Legge 107/15 - Alternanza Scuola-Lavoro

LEGGE n. 107/15 13 luglio:
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione,
e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti
di Francesco FUSCA*
Commi Alternanza Scuola-Lavoro (10 commi: dal 35 al 44)

35.   L'alternanza scuola-lavoro può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche secondo il programma formativo e le modalità di verifica ivi stabilite nonché con la modalità dell'impresa formativa   simulata.   Il   percorso   di   alternanza scuola-lavoro si può realizzare anche all'estero.

36.   All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 34 e 35 si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

37.   All'articolo 5, comma 4-ter, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Ai fini dell'attuazione del sistema di alternanza scuola-lavoro,   delle attività di stage, di tirocinio e di didattica in laboratorio, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e   della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel caso di coinvolgimento di enti pubblici, sentito il Forum nazionale   delle   associazioni   studentesche   di   cui all'articolo 5-bis del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1996, n. 567, e successive modificazioni, è adottato un Regolamento, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con cui è definita la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, concernente i diritti e i doveri degli studenti della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione di cui all'art. 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53, come definiti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, con particolare riguardo alla possibilità per lo studente di   esprimere   una valutazione sull'efficacia e sulla coerenza dei percorsi stessi con il proprio indirizzo di studio».

38.   Le scuole secondarie di secondo grado svolgono attività di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, nei limiti delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili, mediante l'organizzazione di corsi rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza scuola-lavoro ed effettuati secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

39.   Per le finalità di cui ai commi 33, 37 e 38, nonché per l'assistenza tecnica e per il monitoraggio dell'attuazione delle attività ivi previste, è autorizzata la spesa di euro 100 milioni annui a decorrere dall'anno 2016. Le risorse sono ripartite tra le istituzioni scolastiche ai sensi del comma 11.

40.   Il dirigente scolastico individua, all'interno del registro di cui al comma 41, le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili all'attivazione dei percorsi di cui ai commi da 33 a 44 e stipula apposite convenzioni anche finalizzate a favorire l'orientamento scolastico e universitario dello studente. Analoghe convenzioni possono essere stipulate con musei, istituti e luoghi della cultura e delle arti performative, nonché con gli uffici centrali e periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il dirigente scolastico, al termine di ogni anno scolastico, redige una scheda di valutazione sulle strutture con le quali sono state stipulate convenzioni, evidenziando la   specificità   del   loro potenziale formativo e le eventuali difficoltà incontrate nella collaborazione.

41.   A decorrere dall'anno scolastico 2015/2016 è istituito presso le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura il REGISTRO NAZIONALE PER L'ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. Il registro è istituito d'intesa con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentiti il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo economico, e consta delle seguenti componenti:
a) un'area aperta e consultabile gratuitamente in cui sono visibili le imprese e gli enti pubblici e privati disponibili a svolgere i percorsi di alternanza. Per ciascuna impresa o ente il registro riporta il numero massimo degli studenti ammissibili nonché i periodi dell'anno in cui è possibile svolgere l'attività di alternanza;
      b) una sezione speciale del registro delle imprese di cui all'art. 2188 del Codice civile, a cui devono essere iscritte le imprese per l'alternanza scuola-lavoro; tale sezione consente la condivisione, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, delle informazioni relative all'anagrafica, all'attività svolta, ai soci e agli altri collaboratori, al fatturato, al patrimonio netto, al sito internet e ai rapporti con gli altri operatori della filiera delle imprese che attivano percorsi di alternanza.
42.   Si applicano, in quanto compatibili, i commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33.

43.   All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 41 e 42 si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

44.   Nell'ambito del sistema nazionale di istruzione e formazione e nel rispetto delle competenze delle Regioni, al potenziamento e alla valorizzazione delle conoscenze e delle competenze degli studenti del secondo ciclo nonché alla trasparenza e alla qualità dei relativi servizi possono concorrere anche le istituzioni formative accreditate dalle Regioni per la realizzazione di percorsi di istruzione e formazione   professionale,   finalizzati   all'assolvimento   del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione.
L'offerta formativa dei percorsi di cui al presente comma è definita, entro centottanta giorni (alla metà circa del gennaio 2016) dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Al fine di garantire agli allievi iscritti ai percorsi di cui al presente comma pari opportunità rispetto agli studenti delle scuole statali di istruzione secondaria di secondo grado, si tiene conto, nel rispetto delle competenze delle Regioni, delle disposizioni di cui alla presente legge.
All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle risorse   finanziarie   disponibili   a legislazione vigente e della dotazione organica dell'autonomia e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

NORMATIVA di riferimento:
----- Legge n. 128/13 8 novembre; DPR n. 567/96 10 ottobre; Legge n. 400/88 23 agosto; Legge n. 53/03 28 marzo; D. L. vo n. 81/08 9 aprile; Codice civile, art. 2188; Legge n. 33/15 24 marzo; D. L. vo n. 281/97 28 agosto -
----- Dal REGISTRO NAZIONALE PER L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO, il Dirigente scolastico:                  (A) individua: le Imprese e gli Enti pubblici e privati; i Musei, gli Istituti e i Luoghi della Cultura e delle Arti performative; gli Uffici centrali e periferici del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo; (B) con i quali -il Dirigente scolastico- vista la disponibilità espressa, stipula apposite Convenzioni; (C) infine -sempre il Dirigente scolastico- redige una Scheda di valutazione riguardante le ‘strutture’ con cui si è, lavorando, interagito (evidenziando ‘specificità’ e/o ‘difficoltà’).

*Francesco FUSCA (a cura di)
***   *   ***
Alcune (possibili) COMPETENZE TRASVERSALI
Interdisciplinarità. Non multi-disciplinarità. Non trans-disciplinarità;
Flessibilità. È il cuore pulsante dell’Autonomìa. La chiave di volta. Il Segreto. Il tesoro celato: velato e ri-velato;
Cultura è Umiltà e Umiltà è Cultura. Umiltà colta è l’Umanità che viaggia il Tempo della Civiltà. L’arroganza di pensieri parole fatti di una persona fa il paio (fa pendant) con la sua ignoranza (e, se è ‘potente’, allora, questa persona, è ‘erudita’ ma non colta…);
Etica (Morale): Responsabilità e Impegno, e Conseguenzialità: si tratta, evidentemente, anche di un Viaggio interiore/esteriore sintonizzato, consapevolmente, con il Lavoro e le sue varianti;
Capacità (abilità) di lavorare da solo e in gruppo e di confrontandosi sempre, criticamente;
Motivazione. Abnegazione e spirito di sacrificio, eventuale ri-adattamento (cambiar Lavoro sì, ma senza esagerare…), disponibilità al raggiungimento degli obiettivi del Progetto dell’Impresa;
Efficienza ed efficacia, partecipazione al successo; discrezione, riservatezza…
Analisi e auto-analisi, onestà intellettiva ed equilibrio. Soddisfazione.  

METODOLOGIA (quale quadro culturale sottende il Lavoro?):
Insegnamento-Apprendimento in Azienda. AZIONI pensate discusse programmate svolte INSIEME;
I casi. Scelta di casi e studio dei casi, insieme. I casi da studiare devono essere rigorosamente casi in situazioni reali, per una ri-caduta di apprendimenti reali controllabili e -sempre- migliorabili;
Lavoro e ricerca basati sulle dimensioni induttive e deduttive del cervello umano: la Mente ben fatta e cioè flessibile (e, dunque, duttile e malleabile);
Dal Problem solving al Brainstorming, al Cooperative Learning, al Workshop: per un intreccio intelligente dei saperi/conoscenze teorici (del pensare studiare dire… anche con il cartaceo-virtuale) con i saperi/conoscenze pratici (del pensare dire fare… anche con il cartaceo-virtuale): ovviamente sino al raggiungimento di alti livelli di competenza e soprattutto di padronanza delle competenze in ambiente lavorativo;
Il ruolo strategico del Tutor. Competente e motivante, il Tutor -delle migliori pratiche- fa nascere e crescere negli studenti/esse:
A) la voglia grande per il Lavoro e per il significato etico del Lavoro (sia a livello soggettivo sia a livello sociale) nella nostra disorientata e disorientante Società conoscitiva, glocale e liquida (si vedano le lezioni, sempreverdi, di Edgar MORIN, Zigmunt BAUMAN, …);
B) l’idea, vincente, che CE LA POSSONO FARE: diventare sempre più Persone (crescere in Umanità!) ed essere -con la Testimonianza e con l’Esempio-  Persone colte e civili, che contribuiscono alla realizzazione dei Principi della Costituzione repubblicana;
Monitoraggio Verifica Valutazione: per l’Orientamento nei/dei Progetti nazionali ed europei;
Disponibilità di ‘materiali’ vari: sia cartacei che digitali (e i loro intrecci: dal Libro al Computer);
Creare un Archivio, per la Documentazione sia acquisita che prodotta. Anche per l’Istituto: per la storia dell’Istituzione.
FINALITÀ DELL’AZIONE FORMATIVA (alcune)
A mo’ d’esempio:
a) Sia per chi non prosegue gli studi sia per chi li prosegue all’Università, l’Alternanza Scuola-Lavoro in settori e comparti produttivi del Territorio (vicino-lontano) e la proposta delle Competenze possedute e padroneggiate dagli studenti e dalle studentesse dell’Istituto -funzionali ai fabbisogni innovativi del mercato del lavoro- sintetizzano anche, potenzialmente, il Percorso formativo personalizzato (di Educazione e di Istruzione) dello studente/essa e la sua voglia di esplorare innovare sperimentare lasciar ‘traccia’, andando oltre la proposta curricolare statuale.
b) In particolare, per coloro che proseguono gli studi, l’esperienza di Lavoro nelle Aziende, Fabbriche, …, del Territorio vicino-lontano, rappresenta -nell’evidente sinergìa lavorativa tra le Istituzioni (Scuola, Università, Imprese, Aziende, Enti locali, …)- quell’anticipazione di Senso e di Significato della Vita nella Comunità sociale, che è, ieri come oggi: La società aperta e i suoi nemici (Armando Editore) di Karl POPPER.     
c) Ipotesi di Progetto lavorativo di alternanza. Titolari la Scuola, l’Ente locale, l’Azienda, … Tipologia di progetto: Progetto di Alternanza Scuola-Lavoro: adozione delle esperienze di lavoro sia come ‘bussola’, per la formazione ‘libera’ delle personalità degli studenti/esse; sia come traiettoria formativa, prima a Scuola e poi in Società.
d) L’attività lavorativa svolta nei Percorsi formativi si propone come attività integrativa dei curricoli scolastici nazionali e, in particolare, dei Licei e della tradizione di questi. Pertanto, quali possono essere i ‘momenti’ -diacronici/sincronici- dello sviluppo e della maturazione dei Percorsi formativi della/nell’Alternanza Scuola-Lavoro?  Quali, dunque, le possibili
dimensioni teorico/pratiche?
A mo’ d’esempio, le seguenti:
Prima Dimensione:
Analisi rigorosa e conoscenza scientifica del tessuto culturale-civile del Territorio vicino-lontano in cui insiste l’Istituto (che, a volte, aggrega più Comuni anche, tra loro, lontani…). Soprattutto rigorosa-scientifica considerazione: dell’Antropologìa tout court;  della Storia del ‘luogo’ che è, soprattutto, Luogo dell’anima; dell’Economìa e della Finanza; degli Usi e dei Costumi; dei Riti e dei Miti; dell’Arte culinaria; …
In questo contesto di idee, va da sé che l’esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro si sintonizza e ri-sente della scarsità di Aziende, Industrie, Imprese, …, che, ahimé!, caratterizzano il Territorio calabrese, in particolare, e il Territorio meridionale in generale. Questa consapevolezza, tuttavìa, non deve deprimere… Occorre ‘inventarsi’ qualcosa! Non è facile. Ma, la nostra Società è locale e globale al contempo, come lo è l’Economìa (basti ricordare quel che è avvenuto nel 2007-08, partendo -la crisi mondiale- dagli Stati Uniti…). Come uscirne? I CARE: ci insegna don Lorenzo MILANI. Uscirne insieme, perché il destino socio-culturale e lavorativo dei giovani e delle giovani ci sta a cuore… Perché? Perché i giovani e le giovani sono il nostro presente (e NON, a rigore, il nostro futuro…). E allora, oggi, puntare, a mo’ d’esempio:
(a) sulla conoscenza-padronanza delle Lingue: vero passaporto per il mondo (Renzo TITÒNE). E, anche, passaporto per il mondo del Lavoro);
(b) sulla conoscenza-padronanza delle Tecnologìe multimediali più sofisticate e di “ultima generazione”;
(c) sull’Innovazione che fa il paio, come concetto, con forma mentis flessibile; con Testa ben fatta (Organizzazione, Selezione, Relatività, …), come ci insegnano, oggi, soprattutto Edgar MORIN (1921) e Zygmunt BAUMAN (1925) -
Seconda Dimensione teorico-pratica:
L’individuazione e l’indicazione degli Obiettivi. Che sono Obiettivi didattici e Obiettivi educativi. E mentre i primi afferiscono il controllo promozionale degli apprendimenti (Didattica); i secondi, invece -gli Obiettivi educativi- riguardano le performances di personalità e, dunque, il saper inter-agire e il saper essere -
Terza Dimensione:
(1^) I tempi. I ‘controlli’ -funzionali al miglioramento dell’insegnare- nel tempo breve degli Obiettivi didattici; la ‘valutazione’ nel tempo lungo degli Obiettivi educativi;
(2^) I ‘mezzi’ e gli ‘strumenti’. Da utilizzare, per la realizzazione al meglio del Percorso formativo degli studenti, che è -insistiamo- un’impresa e un’intrapresa a due (almeno!), insieme, in sintonìa: la Scuola e i suoi Docenti, il Mondo del Lavoro e i suoi Operatori. Si pensi, però, pure all’apporto degli Enti locali (e, in primis, al Comune, nel quale ogni Istituto, antropologicamente, insiste…), dell’Università e della sua ricerca scientifica, la quale interpreta le novità e i cambiamenti socio-culturali ed economici e poi agisce di conseguenza, mettendo la Qualità del tutto nelle mani dello Stato (e dei suoi tre poteri) -
Quarta Dimensione:
Svolta la fondamentale imprescindibile azione di monitoraggio, il quarto ed ultimo ‘momento’ -sempre diacronico/sincronico- riguarda la Valutazione, fatta la quale, si ri-programma, facendo tesoro dei risultati emersi.
E mettendo da parte le ‘ombre’ e i ‘ni’, e puntando i riflettori sulle ‘luci’ dell’esperienza di Alternanza, le quali poi sono le buone pratiche e la loro crescita fondativa di Valori. Che poi si socializzano, per lo sviluppo di Economìa e di Finanza -comune e insieme- e per la crescita e la maturazione delle Culture e delle Civiltà (PLURALE è bello!).
***
# La Continuità educativa.
# Il Successo scolastico e formativo dei ragazzi/e del Secondo ciclo dell’istruzione.
# La partecipazione al successo dell’Azienda/Impresa/Museo… e la con-divisione dei risultati.
Tre tematiche/problematiche intrecciate che si ri-chiamano si intrecciano si amplificano. In meglio: negli Statuti epistemologici che fondano, scientificamente e alla pari, tutti i Saperi umani.
E, difatti, mentre la Continuità educativa (che è anche didattica e organizzativa, e che, per Legge, vige -sovente disattesa- da molti anni) crea ‘ponti’ tra i curricoli dei segmenti scolastici del Sistema, il Successo scolastico e formativo sono la conseguente ri-caduta dell’azione intelligente competente professionale dei Docenti.
    Pertanto, gli esiti positivi e i buoni risultati sono quella ‘vitamina’ che giova allo star bene (al ben-Essere) psico-fisico e intellettivo sia degli Studenti/esse sia degli Insegnanti sia dei Genitori.
Emerge con chiarezza che: Il consenso dà Senso (o, almeno, aiuta a credere in se stessi e avre fiducia negli altri. Convinti più che mai che: l’Altro è diverso COME me). E dà -il consenso- Orientamento. A tutti…  
Partecipazione con-divisione soddisfazione sono le parole-chiave di un’Impresa e di una Intrapresa socio-culturale ed economica, che riguardano tutti. Sia Gianni sia Pierino. I protòtipi della diversificazione sociale di ieri di oggi di domani. Grazie, Priore, grazie don L. MILANI. Per la Giustizia del tuo I CARE.
***
Infine. Per una conclusione quando/quanto mai aperta…
L’Alternanza Scuola-Lavoro è la grande scommessa / l’ineludibile sfida di questo XXI secolo agli esordi: del nostro tempo, caratterizzato -dove di più dove di meno!- da dis-occupazione e/o da in-occupazione e/o da Persone ‘scoraggiate’ e che più non cercano un qualsivoglia Lavoro e/o da…
    Insomma, la domanda è: -Dove andranno, cosa faranno, oggi, a livello lavorativo, i Giovani e le Giovani della/nella nostra Società conoscitiva glocale liquida massificata omologata?
    La risposta è, oggi, altrettanto inderogabile cruciale improcrastinabile: -Essendo queste Persone il nostro problema (degli adulti, che hanno e gestiscono i Poteri…), è urgente risolverlo nella direzione dell’occupazione adeguata e del Lavoro dignitoso, DIVERSAMENTE, non solo per l’esigenza etica personale, ma anche per l’esigenza sociale (altrettanto etica). Insomma, soggettivo e oggettivo, personale sociale sono le facce della stessa ‘medaglia’: della migliore bella Umanità che viaggia e invera i Valori universali -in cui crede fermamente- dei Diritti civili e culturali, della Pace e della Giustizia, della Solidarietà e della Sussidiarietà, …
    Le scelte di Politica culturale e scolastica da parte del Governo (nazionale ed europeo) sono decisive, per la svolta epocale del nuovo Umanesimo. Incombente. Diversamente -se non si intuisce e capisce- c’è il rischio (sempre dietro l’angolo!) della chiusura della Storia del gran Libro dell’Umanità in cammino…   

***   *   ***

ANNOTAZIONI SPARSE
Zaleuco di Locri (in greco antico Ζάλευκος, traslitterato in Zàleukos; Locri Epizefiri, … -VII secolo a. C.) è considerato il primo legislatore del mondo occidentale.
Pippo CORIGLIANO, in: Siamo in missione per conto di Dio (Mondadori), scrive: Non è possibile parlare del lavoro senza considerarlo in rapporto con le grandi domande di senso che si agitano nel cuore dell'uomo. Le risposte a queste domande caratterizzano il nostro stile di vita e, in particolare, il nostro modi di lavorare.
Lo spirito imprenditoriale. La Cultura del Lavoro. I Saperi trasversali. Intreccio -funzionale ai Valori universali- di materialità e di im/materialità.
----- Gruppi di 25 studenti/esse? ----- Ore 60 + 80 + 60 nei tre anni dei Licei?
Percorsi formativi (in 1 anno o in 3 anni): -Quanti? Quali? Come svolgerli?
Alla luce delle otto competenze-chiave indicate dall’Unione Europea, quali ipotesi si possono formulare?
A mo’ d’esempio, alcune Ipotesi di intreccio (ovviamente):
@ Percorso formativo storico-letterario-filosofico incentrato sull’interpretazione critica dei fatti socio-culturali ed economici del Tempo presente?
@ Percorso formativo ecologico-ambientale?                  
@ Percorso formativo etico-giuridico?
@ Percorso formativo gestionale e di governance?             
@ Percorso formativo sulla Sicurezza e sulla Legalità?
@ Percorso formativo…

SIATE VOCI FUORI DAL CORO

Non smettete mai di protestare;
Non smettete mai
Di dissentire,
Di porvi domande,
Di mettere in discussione
L’autorità, i luoghi comuni, i dogmi.
Non esiste la verità assoluta.
Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro.
Siate il peso che inclina il piano.
Siate sempre in disaccordo,
Perché il dissenso è un’arma.
Siate sempre informati
E non chiudetevi alla conoscenza,
Perché anche il sapere è un’arma.
Forse non cambierete il mondo,
Ma avrete contribuito a inclinare il piano
Nella vostra direzione
E avrete reso la vostra Vita
Degna di essere raccontata.
Un uomo che non dissente
È un seme che non crescerà mai.

Bertrand RUSSELL
Galles, 1872-1970, Nobel per la Letteratura nel 1950 - © Riproduzione riservata
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