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L’AMORE IN CALVINO …la Storia di Cosimo nelle storie del mondo / il Barone rampante e la sua Marchesina

francesco fuscaC’è una pagina nella vasta grande Letteratura di Italo CALVINO che illumina, gettando chiari piacevoli inediti fasci di luce, sull’Amore. Sull’Amore con la A grande: beninteso! Quello che conoscono in pochi e che vivono solo alcuni … Una chicca per la Fantasìa (dello Spirito) e un Paradiso per il Corpo (in Terra)!
L’Autore delle Lezioni americane coniuga, felicemente, il corpo con l’anima-spirito; il materiale con l’im-materiale; filosoficamente: il fenomeno con il noùmeno … Alla ricerca dell’Armonìa e dell’Unità, con una Musica-Canzone pansòfica, che va al di là del mistico del religioso del trascendentale.

Pansofìa proprio nel senso del ceco Jan Amos KOMENSKÝ (Comenio, 1592-1670), per indicare l’Utopìa di un sapere enciclopedico funzionale all’organizzazione complessa ma sistematica dei saperi umani e delle conoscenze (sino alle competenze), per il facile semplice lineare insegnamento-apprendimento sia nella Società sia nella Scuola.
Calvino è felice! Sempre misurato profondo misterioso, la sua Via letteraria della Scrittura conduce al godimento dell’animo (più del Senso del Namastè: le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te; più dello sguardo dello Sciamano e delle sue mani); all’Inno alla Gioia della Nona sinfonia di Ludwig van BEETHOVEN e di Friedrich SCHILLER; al dis-velamento, infine, del Tempo-senza-tempo del Viaggio umano e del suo Mistero che mistèra, sempre.
La penna di Calvino scivola leggera gradevole sorprendevole sulle invenzioni -originali creative inimmaginabili- di nomi verbi luoghi cose paesaggi fatti situazioni espressioni comportamenti…
Cosimo, dentro questo sfondo integratore e nell’artistico gioco delle mappe concettuali, è matto folle ‘originale’ sin dall’inizio della sua vita sugli alberi e sino alla fine; ma, anche grandemente savio e saggio, nonostante le avventure d’Amore: esaltazioni e pene, dolori e godimenti, gelosìe e scaramucce tra muri e ponti.
Dal canto suo, Viola -la Marchesa rampante- è la Donna-Femmina di sempre: di tutti i tempi! Vuole tutti ai suoi piedi, ma è inquieta e sbarazzina, eterna bambina che vieta e dà, in una confusa nuvola di capricci sempre a portata di mano. Epperò è, anche, una grande amante!
La storia del Barone e della Marchesa sa di magico. È magìa, ma anche alchimìa, ciutìa. Difatti: -C’è/non c’è; sì/no/nì: è la Vita!
Un Amore vero o falso? È esistito oppure no? C’è stato -l’Amore- tra i due o si è trattato solo di una leggenda? Davvero un bassotto -un cane: Ottimo Massimo- può essere così fondamentale cruciale definitivo, per un Amore che aspetta, all’angolo, d’essere accarezzato preso goduto?
***
Calvino sornione: è di una tenerezza che non ha eguali! Indubbiamente.
Con Calvino, pertanto, il lettore -preso amabilmente per mano- gode e soffre attraverso le alterne vicende dell’imprevedibile destino di Cosimo e Viola; ma, anche si esalta ed è speranzoso, sempre, sino alla com-prensione.
Il fil rouge che percorre attraversa sfoglia le pagine de Il barone rampante è il sorriso bonario, dolcemente ironico, di chi la sa lunga sul Senso/non-Senso della Vita e della Morte: sul grandioso significante significato dell’Avventura, bella unica meravigliosa, del Viaggio umano nel Tempo che non ha tempo…
La penna del Maestro scorre come acqua fresca e limpida di ruscello, che scende a valle, dagli alti monti imbiancati di neve, e, lungo il suo per-corso, rinfresca e disseta la Vita che va, la Speranza che consòla la Sera…
E così ti trovi ri-trovi vivi un mondo fantastico. Misteriosamente reale. Tra gli alberi, dentro gli alberi e le loro foglie e rami e radici… Tra gli alberi e, cioè, tra il Cielo e la Terra. Sospeso. Epoché.
La Meraviglia e lo Stupore la fanno da padroni. Ma, anche l’Incantesimo e la Sorpresa e l’Entusiasmo e, soprattutto, l’Ammirazione (che con OVIDIO, è Amore).
Ma, vediamo un po’ questa fatidica leggendaria fondamentale pagina sull’Amore, che incanta le ali potenti, nella Gioia e nel Dolore, di un sentimento universale che abbatte e innalza, che è sofferenza ed esaltazione, che rasenta e abita il Delirio/la Follìa (secondo la lezione di PLATONE nel Fedro), perché Amore-Eros è figlio di Póros e di Penía e, dunque, della povertà dorata di chi crede che l’Amore sia l’amato-che-si-desidera-avere-possedere e non l’amante (Platone, Simposio o Convivio. Parole della sacerdotessa Diotìma con le quali, sostanzialmente, dis-vela/ri-vela/s-vela la concezione dell’Amore che Platone aveva). E, proprio per ciò, in questo Senso esistenziale l’Amore svolge una cruciale funzione sociale: decisiva centrale risolutiva per la Vita dell’Uomo e della Donna sulla Terra. Da sempre. E ancora oggi.
Inoltre, per restare ancora un attimo su questo argomento, che tanto ci affascina, va pure precisato che è proprio grazie all’Amore -nel Bene e nel male!- che si desidera sovente quel che non si ha e, tra i Desideri, ci sono pure, in primis, il Bello il Buono il Bene (con e oltre Immanuel KANT e G. W. Friedrich HEGEL). E va qui, infine, ricordato -con Friedrich NIETZSCHE- che:
tutto ciò che si fa per Amore è al di là del bene e del male.
***
In un noce, sulla sella del tronco, c’era un incavo a conca,
la ferita di un antico lavoro d’ascia, e là era uno dei rifugi di Cosimo.
C’era stesa una pelle di cinghiale,
e intorno posati una fiasca, qualche arnese, una ciotola.
Viola si buttò sul cinghiale. -Ci hai portato altre donne?
Lui esitò. E Viola: -Se non ce ne hai portate sei un uomo da nulla.
-Sì… Qualcuna…
Si prese uno schiaffo in faccia a piena palma.
-Così m’aspettavi?
 Cosimo si passava la mano sulla guancia rossa e non sapeva cosa dire;
ma lei già pareva tornata ben disposta: -E com’erano? Dimmi: com’erano?
-Non come te, Viola, non come te…
-Cosa sai di come sono io, eh, cosa sai?
S’era fatta dolce, e Cosimo a questi passaggi repentini non finiva di stupirsi.
Le venne vicino. Viola era d’oro e miele.
-Di’…
-Di’…
Si conobbero.
Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.
E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre,
mai s’era potuta riconoscere così.
***
È la pagina 179. De Il barone rampante (Mondadori, Milano 2015). In cui Calvino dà il meglio di sé. Come Scrittore tout court e come Scrittore di Letteratura per l’infanzia. Invero, dove finisce l’uno e incomincia l’altro è difficile dirlo. E poi: -Perché dirlo? Ma, nemmeno cercarlo…
Resta il fatto di una pagina memorabile.
Bisogna avere Cuore. E Cultura. Purtroppo, gli ignoranti sono penalizzati. Con tutta la sensibilità che possono avere, la gentilezza e il garbo, senza Cultura non si va… lontano. E, soprattutto, in alto! Gli ignoranti non intuiranno capiranno godranno mai, fino in fondo, la Grande Bellezza della Letteratura, della Scrittura, della Parola.
L’Illuminazione è Scintilla: uno stato di Grazia, una Benedizione, una Preghiera.
Non c’entra la Cultura orientale. Le pagine di Calvino illuminano. Aprono e spalancano la Mente:  i suoi corridoi e i vicoli, le sue celle e gli anfratti; ma, anche i suoi sentieri sterrati colmi di tracce segni codici…
Cioè -le pagine di Calvino- lanciano fasci di luce, che illuminano a giorno, i lati oscuri o in penombra della Mente, ma anche le cime innevate dei Sogni accarezzati caldi teneri.
E tutti siamo così: oscuri e ombrosi e, anche, sognanti e coccolòsi… Calvino ci aiuta a conoscerci meglio, a capirci; a com-prendere, a com-prenderci.
In verità, in verità vi dico: -Calvino ci aiuta a vivere!

C’è una pagina nella vasta grande Letteratura di Italo CALVINO che illumina, gettando chiari piacevoli inediti fasci di luce, sull’Amore. Sull’Amore con la A grande: beninteso! Quello che conoscono in pochi e che vivono solo alcuni … Una chicca per la Fantasìa (dello Spirito) e un Paradiso per il Corpo (in Terra)!

L’Autore delle Lezioni americane coniuga, felicemente, il corpo con l’anima-spirito; il materiale con l’im-materiale; filosoficamente: il fenomeno con il noùmeno … Alla ricerca dell’Armonìa e dell’Unità, con una Musica-Canzone pansòfica, che va al di là del mistico del religioso del trascendentale.

Pansofìa proprio nel senso del ceco Jan Amos KOMENSKÝ (Comenio, 1592-1670), per indicare l’Utopìa di un sapere enciclopedico funzionale all’organizzazione complessa ma sistematica dei saperi umani e delle conoscenze (sino alle competenze), per il facile semplice lineare insegnamento-apprendimento sia nella Società sia nella Scuola.

Calvino è felice! Sempre misurato profondo misterioso, la sua Via letteraria della Scrittura conduce al godimento dell’animo (più del Senso del Namastè: le qualità divine che sono in me si inchinano alle qualità divine che sono in te; più dello sguardo dello Sciamano e delle sue mani); all’Inno alla Gioia della Nona sinfonia di Ludwig van BEETHOVEN e di Friedrich SCHILLER; al dis-velamento, infine, del Tempo-senza-tempo del Viaggio umano e del suo Mistero che mistèra, sempre.

La penna di Calvino scivola leggera gradevole sorprendevole sulle invenzioni -originali creative inimmaginabili- di nomi verbi luoghi cose paesaggi fatti situazioni espressioni comportamenti…

Cosimo, dentro questo sfondo integratore e nell’artistico gioco delle mappe concettuali, è matto folle ‘originale’ sin dall’inizio della sua vita sugli alberi e sino alla fine; ma, anche grandemente savio e saggio, nonostante le avventure d’Amore: esaltazioni e pene, dolori e godimenti, gelosìe e scaramucce tra muri e ponti.

Dal canto suo, Viola -la Marchesa rampante- è la Donna-Femmina di sempre: di tutti i tempi! Vuole tutti ai suoi piedi, ma è inquieta e sbarazzina, eterna bambina che vieta e dà, in una confusa nuvola di capricci sempre a portata di mano. Epperò è, anche, una grande amante!

La storia del Barone e della Marchesa sa di magico. È magìa, ma anche alchimìa, ciutìa. Difatti: -C’è/non c’è; sì/no/nì: è la Vita!

Un Amore vero o falso? È esistito oppure no? C’è stato -l’Amore- tra i due o si è trattato solo di una leggenda? Davvero un bassotto -un cane: Ottimo Massimo- può essere così fondamentale cruciale definitivo, per un Amore che aspetta, all’angolo, d’essere accarezzato preso goduto?

***

Calvino sornione: è di una tenerezza che non ha eguali! Indubbiamente.

Con Calvino, pertanto, il lettore -preso amabilmente per mano- gode e soffre attraverso le alterne vicende dell’imprevedibile destino di Cosimo e Viola; ma, anche si esalta ed è speranzoso, sempre, sino alla com-prensione.

Il fil rouge che percorre attraversa sfoglia le pagine de Il barone rampante è il sorriso bonario, dolcemente ironico, di chi la sa lunga sul Senso/non-Senso della Vita e della Morte: sul grandioso significante significato dell’Avventura, bella unica meravigliosa, del Viaggio umano nel Tempo che non ha tempo…

La penna del Maestro scorre come acqua fresca e limpida di ruscello, che scende a valle, dagli alti monti imbiancati di neve, e, lungo il suo per-corso, rinfresca e disseta la Vita che va, la Speranza che consòla la Sera…

E così ti trovi ri-trovi vivi un mondo fantastico. Misteriosamente reale. Tra gli alberi, dentro gli alberi e le loro foglie e rami e radici… Tra gli alberi e, cioè, tra il Cielo e la Terra. Sospeso. Epoché.

La Meraviglia e lo Stupore la fanno da padroni. Ma, anche l’Incantesimo e la Sorpresa e l’Entusiasmo e, soprattutto, l’Ammirazione (che con OVIDIO, è Amore).

Ma, vediamo un po’ questa fatidica leggendaria fondamentale pagina sull’Amore, che incanta le ali potenti, nella Gioia e nel Dolore, di un sentimento universale che abbatte e innalza, che è sofferenza ed esaltazione, che rasenta e abita il Delirio/la Follìa (secondo la lezione di PLATONE nel Fedro), perché Amore-Eros è figlio di Póros e di Penía e, dunque, della povertà dorata di chi crede che l’Amore sia l’amato-che-si-desidera-avere-possedere e non l’amante (Platone, Simposio o Convivio. Parole della sacerdotessa Diotìma con le quali, sostanzialmente, dis-vela/ri-vela/s-vela la concezione dell’Amore che Platone aveva). E, proprio per ciò, in questo Senso esistenziale l’Amore svolge una cruciale funzione sociale: decisiva centrale risolutiva per la Vita dell’Uomo e della Donna sulla Terra. Da sempre. E ancora oggi.

Inoltre, per restare ancora un attimo su questo argomento, che tanto ci affascina, va pure precisato che è proprio grazie all’Amore -nel Bene e nel male!- che si desidera sovente quel che non si ha e, tra i Desideri, ci sono pure, in primis, il Bello il Buono il Bene (con e oltre Immanuel KANT e G. W. Friedrich HEGEL). E va qui, infine, ricordato -con Friedrich NIETZSCHE- che:

tutto ciò che si fa per Amore è al di là del bene e del male.

***

In un noce, sulla sella del tronco, c’era un incavo a conca,

la ferita di un antico lavoro d’ascia, e là era uno dei rifugi di Cosimo.

C’era stesa una pelle di cinghiale,

e intorno posati una fiasca, qualche arnese, una ciotola.

Viola si buttò sul cinghiale. -Ci hai portato altre donne?

Lui esitò. E Viola: -Se non ce ne hai portate sei un uomo da nulla.

-Sì… Qualcuna…

Si prese uno schiaffo in faccia a piena palma.

-Così m’aspettavi?

Cosimo si passava la mano sulla guancia rossa e non sapeva cosa dire;

ma lei già pareva tornata ben disposta: -E com’erano? Dimmi: com’erano?

-Non come te, Viola, non come te…

-Cosa sai di come sono io, eh, cosa sai?

S’era fatta dolce, e Cosimo a questi passaggi repentini non finiva di stupirsi.

Le venne vicino. Viola era d’oro e miele.

-Di’…

-Di’…

Si conobbero.

Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo.

E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre,

mai s’era potuta riconoscere così.

***

È la pagina 179. De Il barone rampante (Mondadori, Milano 2015). In cui Calvino dà il meglio di sé. Come Scrittore tout court e come Scrittore di Letteratura per l’infanzia. Invero, dove finisce l’uno e incomincia l’altro è difficile dirlo. E poi: -Perché dirlo? Ma, nemmeno cercarlo…

Resta il fatto di una pagina memorabile.

Bisogna avere Cuore. E Cultura. Purtroppo, gli ignoranti sono penalizzati. Con tutta la sensibilità che possono avere, la gentilezza e il garbo, senza Cultura non si va… lontano. E, soprattutto, in alto! Gli ignoranti non intuiranno capiranno godranno mai, fino in fondo, la Grande Bellezza della Letteratura, della Scrittura, della Parola.

L’Illuminazione è Scintilla: uno stato di Grazia, una Benedizione, una Preghiera.

Non c’entra la Cultura orientale. Le pagine di Calvino illuminano. Aprono e spalancano la Mente: i suoi corridoi e i vicoli, le sue celle e gli anfratti; ma, anche i suoi sentieri sterrati colmi di tracce segni codici…

Cioè -le pagine di Calvino- lanciano fasci di luce, che illuminano a giorno, i lati oscuri o in penombra della Mente, ma anche le cime innevate dei Sogni accarezzati caldi teneri.

E tutti siamo così: oscuri e ombrosi e, anche, sognanti e coccolòsi… Calvino ci aiuta a conoscerci meglio, a capirci; a com-prendere, a com-prenderci.

In verità, in verità vi dico: -Calvino ci aiuta a vivere!

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