Rino Gattuso, surreale: lettera aperta

Caro Rino,
l’atmosfera surreale, che evoca il mondo del sogno attraversando, di soppiatto, il senso più profondo dell’inconscio di Sigmund FREUD, ebbene forse solo così si può riassumere quanto Ti è capitato. Non in altre maniere. Non con altre parole e concetti.
Confusione complessità caos sono le parole magiche misteriose indecifrabili di quel che Ti è accaduto. In questa nostra Società glocale, in cui… non c’è nemmeno un pelo del nostro corpo che non sia sotto controllo. Nel bene e nel male! Mi viene di dire: -Solo la POESÌA, con il suo Pudòre e con la sua Bellezza, ci salverà! Ma, non lo dico…

Soltanto una metàfora, dunque, un ossìmoro - un’allegorìa ci salveranno. E una risata. Una risata amara, senza alcun dubbio; ma, una risata…
Solo con la metàfora, pertanto, di una sintesi iperbolica (onirica funambolesca kafkiana), si può descrivere semplicemente quanto Ti è successo.
Mi ricorda -questa Tua vicenda- per alcuni aspetti la frase di Franz KAFKA, con cui si chiude il film: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970, regìa etri; interpretato magistralmente da Gian Maria VOLONTÈ e da Florinda BOLKAN): «Qualunque impressione faccia su di noi, egli è un servo della legge, quindi appartiene alla legge e sfugge al giudizio umano»; per altri, la trama di un famoso film nel quale, per ‘colpire’ il protagonista, gli vengono messe in tasca alcune dosi di droga di cui, ovviamente, nulla sa… Viene preso, dunque, con le mani in pasta (sic!) e, di conseguenza, perseguitato condannato carcerato. Ma, non sa nulla di droga, né servono le varie testimonianze di una vita integerrima onesta pulita… Sic transit gloria mundi! Però, a volte, non è così. Chi sa, come la margherita: -Forse mi ama, forse non mi ama, forse mi ama, …
Per Fortuna, però, per quanto Ti riguarda (e siamo al 20 dicembre 2.013), il procuratore capo di Cremona, DI MARTINO, che conduce l'inchiesta "Last bet", ha dichiarato, tra l’altro, ufficialmente, come riportano Marco MENSURATI e Giuliano FOSCHINI (la Repubblica, 20 dicembre 2.013), che: «Le perquisizioni da che mondo e mondo si fanno alle sei del mattino. Dopodiché abbiamo preso quello che cercavamo. Gattùso è simpatico, ho tifato per lui. È campione del mondo per la storia. Ma non può esserlo per la giustizia. L’iscrizione nel registro degli indagati -precisa ancora il Procuratore Roberto Di Martino- è un atto a garanzia dell’indagato».
Insomma, caro Rino, possiamo sperare e stare sereni, perché queste parole vengono proprio dalla… Persona giusta, al momento giusto.
Le nuvole pare si allontanino e il cielo azzurro che Ti appartiene (come il Mare, il mio Mare - il nostro Mare di Schiavonèa) illumina la Tua vita, che è stata ed è una vita da Campione.
E non penso solo al calcio, quando parlo di Campione, o alla “Coppa Rimet”, che Tu/Voi hai vinto/avete vinto; penso, invece e di più, al Campione di Uomo e di Umanità che tutti Ti riconoscono e che io ho sperimentato direttamente più volte, con tante diverse Persone, in tanti diversi luoghi del nostro amato benedetto tenero Territorio di Calabria.
Non ho mai dubitato di Te, caro Rino! Ma, quando non sospetti di nulla; quando non te l’aspetti affatto e ti arriva un masso, un macigno sulla testa, ebbene la vita… diventa dura. E anche l’intelligenza la Cultura l’esperienza. Ti ballano, davanti, i fantasmi; ti traballano le certezze esistenziali, le sicurezze dei Valori, le tutele della Legge…
Tu pensi, in un attimo, tutta la Tua vita. Che Ti scorre davanti agli occhi come un film, scena dopo scena, fotogramma dopo fotogramma, bella intensa positiva: dalla parte dell’Italia dello Sport alto e nobile; ma soprattutto dalla parte dei molti e degli ultimi, a cui Tu, per chiara schietta ‘naturale’ SOLIDARIETÀ, hai dato, a piene mani, senza nulla chiedere.
Fai due + due = quattro ma, dai fatti (dall’iscrizione nel registro degli indagati), i conti non tornano. Qualcosa non va, qualcosa non funziona!
«Gattuso è uno delle centinaia di indagati dell’indagine. Mi è dispiaciuto molto sentire e vedere certe cose. La sua è una posizione collaterale, quasi marginale». Più di così, con il Procuratore capo, caro Rino, si muore. E Di Martino e il Gip Guido SALVINI, che non conosco ma per i quali mi sono documentato, mi sono simpatici, mi piacciono. “A naso”.
«Gattuso? Trattato come gli altri». È una frase, questa, di grande Valore: è la Giustizia della quale un ‘segmento’ è la Legalità. La Democrazia trionfa in un tempo, il nostro, in cui sovente per gli amici la Legge si interpreta e per tutti gli altri la Legge si applica. Punto e basta!
D’accordo con l’imperativo etico di Immanuel KANT secondo il quale: «… il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me» (Epitaffio, tomba di Kant; lo stralcio è tratto dalla Critica della ragion pratica); epperò, c’è anche un ‘Io’, una ‘immagine’ (un ‘apparire’, un “vedere-vedersi”) che viene pubblicata in prima pagina (“sbattuto in prima pagina”!), a livello cartaceo e a livello virtuale. E Internet è ‘inferno’ e ‘Paradiso’, insieme. Ma, più ‘inferno’ che ‘Paradiso’; epperò, senza presunzione, solo in pochi lo sappiamo…
Tutto ciò, umanamente, comporta sgradevolezza e dispiacere, sofferenza e dolore, in molte Persone: dal soggetto direttamente interessato alla famiglia, agli Amici, ai conoscenti, ai tifosi (nel caso Tuo, sono milioni e milioni sparsi in tutte le latitudini del Globo), …
Epperò! Epperò, vanno qui ricordati alcuni nomi, belli e importanti a livello internazionale, che, diciamo così, Ti hanno ‘difeso’, che hanno parlato, a voce alta, della Tua integrità morale e della Tua onestà mentale. A mo’ d’esempio: Giancarlo ABETE, presidente federale; Franco CARRARO, ex presidente della Figc; Adriano GALLIANI, amministratore delegato del Milan (Corriere della Sera, 19 dicembre 2.013); Vincenzo MONTELLA, tecnico della Fiorentina; Maurizio ZAMPARINI, presidente del Palermo; Giovanni MALAGÒ, presidente del Coni; …
Insomma, caro Rino, per chiudere questa lettera, dovuta, a un Amico di famiglia di vecchia data, Ti suggerisco di stare tranquillo, di augurarTi che questi giorni passino veloci, di avere fiducia nella Giustizia, senza dimenticare che quello dei Magistrati è un compito difficile duro tremendo, nel tempo in cui, in questa nostra Società allegra e zuzzurellona, se la cavano bene, ahimé!, gli arruffoni, i maneggioni e le mezze-tacche che abbondano in ogni contrada.
Senza citare la ndrangheta e dintorni, perché noi apparteniamo, notoriamente, all’altra Calabria: a quella buona e pulita, corretta e onesta. Dell’odierna politica nazionale e locale (‘politica’ con la ‘p’ rigorosamente minuscola) ne vogliamo parlare o lasciamo stare, per la pace degli Angeli e per l’amor di Dio?
Qualche buca, lungo l’autostrada che percorri, non è rilevante. E poi ricordaTi, infine, caro Amico, il proverbio calabrese che recita: Na nuci nda nu saccu nu fa rumuri.
Con la stima che sai.
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