: (*) «Diventare sovrani! Altro che medico o ingegnere»; (**) «La scuola è diversa dall’aula del tribunale. Per voi magistrati vale solo ciò che è la legge stabilita. La scuola, invece, siede tra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. È l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità; (…) dall’altro la volontà di leggi migliori, cioè il senso politico» (Lettera ai giudici); (***) «Milioni di ragazzi aspettano d’essere fatti eguali. Timidi come me, cretini come Sandro, svogliati come Gianni. Il meglio dell’ umanità» -
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