Cultura della dis-abilità. La via italiana all’integrazione

Ha senso parlare oggi, quaranta anni dopo, della VIA imboccata e percorsa dalla Scuola italiana relativamente alla Cultura della disabilità, dopo la Relazione del “Documento FALCUCCI” del 1975 e la conseguente Legge n. 517 del 1977?
Cosa è successo? Come sono andate le cose? A che punto siamo? Come stiamo oggi, nel tempo della Buona Scuola di Matteo RENZI (Presidente del Consiglio) e degli Insegnanti sul piede di guerra in tutta Italia, da mesi, per una ‘riforma’ (l’ennesima!) che “s’ha da fare”, com’è è?


Le domande sono tante e, tuttavìa, la sintesi è opportuna necessaria obbligatoria se non si vuole … vendere fumo ma solo e soltanto arrosto. Magari poco, ma che sia ‘arrosto’: sostanza onesta, verità giusta, … E in giro -va detto, per inciso- ai vari livelli istituzionali e non, è ‘pratica’ quotidiana la … vendita di fumo …
Ebbene, il Seminario di ricerca di Sassari (19 giugno 2015), organizzato e voluto dall’U.I.L.D.M. (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ha provato a dare una risposta attraverso la voce di alcuni studiosi e, tra gli altri, quelle di Francesca ARCADU, Giuseppe FARA e Stefano SOTGIU.
Ma, chi è andato in profondità, attraverso un’analisi socio-politico-culturale impietosa documentata scientifica è stato Francesco FUSCA (Ispettore emerito, Ministero P.I. / I.U.R.).
Ha introdotto il tema, opportunamente, la intensa relazione della Presidente dell’Uildm (sezione “Andrea CAU”) Gigliola SERRA che, tra l’altro, ha detto: «Anche quest’anno la nostra Associazione vuole rispondere a uno dei propri scopi, che è quello di promuovere iniziative utili per soddisfare i bisogni delle persone con disabilità, ritenendo inalienabile il diritto alla loro autonomia, al pieno sviluppo della personalità e alla partecipazione ad attività sociali, culturali, economiche e politiche. In tal senso, un primo passaggio importante per facilitare il raggiungimento di tali diritti è segnatamente svolto dalla scuola.
L’Italia -ha sostenuto ancora Serra- è nota in tutto il mondo dal 1977, quando venne promulgata la Legge 517/77, che sancì l’abolizione delle “classi speciali” e l’inserimento di alunne e alunni con disabilità nelle classi normali. Dagli Anni Settanta ad oggi si è passati gradualmente dal concetto di inserimento a quello di integrazione degli studenti con disabilità, processo che ha dato attuazione al diritto allo studio anche per questi alunni, implementando tutto quanto era necessario a favorire la partecipazione e il rendimento e garantendo, in Italia, l’istruzione in ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia all’università, come testimoniato pure dall’ampia produzione normativa. E tuttavia, è ancora necessario lavorare attraverso la formazione, l’istruzione e l’educazione, per costruire la cultura dell’integrazione, in modo tale da permettere ai vari mondi che ruotano intorno alle persone con disabilità di comunicare su tutti i livelli dell’interazione. Per questi motivi abbiamo promosso il convegno del 19 giugno, con l’intento di riflettere appunto sul concetto di cultura della disabilità, inteso non solo come accesso alla cultura per le persone con disabilità, ma anche come formazione all’accoglienza di tali persone, parti integranti della diversità umana e dell’umanità stessa».
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Quindi la Lezione magistrale di Fusca, il quale, in sintesi, ha sostenuto che:
INCLUSIONE INTEGRAZIONE VALORIZZAZIONE -delle Persone con disabilità: in Famiglia, a Scuola e in Società- sono le parole calde della CULTURA DELLA DISABILITÀ e che, soprattutto, su ‘Valorizzazione’ bisogna incentrare gli sforzi per la realizzazione del “Progetto di Vita” felice, personale e sociale, nel Lavoro.
Si è passati, nei fatti, da una Società (e da una Scuola) ‘senza’ Persone disabili a una Società (e a una Scuola) ‘con’ Persone disabili, nelle quali le diversità e le differenze “si vedono” e si considerano, finalmente!, ‘ricchezza’ -patrimonio della migliore Umanità- perché in-centrate sul Valore dell’ESSERE, che è l’opposto dei dis-Valori dell’ ‘avere’ - ‘profittare’ - ‘apparire’).
Il ‘MIRACOLO’ -i primi ‘passi’, luminosi splendenti meravigliosi, verso la VIA ITALIANA ALL’INTEGRAZIONE- l’hanno compiuto: (A) la “Commissione Falcucci” e il suo ‘Documento’: “Relazione Falcucci” (1975); (B) la famosa Legge n. 517/77, con cui si imbocca … la strada giusta, appunto: la VIA ITALIANA ALL’INTEGRAZIONE, grazie alla quale i soggetti con disabilità stanno interagiscono frequentano ‘DENTRO’ LA CLASSE - ‘CON’ GLI ALTRI, TUTTI (‘normali’ [?]; BES; zingari; DSA; ADHD; svantaggiati; ‘stranieri’; …), alla pari, anche se con qualche ‘aggiustamento’; ‘con’ l’insegnante specializzato/a per il sostegno; ‘con’ il servizio socio-psico-pedagogico; nelle “classi aperte”; ‘con’ i docenti curricolari sensibilizzati e responsabilizzati sulla formazione di tutti, alla pari; … Insomma, una vera e propria Mini-Riforma, la 517, come è stata definita all’epoca dalle testate giornalistiche nazionali.
A mo’ d’esempio, ha dichiarato l’Ispettore, ancora, occorre almeno ricordare le seguenti tre norme:
1^) la LEGGE QUADRO n. 104/92: Per l’assistenza, l’integrazione e i diritti delle persone handicappate; 2^) la LEGGE n. 68/99 12 marzo: Norme per il diritto al lavoro dei disabili -e, anche- LEGGE n. 17/99 28 gennaio: Integrazioni e modifiche alla Legge n. 104/92, per la frequenza delle persone in situazione di handicap delle Università italiane; e, infine: 3^) la LEGGE-QUADRO n. 328/00 8 ottobre: La realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;
È fondamentale la ‘pratica’ della MOTIVAZIONE COMPETENTE -la relazione umana calda; il dialogo comunicazione/empatìa- che è già, di per sé, professionalità competente alta, di qualità, vincente sotto il profilo del ‘formare’ (FORMAZIONE DELLA PERSONALITÀ come insieme, armonioso, di Educazione e di Istruzione).
Bisogna sempre più puntare sul S. F. I.: Sistema Formativo Integrato, nel quale la Scuola è ‘dentro’ la Società con posizione epicentrica e di primazìa cultural-civile, e inter-agisce miratamente per la formazione armoniosa della personalità degli studenti/esse Cittadini/e.
Sono ‘vincenti’ (e vanno nella direzione della realizzazione concreta della VIA) i ruoli socio-culturale e politico dell’ASSOCIAZIONISMO e del VOLONTARIATO; e del TERZO SETTORE e, cioè, di quegli Enti che operano e si collocano in determinati settori, ma non riconducibili al mercato del lavoro, né alle istituzioni statali pubbliche. Il fenomeno tuttavia non si presta ad essere ricondotto a semplici schemi definiti, trattandosi di una realtà sociale, economica e culturale in continua evoluzione -
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A corredo integrativo di una VISIONE OLISTICA della Via italiana all’integrazione e della attuazione piena di questa, Francesco Fusca ha proposto e offerto, almeno: (a) la DIMENSIONE AFFETTIVA della Cultura della disabilità: Amore e Sesso; (b) la CINEMATOGRAFÌA SPECIALE; (c) la PET-THERAPY e dintorni.
------- (a) DIMENSIONE AFFETTIVA.
L’Educazione dei sentimenti: Sesso e Amore nelle Persone disabili
… sulla scia degli studi scientifici di Wilhelm REICH …
COME SMETTERE DI ESISTERE E COMINCIARE A VIVERE. Conversazione sulla natura della mente e sul suo rapporto col mondo reale: ne hanno parlato: M. DE CARO, A. PASCALE, A. BENINI (Milano, 15 novembre 2014).
[@] … in: www.superando.it -in particolare, negli ultimi mesi del 2014- si può sapere e ci si può documentare, profondamente, sul Diritto all’Educazione dei Sentimenti e del Sesso delle Persone con disabilità (lieve grave gravissima);
[@] ne scrivono, criticamente, tra gli altri: a mo’ d’esempio: Andrea PANCALDI, La sessualità e le parole che “danzano in punta di piedi”; Antonio G. MALAFARINA, Assistente sessuale? Solo se si fa bene; Franco BOMPREZZI, Il diritto di non essere usati, neppure per una buona causa; Simona LANCIONI, La sessualità e la “banalità del bene”; Claudia CESPITES, Amore e sessualità: “non c’è un modo”!
#Ё#
l’EDUCAZIONE DEI SENTIMENTI (Amicizia, Amore, Sesso, Com-prensione, Gioia, Coraggio, Lealtà, …) non è stato mai un problema da affrontare e risolvere (tentare, almeno) da parte di chi ha governato e governa -politicamente- l’Italia e la sua Scuola… Perché? Perché nell’U. E. si fa?
nella Storia della Scuola del nostro Paese -e nei Programmi didattici della Scuola- mai si è affrontato seriamente (scientificamente) il tema/problema dell’Educazione emotiva e sessuale nei giovani e nelle giovani. Per gli studenti/esse con disabilità, poi, nemmeno a pensarci …
va bene così? Assolutamente, no! Anzi, per essere chiari: -Va malissimo!
#@# Scrive Andrea DESIDERI, in un gran bell’articolo dal titolo:
UOMO O DONNA PRIMA CHE DISABILE
La figura delle “terapiste del sesso” è necessaria sicuramente, ma non indispensabile ed è d’obbligo sottolineare che per quanto concerne l’handicap, il sesso a pagamento, o sotto forma di terapia, non è l’unica via. C’è anche la possibilità di venire scelti ed essere amati per quello che si è: uomo o donna, prima che disabile (in: superando.it del 15 maggio 2014).
#@# Scrive Simona LANCIONI, in un articolo accorato e struggente, dal titolo:
L’ASSISTENTE SESSUALE E LA “MORALE DEL LEOPARDO”
Nello mese di aprile 2014 è stato presentato in Senato un Disegno di legge recante Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità, un testo che prevede l’istituzione nel nostro Paese della «figura dell’assistente per la sana sessualità e il benessere psico-fisico delle persone disabili o assistente sessuale» (in: superando.it del 3 luglio 2014).

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------- (b) CINEMATOGRAFÌA SPECIALE.
… quando il Cinema speciale diventa ARTE …
A mo’ d’esempio: (ё) A ruota libera. Film del 2000, diretto e interpretato, tra gli altri, da Vincenzo SALEMME, che vive la storia umana di un ‘paralitico’ sui generis; (ё) L’ottavo giorno (1996. Pascale DUQUENNE, attore: Persona affetta da sindrome di Down); (ё) Il mio piede sinistro; Rain man; (ё) Il figlio della luna; (ё) Il club degli imperatori; (ё) Rosso come il cielo (regìa di Cristiano BORTONE, 2007); (ё) Stelle sulla Terra; (ё) L’attimo fuggente. … quando la Mente fugge a se stessa perché l’Educazione è rigida autoritaria autoreferenziale e porta alla Morte …; (ё) Forrest Gump; (ё) Il mio piccolo genio; (ё) Risvegli. … misteri della Vita – misteri dell’Oltre: quando la realtà è più della fantasìa…; (ё) Qualcuno volò sul nido del cucùlo; (ё) Quasi amici (2011); (ё) Genio ribelle; …
E DULCIS IN FUNDO: (A) Il delicato argomento della sessualità nelle persone disabili è centrale in La teoria del volo, film inglese del 1998, che si fregia della presenza di Kenneth BRANAGH nelle vesti dell’artista fallito, costretto dai servizi sociali ad assistere una ragazza con una malattia degenerativa, Jane, che vuole perdere la verginità prima di morire; (B) In Sei bella, Jeanne si intreccia una storia d’Amore tra due Persone paraplegiche (Canada, 1987); (C) In Figli di un Dio minore si vive, intensamente, l’Amore tra due Persone: l’uno ‘normale’, l’altra sorda.

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-------> (c) PET-THERAPY e dintorni.
… il bisogno umano di ossitocìna e còccole, di Amore …
Un’esperienza, sperimentazione, della Scuola calabrese. Antonio DI MATTEO (a cura di), Quando il terapeuta è un cane - Atti del Progetto ‘Argo’ di Pet-therapy, Jonia Editrice, Cosenza 2005, pp. 140 (con Prefazione di Giuseppe TREBISACCE; Presentazione di Francesco FUSCA; Introduzione di C. BASILE) l’esperienza luminosa-illuminante di Cassano all’Ionio (Cosenza): a. s. 2003-04; una diecina di bimbi/e disabili; il cane Snoopy (un cucciolo di Labrador); una mamma; un istruttore cinofilo; alcune Persone “addette ai lavori”; … Il “contatto mirato” con il cane -il Progetto pedagogico/sanitario ‘Argo’- ha sortito effetti benefici, inattesi e, forse, insperati. Difatti, certa autonomìa, certe abilità, certe capacità ‘dentro’ la Persona ‘con’ disabilità (e anche ‘senza’ disabilità) … aspettavano QUALCOSA-QUALCUNO (un ‘gesto’ una ‘parola’ un ‘segno’…), per essere esternate positivamente socialmente condivisibilmente… Snoopy…
Domanda: -Cosa potrà fare mai un animale a contatto con una Persona e, in particolare, con una Persona disabile? Risposta: -Miracoli prodigi magìe!
Con Pet-therapy si intende diffusamente (in particolare per la Cultura inglese) qualcosa di morbido da accarezzare. Con la ‘presenza’ e la ‘assistenza’ di cani, gatti, conigli, pappagalli, cavalli, asini, tartarughe, …, la Pet-therapy diviene funzionale alla Terapia medica: essa diventa, pertanto, co-terapica. Pet-therapy (in italiano zooterapia) è “terapia dolce”, e riguarda il rapporto d’Amicizia tra una Persona e un animale. -Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicologico-emotivo. -La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia.
Boris LEVINSON, neuropsichiatra infantile, descrisse le sue teorie, intorno al 1960, sugli effetti benefici del rapporto Uomo-animale e le applicò veramente nella cura dei suoi pazienti. Ovviamente, tale rapporto d’Amicizia si attua in ambienti clinici preparati e non in qualsiasi luogo della casa o della strada o del parco …
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Per concludere (?), in bellezza! Due pensierini …
* per Ban KI-MOON: La disabilità è parte della condizione umana, quasi tutti a un certo punto della vita sperimentano la malattia e l’inabilità (in: Focus, novembre 2013. Ban Ki-moon è Segretario generale dell’ONU);
* per la … saggezza: La disabilità è una ‘condizione’ che segna la vita di un miliardo di persone e riguarda tutti da vicino.

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