LA PRIMA SCUOLA: Scuola materna - Scuola dell’infanzia

Con Roberto MAZZETTI prima e con Idana PESCIOLI poi, la Cultura dell’Infanzia in Italia compie un salto di qualità.
Mazzetti, col suo classico Scuola materna e società degli adulti - I nuovi ‘Orientamenti’- (Armando, Roma 1969) forma intere generazioni di ‘Maestre’ e di Direttori didattici. Si tratta di un volume ‘acuto’ ironico critico. Fonda, tuttavìa, nel nostro Paese la teoria di una concezione pedagogica alta rispettosa fiduciosa nell’Infanzia e nelle potenzialità culturali e civili di questa.
Con La prima scuola (Editori Riuniti, Roma 1972), da parte sua, Idana Pesciolidà anch’ella una ‘svolta’, passando dalla concezione della Scuola materna come ‘asilo’ (luogo di ‘parcheggio’ dei bimbi e delle bimbe, 3-6 anni) alla Scuola materna come ‘Scuola’ tout court e, soprattutto, come Scuola dell’infanzia. E cioè: ‘luogo’ altamente privilegiato per gli apprendimenti fondamentali della vita, ludicamente operando, e giocando giocando…

Siamo nei primi anni Settanta del secolo scorso. Solo qualche anno addietro l’Italia aveva avuto, finalmente!, la sua SCUOLA MATERNA STATALE con la famosa Legge n. 444/68. E i suoi programmi pedagogico-didattici, finalmente!, sono varati nel 1969. Che si chiameranno Orientamenti e che sono stati e sono un testo splendido, di alta competenza professionale: una ‘guida’ significativa per l’insegnamento, un vademecum, un “viaggio scientifico” nella migliore Pedagogia e Didattica, nella più aggiornata Psicologia dell’età evolutiva, nella più funzionale organizzazione degli spazi della Sezione e dei tempi di permanenza dei piccoli e delle piccole a Scuola. All’epoca, gli Orientamenti, hanno rappresentato lo stato dell’arte dei più avanzati studi del settore. Per riconoscimento unanime, oggi diremmo bipàrtisan.
Certo, ‘guardando’ oggi quella Scuola: la sua organizzazione, l’orario, le sole ‘educatrici’, l’assistente, … ci viene da sorridere. Tuttavìa, storicizzando lo ‘sguardo’, ci rendiamo conto intanto dell’alto valore sociale della Scuola statale (che non c’era), poi della prestigiosa conquista degli spazi formativi dell’Infanzia (l’Educazione e l’Istruzione).
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Ma, come stanno oggi le cose? Verso dove va la Scuola dell’infanzia in questi primi anni del secondo millennio? Qual è la Politica scolastica dei Governi? Qual è l’immagine della Prima Scuola e la considerazione di essa da parte della Società del nostro Paese (e, cioè, delle Famiglie)?
Domande importanti. Inquietanti, onestamente. Forse perché avremmo voluto di più, sempre di più dalla Politica (il ‘punto’ è, a nostro giudizio, questo!) per la Scuola materna - Scuola dell’infanzia, ormai in aperta competizione (che non è concezione negativa, in quanto ci si misura oggi sulla conoscenza e padronanza di competenze…) a livello europeo, tra le ventisette Scuole dell’infanzia dei ventisette Paesi-membri.
Tre riferimenti normativi:
(A) La Legge n. 53/03 28 marzo: Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione professionale;
(B) La Legge n. 111/11 15 luglio: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria;
(C) Il DPR n. 89/90 (e il Decreto 16 novembre 2012): Regolamento recante Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.  
Tre brevi riflessioni sui riferimenti normativi:
(a) La Legge 53 è legge di Riforma. Difatti, dopo la Riforma Gentile del 1923, il Sistema scolastico italiano ha avuto solo un’altra Riforma ed è quella del 2.003. Per Riforma, correttamente concepita, si intende il cambiamento ‘tutto’ di un Sistema scolastico (dalla Scuola dell’infanzia alla Scuola secondaria di 2° grado). La 53 l’ha fatto, istituendo i seguenti tre segmenti: 1°) la Scuola dell’infanzia; 2° la Scuola del primo ciclo; 3° segmento, la Scuola del secondo ciclo. Punto e basta! La Scuola dell’infanzia, con questa Riforma, assurge a una dignità formativa che prima ancora non aveva…;
(b) La Legge 111 “mette insieme”, accorpandole, le tre Scuole: materna, elementare e secondaria di 1° grado. All’art. 19, comma 4, recita così: «Per garantire un processo di continuità didattica… dall’anno scolastico 2011-12 la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi…». Vengono, al contempo soppresse le Direzioni didattiche e le Scuole secondarie di 1° grado. E, per l’autonomia, gli Istituti comprensivi devono essere costituiti da almeno 1.000 alunni/e e, in casi particolari, da 500. Alle ‘luci’ di questa legge si contrappongono molte ‘ombre’; ma, non è questa la sede per dirne…;
(c) Il DPR 89 e il Decreto 16 novembre 2012 ‘eseguono’, con forte ritardo, quanto stabilito dal Regolamento dell’Autonomia del 1999 all’art. 8. E cioè: l’organizzazione curricolare del Sistema scolastico italiano, che si realizza attraverso la Metodologia del Curricolo, utilizzando Indicazioni funzionali alla formazione competente degli studenti/esse della Scuola del nostro Paese, dai tre ai diciannove anni. In una Continuità che non è solo ‘verticale’, ma anche (se non soprattutto) ‘orizzontale’.
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Qualche esperienza “su campo”. A mo’ d’esempio: l’esperienza della Scuola dell’infanzia di Spezzano Albanese (Cosenza), Via Vignale (Istituto comprensivo, Dirigente scolastica Rosina Costabile).
Si tratta di una Scuola che da anni persegue gli obiettivi istituzionali puntando sulle parte migliore delle innovazioni.
L’anno scolastico 2.012-13 è stato chiuso con un’ACCADEMIA particolarmente significativa (canti, balli, recitazione, …), che hanno ben mostrato la qualità del lavoro svolto.
Difatti, sotto il profilo formativo la rappresentazione proposta: Un’avventura a Scuola ha sintetizzato bene l’essenza dell’attività laboratoriale (della ricerc-azione), il clou, il meglio di un riepilogo formativo e operativo all’insegna della Gioia, del Sorriso, dell’Allegrìa (e degli applausi), tra competenze acquisite e padroneggiate da parte dei treenni, dei quattrenni e dei cinquenni. Che hanno, dunque, esperito un percorso formativo del Curricolo riflettendo applicando realizzando i cinque Campi di esperienza formativa.
I cinquenni, in particolare, ‘diplomati’, solennemente, con tanto di rituale universitario, hanno recitato la loro parte con impegno e responsabilità, con atteggiamenti e comportamenti che facevano trasparire, evidentemente, una maturazione delle personalità a tuttotondo, socialmente e culturalmente apprezzabile.
Il 7 giugno 2.013, per la Scuola di Spezzano, è stato un momento di dialogo, di confronto e di valutazione del lavoro svolto nel corrente anno scolastico, alla luce del sole; ma, anche il percorso formativo del triennio. E i tanti Genitori presenti (ma, anche nonne/i, fratelli e sorelle, …) hanno molto apprezzato, pubblicamente, il lavoro svolto dalle insegnanti Giulia Acquafredda, Franca Fortino, Maria Fusca, Nicolina Ierovante ed Emilia Lucchetti.
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