Storie amare di umana in-giustizia (dis-uguaglianza)

francesco fuscaCORVO: -A mio credere il burattino è bell’e morto; ma se per disgrazia non fosse morto, allora  sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo.
CIVETTA: -Mi dispiace di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è  morto davvero (1).

Non sono molti, in verità, nella Storia universale, i medici-letterati; mentre, invece, i medici-scrittori, probabilmente, sì!
D’altra parte, se un medico scrive un libro questo non è, necessariamente, un testo letterario, degno di attenzione critica e di successo sociale. Può darsi. Epperò.


Epperò, esprimere, armoniosamente, la Cultura e l’Esperienza di una Persona con la ‘competenza’ della Scrittura e l’’originalità’ dello Stile, dentro/con una Ispirazione -sempre difficile e complessa, perché l’Ispirazione è come l’araba fenice, famosissima, della quale ciascun dice, ma dove sia nessun lo sa …- ebbene, tutto ciò non è una “questione piccola” né una ‘cosa’ di poco conto …
E, difatti, il chiacchiericcio pettegolezzo cicaleccio che avvolge il Globo -magari googleando smodatamente/drogatamente per molte ore al giorno- nel nostro Tempo liquido (che è anche L’epoca delle passioni tristi, delle quali M. BENASSAYAG e G. SCHMIT descrivono, già una diecina di anni fa, le luci e le ombre), dentro una Società conoscitiva vieppiù glocale, conduce a sensazioni emozioni sentimenti inediti e orribili, imprevedibili e tremendi.
Stiamo pensando parlando scrivendo del nuovo oppio per/dei Popoli: l’abitudine e l’assuefazione alle guerre diffuse sul Pianeta; alle Persone che muoiono, per motivi e motivazioni in-comprensibili (soprattutto, bambini/e, donne, disabili, vecchi, …); alla povertà (fame, medicine minime, …), per la quale si muore, nel Mondo, per un euro circa al giorno che non c’è; …
Tutto ci sembra ormai giusto: -È così e basta! E anche: -Cosa ci posso fare? Pertanto, diventa ‘normale’ che il Mediterraneo sia cosparso di cadaveri, che il “buco dell’ozono” aumenti, …
Solidarietà e sussidiarietà, com-prensione e aiuto-reciproco sono ‘parole’ molto chiacchierate. Broccolo issa, più volte, la bandiera, chiara luminosa splendente, dell’art. 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana-
E non è solo una questione di ‘salute’ delle Persone, ma anche una questione di ‘salute’ della Natura e del Pianeta.
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Ciò emerge con forza e determinazione nel libro di Angelo BROCCOLO, Passai l’estate… -cento giorni di guardia medica- (con Prefazione di Armando DE ROSIS, Presentazione di Eugenio CORCIONI e Illustrazioni di Sara CASCIARO; Falco editore, Cosenza 2015, pp. 126), nel quale l’autore si schiera, apertamente:
(a) dalla parte degli ultimi della Terra (poveri, diseredati, immigrati, … sostanzialmente, ahimé!, Persone invisibili alle Istituzioni dello Stato, a livello nazionale e inter-nazionale). L’autore esplicita, fino in fondo, il suo pensiero positivo, riportando una delle ennesime citazioni (che imperlano altamente il libro): quella, famosa, del Vangelo dell’apostolo MATTEO: Perché io ho avuto fame e voi mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato nella vostra casa; ero nudo e mi avete dato i vestiti; ero malato e siete venuti a curarmi; ero in prigione e siete venuti a trovarmi. In verità, vi dico: tutte le volte che avete fatto ciò a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me! (p. 113).
(b) dalla parte dell’Ecologìa materiale (lotta ai vari diversi letali inquinamenti fisici-naturali) e soprattutto dalla parte dell’Ecologìa im-materiale: Ecologìa della Mente (2): da un lato, lotta senza quartiere spietata feroce, pertanto, alle ipocrisìe doppiezze imposture politiche sociali economiche; dall’altro, speranza e fiducia nella Cultura plurale democratica libera: vera reale diffusamente con-divisa.
Scrive l’autore di Santa Sofia d’Epiro (Cosenza): imparai sin da ragazzo che man mano che si sale sui gradini della scala sociale, si diventa più poveri di valori e meno predisposti alla solidarietà. Ha ragione il Presidente dell’Uruguay Josè Muijca: È povero non chi ha poco, ma colui che necessita di infinitamente tanto … (p. 13).
Leggendo le 124 PILLOLE DI SOLIDALE UMANITÀ: di umana com-prensione partecipazione azione nei confronti della sofferenza (sovente per colpa di uno Stato che contempla dichiara garantisce i Diritti “sulla carta”; ma che poi, “nei fatti”, li ignora e li snobba con mille motivi e motivazioni … Che fanno tanto male al Cuore e alla Mente. Dell’Umanità tutta …
… Ciò che faccio / È solo una piccola goccia nell’oceano. / Ma mi piace pensare che l’oceano / Sarebbe più piccolo senza quella goccia… dichiara -dall’alto della sua notissima santità- Madre TERESA di Calcutta (in verità di Skopje, Albania); Premio Nobel per la Pace, 1979, attribuito con la seguente motivazione: «Per il lavoro compiuto nella lotta per vincere la povertà e la miseria, che costituiscono anche una minaccia per la pace».
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Man mano che si va avanti nella lettura, piacevole scorrevole ironica, ci si convince che si tratta di un “libro eminentemente politico”. Di un libro di Dignità Coerenza Onore, in cui la Politica ha la P rigorosamente maiuscola, perché ciò che si racconta si sostiene si testimonia è dalla parte degli altri, degli ultimi, degli invisibili. E che ci urla, con don Lorenzo MILANI: Fai strada ai poveri senza farti strada. (…). Diventare sovrani! Altro che medico o ingegnere.
Pertanto, si può tranquillamente affermare che la dimensione che permea la Scrittura, che è sangue, è la Politica. Scrittura che è una “simpatica combinata” di lingua italiana dialetti lingue ‘straniere’ varie. A volte la professione medica è un crocevìa crogiuolo coacervo di ‘lingue’ e di dialetti delle lingue ‘straniere’ delle Persone che arrivano, che hanno bisogno, che hanno Diritto alla “buona salute” in qualsivoglia luogo della Terra si trovino. Così come si legge, in particolare all’art. 25, della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo (adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948).
Questo Passai l’estate… è UN LIBRO PER TUTTI, perché è un libro di universale profonda partecipata sofferta Umanità (Solidarietà). È un libro di Speranza, che crede e investe nella Politica: nella Politica con la ‘P’ grande, perché davvero DALLA PARTE DEGLI ALTRI e, soprattutto, dalla parte dei poveri e degli ultimi della Società glocale. È un libro, dunque, chiaramente evidentemente apertamente di Poesìa. Che significa emozioni, sguardi oltre l’Oltre, verso l’Infinito, dentro il Mistero che mistèra. Sempre … Alla ricerca del Senso della Vita e del suo Viaggio, per affrontare serenamente il Mistero che mistèra …
Gli anni a seguire -annota la XXXVI pillola del 6 settembre 2013- hanno dato e hanno tolto, ma le idee rimangono salde e l’esempio di scelte controcorrente (…) appare non solo opportuno, ma persino necessario (p. 44).
Quando io do da mangiare a un povero -riflette Dom Hélder CÂMARA- tutti mi chiamano santo. Ma quando chiedo perché i poveri non hanno cibo, allora tutti mi chiamano comunista.
L’Ospedale e le scelte di (mala) politica. Ne parliamo o sorvoliamo? Una sola, amara, riflessione: a fronte del fatto che della nascita e costruzione dei “grandi ospedali” si parla da sempre, sta che -l’altro ‘fatto’- in un batter di ciglia nel concreto si sono chiusi i ‘piccoli’ ospedali…(p. 48).  Ho appena appreso di un’altra morte, una persona di soli cinquantacinque anni, con il torto di aver vissuto nell’Alto Jonio casentino, non ce l’ha fatta a raggiungere Rossano (p. 51).
Tra le belle significative profonde citazioni, di cui è corredato il volume, riflettiamo su questa di Tenzin GYATSO: Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute.
Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente; in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto (p. 53).
Le ‘perline’ che Angelo Broccolo offre ai… palati culturalmente alti onesti morali, sono raffinate gustose squisite. Assaporiamo la LXVII: Tra poco si parte… / Presto, amici e compagni di Facebook… / I bimbi di Extremadura / vanno scalzi. / Chi ha rubato loro le scarpe? Li ferisce il caldo e il freddo. / Chi ha strappato i loro vestiti? / La pioggia / bagna loro il letto e il sonno. / Chi demolì la loro casa? / Non sanno i nome delle stelle. / Chi chiuse la loro scuola? I bimbi di Extremadura / sono seri. / Chi fu che rubò i loro giochi? (pp. 59-60).
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In linea con le sue scelte politiche, che gli costano fatica incomprensioni ostilità, il broccolo-pensiero è chiaro sino allo spasmo: Oggi voglio viaggiare con chiunque si opponga ai disvalori del nostro tempo. (…). A me piace essere tra quelli che sono diversamente abili nella vita di tutti i giorni, politicamente, che il potere (non saresti nessuno se non ci fosse chi dall’alto ti legittima, si sentì rispondere Pilato), sia la bestia da combattere… (p. 57).
La ‘conseguenza’, in una SCELTA DI SENSO che non ammette equivoci, si trova nelle pagine 41-42. Si parla di Iqbal MASIH, così come Iqbal si chiama un paziente del medico Broccolo.
Ma, chi è Iqbal Masih? Un bambino, ucciso colpito assassinato a 12 anni, perché aveva tolto la testa dal sacco della prigionìa violenza sopruso. Non si dovrebbe vergognare solo il Pakistan, ma l’Umanità intera. Perché tutti siamo colpevoli, se succedono ‘queste’ cose …
Iqbal nato nel 1983 viene ammazzato il 16 aprile 1995. Nel 1992 riesce a raccontare la sua storia di segregazione e di sfruttamento. Molti ne parlano, l’opinione pubblica sa denuncia condanna. L’unica soluzione è UCCIDERE QUEL BAMBINO. E succede. Il ‘potere’ è seccato infastidito disturbato … E la ‘reazione’ è sempre la stessa, come in ogni tempo della Storia universale dell’Uomo e della Donna: esibisce, vistosamente, il ‘caino’ che c’è il lui: nel ‘potere’ e negli uomini/donne (con la ‘u’ e la ‘d’ rigorosamente in minuscolo!) che lo esercitano …
Il libro è scritto bene, parafrasando -il disturbatore diverso perturbatore- Oscar WILDE.
Esso giova alla salute mentale (ma, anche psico-fisica) delle Persone migliori. Fa bene, ancora, a quelle Persone, sparse nei vari Partiti politici della nostra Italia nell’Unione Europea, che sono integre, dalla parte degli altri (dei miseri modesti invisibili), consapevolmente impegnate responsabili oneste. Conviene, infine, alle Persone dell’Utopìa e della Città del Sole che non sono poche, che sono con Tommaso MORO e con Tommaso CAMPANELLA …

CORVO: -A mio credere il burattino è bell’e morto; ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo.
CIVETTA: -Mi dispiace di dover contraddire il Corvo, mio illustre amico e collega: per me, invece, il  burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è  morto davvero.

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(1) COLLODI (Carlo LORENZINI. Firenze, 1826-1890), Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, anno di pubblicazione 1883.

 (2) Nel suo famoso volume Verso un’ecologia della mente, Gregory BATESON (1904-1980, inglese) esordisce così: L’ecologia della mente è una scienza che ancora non esiste come corpus organico di teoria o conoscenza, che affronta, tra l’altro, questioni cruciali come: la simmetria bilaterale di un animale, la disposizione strutturata delle foglie in una pianta, l’amplificazione successiva della corsa agli armamenti, le pratiche del corteggiamento, la natura del gioco, la grammatica di una frase, il mistero dell’evoluzione biologica, e la crisi in cui oggi si trovano i rapporti tra l’uomo e l’ambiente.
Sostiene, inoltre, che: Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale (in: Dove gli angeli esitano).
Vale la pena, infine, qui, ricordare brevemente, che per Gregory Bateson:
(A) la dimensione olistica è un’Utopìa cui tendere, tutti.
In effetti, a nostro parere, l’Armonìa umana è l’insieme delle Idee che dialogano; delle Lingue che meravigliano; delle Confessioni che si rispettano, nell’unica Verità che non ammette “le verità”; delle Etnìe che si ammirano; dei “Colori delle pelli” che ispirano l’arcobaleno e lo esaltano di splendore; degli Usi e Costumi che diventano la Grande Bellezza dei Popoli della Terra, in Viaggio verso la Civiltà (come l’insieme delle civiltà); …
(B) che in due sue opere, famosissime, soprattutto, questa visione viene esplicitata, e che esse sono: Verso un'ecologia della Mente (Steps to an Ecology of Mind, 1972), e Mente e Natura (Mind and Nature, 1980);
(C) il DOPPIO LEGAME è la teoria che spiega oggi, fondamentalmente, la schizofrenìa.

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