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La Scuola Italiana si può salvare...

La Scuola Italiana si può salvare...
A PATTO CHE… si tenga in considerazione (e si agisca di conseguenza, con impegno e responsabilità), sintetizzando al massimo, con Giacomo LEOPARDI, che: Dove tutti sanno poco, si sa poco (p. 93, Luciano CANFORA);
A PATTO CHE… si rifletta e si decida, alla luce della Costituzione repubblicana, che «tra pubblico e privato. Io sono per la scuola pubblica…» (p. 87). Lo dice Raffaele SIMONE riflettendo e problematizzando su una questione (vexata quaestio) non certo di… lana caprina, menando il can per l’aia;

A PATTO CHE… si punti e si scommetta soprattutto sulla professionalità competente dei docenti e delle docenti della Scuola italiana e dei dirigenti scolastici e delle dirigenti. Alla domanda se: Si può salvare la scuola italiana? (libro curato da Ugo CARDINALE; il Mulino, Bologna 2.012) la risposta degli studiosi intervenuti (una buona dozzina) è chiara e sincera: -Sì! Ma, anche nei loro interventi si insinua la giusta preoccupazione del… chi andrà a governare la Politica scolastica nazionale? Simone è condivisibilmente ‘duro’ e lucidamente ‘spietato’. Vari fattori hanno contribuito al ‘tracollo’ della Scuola del nostro Paese e della sua ‘immagine’ a livello istituzionale e a livello sociale e, in particolare: «Lo sciatto e accomodante stile morale della sfera pubblica, trasferendosi nella scuola, fece il resto: proibito punire, proibito imporre, proibito proibire… Dopo aver perduto il contenuto, la scuola perdeva le regole morali e il principio civico». E ancora: dopo il bombardamento di riforme e controriforme rovesciato sulla Scuola degli ultimi quindi anni circa, voluto «dalla ‘squadriglia’ Luigi Berlinguer - Letizia Moratti - Maria Stella Gelmini, (…), che fare per salvare questo gran corpo malato, che il paese ha urgente bisogno di riportare in salute, una volta chiuso l’intervallo berlusconiano?» (pp. 67-68);
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A PATTO CHE… Le competenze d’orientamento… siano sicuro “bagaglio culturale” degli operatori della scuola e “strumentazione di bordo” della… nave professionale che va… Ne parla, diffusamente, Sergio BETTINI, in un saggio di Si può salvare la scuola italiana?, intitolato, suggestivamente: Orientamento: tra sogni e bisogni. La parola competenza è una delle parole più gettonate degli ultimi anni. E non a caso se la ricerca scientifica indica nel possesso e padroneggiamento di competenze la qualità alta della professionalità docente (e anche della professionalità dirigente). Orientare verso le competenze è come dire acquisire uno stile scientifico di vita e di ricerca, fondato sullo studio, sul confronto e sulla critica, sulla problematizzazione, sulla valutazione e sui risultati condivisibili. Pertanto, con il termine competenza -scrive Bettini- «si intende la caratteristica individuale collegata a una performance efficace in una situazione o un una azione. In sintesi ci si riferisce alla terminologia adottata con la formula delle tre C, in quanto il termine competenza comprende e assomma gli aspetti di capacità, più innati e psicologici, e quelli di conoscenze, più appresi e didattici» (p. 146);
A PATTO CHE… Ugo Cardinale: i lavori del Seminario, attraverso i contributi di idee di ogni relatore, “a partire dalla propria diagnosi” sono funzionali “al miglioramento del paese” (p. 19);
A PATTO CHE… Ebbene, soprattutto dopo l’era del disfacimento della Cultura italiana (e della Scuola italiana che veicola i saperi della Cultura) operata -miratamente- dai Governi di Silvio BERLUSCONI, la risposta socio-civile è una e una sola: il Paese ha bisogno, ha ‘fame’ di Cultura (Paidea classica - Humanitas… nel senso anche di Ernst CASSIRER e del suo Saggio sull’uomo) e chi governa la Politica nazionale su di essa deve puntare. Con convinzione. Scrive efficacemente Gilberto CORBELLINI: «La sfida delle società complesse -dove lo status sociale ed economico entrano significativamente in gioco nel modulare la stabilità psicologica degli individui- rimane sempre quella di iniettare dinamismo e quindi cultura nella società» (in: Il Sole 24 Ore del 6 aprile 2.013);
A PATTO CHE… Infine. Frasi come quelle pronunciate, da un ‘pulpito’ assolutamente significativo come lo scranno del Parlamento e del Governo, dai ministri (ormai ex, per Fortuna dell’Italia e dell’U. E.) Giulio TREMONTI e Renato BRUNETTA: “con la cultura non si mangia” e la cultura è solo ‘culturàme’ e non vale nulla, sono cartina al tornasòle per il vento di barbarie e di rozzezza che oggi spira, e per l’epoca opàca in cui viviamo di degrado sociale e soggettivo delle Persone.
Con William SHAKESPEARE (1564-1616) dobbiamo miseramente convenire, ahimé!, che il nostro tempo glocale (come il suo) è il tempo in cui la VIRTÙ deve abbassare il capo davanti all’arroganza violenza ignoranza del vizio…
E, dunque, la risposta alla domanda, inquietante, posta: -Se si può salvare la Scuola italiana, è la seguente: -LA SCUOLA ITALIANA CE LA FARÀ! Ce la farà ad essere stella polare nella crescita e nello sviluppo socio-culturale e politico dell’Italia e dell’Europa, nel segno del nuovo Umanesimo incombente e del Dialogo delle Civiltà delle Persone del Pianeta.
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