Leggere: Giornata mondiale dell’emancipazione mentale (23 aprile) LA LETTURA È LA LIBERTÀ

francesco fuscaInsomma, ‘leggere’ (e leggere sempre di più) significa, tout court, essere ‘liberi’ (sempre di più ‘liberi’). ‘Leggere’ è Cultura: la Paideia dei Greci, l’Humanitas dei Romani. E questo lo abbiamo ‘sperimentato’ direttamente, sulla nostra ‘pelle’…
E in un mondo di persuasori occulti e di violenti manovratori delle coscienze (e dell’economia e dei mass-media, compreso Internet) -in cui i ‘ricchi’ del mondo diventano sempre più ricchi (e in minor numero) e i ‘poveri’ del mondo diventano sempre più poveri e in numero sempre crescente- solo Dio sa come/quanto è importante, fondamentale, LEGGERE per intuire sapere capire… quel succede intorno, criticamente, vicino e lontano.


LEGGERE è esplorare decifrare interpretare la FORZA POTENZA ENERGIA del leggere a tuttotondo che è esplorare scoprire indagare sforare penetrare… l’emerso e, soprattutto, il sommerso di questa nostra Società conoscitiva glocale liquida e dei suoi protagonisti attori comparse…
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AMARE LA LETTURA. Amare la lettura significa trasformare le ore noiose, che inevitabilmente capitano nella vita, in ore deliziose. Non soltanto le letture serie sono utili -continua MONTESQUIEU (in: Pensieri scelti)- ma anche quelle piacevoli, poiché c’è un momento in cui tutti abbiamo bisogno di un sano divertimento.
Anche gli studiosi devono essere ripagati piacevolmente delle loro fatiche.
Pure le scienze traggono vantaggio dall’essere trattate in modo elegante e con gusto.
È bene dunque scrivere su tutti gli argomenti e in tutti gli stili.
La filosofia non deve essere isolata: ha rapporti con tutto.
Lo studio è stato per me il rimedio sovrano contro i dispiaceri della vita, giacché non
ho mai avuto un dolore tale che non mi sia passato con un’ora di lettura.
Dicevo a Madame du Châtelet: «Voi rinunciate a dormire per imparare la filosofia; dovreste invece studiare la filosofia per imparare a dormire».
Si vorrebbe non morire. Ogni essere umano è propriamente un susseguirsi di idee che non si vorrebbe interrompere.
LA LINGUA. La lingua - per Giacomo DEVOTO (1964)- è di tutti gli appartenenti a una data comunità: di questi è a disposizione per l’intera giornata, per ogni ragionamento, per ogni affetto…
Essa è il cemento della società.
Di fronte alla lingua tutti sono uguali nel diritto-dovere di libertà e precisione nel proprio esprimersi, e di rispetto per il concittadino, perché comprenda.
Una società che non sente i problemi della sua lingua, nel loro continuo muoversi ed intrecciarsi, nel suo intrinseco civismo, è una società di istintivi, di estrosi, di irresponsabili e perciò simbolo di non-libertà, di non-giustizia.
LINGUA e LETTURA. La Lingua usata sin da bambini/e e le Letture fatte (soprattutto quelle dei primissimi anni di vita) sono radici in-estirpabili e sono appartenenza di sangue.
In fondo in fondo, Lingua e Letture sono i Luoghi dell’anima della Persona, che si relaziona con le ‘altre’ (e con queste, dialetticamente criticamente liberamente, dialoga).
In effetti -con Roger Martin DU GARD- con-dividiamo che: Dovunque si trovi, dovunque vada, l’uomo continua a pensare con le parole, con la sintassi del suo paese.
CARTACEO e VIRTUALE. La Lettura (e dintorni) e i ‘libri’ tra il ‘tradizionale’-cartaceo e il ‘moderno’-multimediale: è un falso problema! Lo affermano e lo svelano, tra gli altri, Umberto ECO (da molti anni) e importanti studi. Difatti, importanti studi dimostrano che il supporto cartaceo, il supporto fisico del libro per definizione, è preferibile per tante ragioni, soprattutto: una migliore comprensione, una migliore memorizzazione, una lettura più profonda. Questi sono gli argomenti di scienziati come Maryanne Wolf, di linguisti come Naomi Baron e persino di uno dei padri di Internet e di Google come Vint Cerf (Massimo MEDUGNO, in: Il Sole 24 Ore del 10 marzo 2015. Anche, in: la Repubblica del 13 marzo 2015).
RICCHEZZA PER LA PERSONA E PER LA COMUNITÀ. Sergio MATTARELLA, Presidente della Repubblica italiana, ha affermato, con visibile convinzione: Leggere è una ricchezza per la persona e per la comunità. È una porta che ci apre alla conoscenza, alla bellezza, a una maggiore consapevolezza delle nostre radici, ai sentimenti degli altri che spesso ci fanno scoprire anche i nostri sentimenti nascosti (Quirinale, 21 aprile 2.015, per la Giornata mondiale del Libro e del Diritto d’autore).

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