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Un ossìmoro o forse una preghiera -La mia libertà è la mia mente-

francesco fuscaL’ossìmoro è un viandante della Poesìa di Anna MANNA da Acerra (Napoli), che vive a Soverato (Catanzaro). Esso fa capolìno, qui e là, e ci indica il Senso della Vita come, a mo’ d’esempio: il tandem Vita-Morte e, allora, si ha l’impressione di non aver capito nulla. Che non è solo un’impressione …
L’ossìmoro, notoriamente, è una figura retorica che mette vicine due Parole che significano diversamente e che sono contraddittorie. Addirittura, la Poetessa, mentre invita a Non cercare (p. 44), subito dopo afferma: ho incontrato (p. 45).


Tutto questo per dire che l’esistenza umana è una continua sorpresa, che abbaglia illude inquieta. Ma, anche sorprende e meraviglia, entusiasma e proietta, …
E allora: Sorrido e lentamente mi rialzo (Aletti, 2.013 Villanova di Guidonia [Roma], pp. 50; Prefazione di Loredana TETI) -in continuità con Il paiolo pieno di patate (2.013)- è un inno all’azione consapevole, a quel fare per Essere (non “per avere”): per essere se stessi, con coscienza vigile, nel/sul Tempo che passa, calcolando nella somma dei giorni -dei ‘conti’ che non tornano mai!- le ‘cadute’ ma, sempre anche, le ‘ri-alzate’.
In questo contesto di idee SENECA ci impartisce la sua lezione. PERENNE. Sempre attuale, senza Tempo senza Spazio …

Moriamo ogni giorno:
Ogni giorno ci viene tolta una parte della vita
E anche quando ancora cresciamo, la vita decresce.
Abbiamo perduto l'infanzia, poi la fanciullezza, poi la giovinezza.
Tutto il tempo trascorso fino a ieri è ormai perduto;
Anche questo giorno che stiamo vivendo lo dividiamo con la morte.
Ci chiediamo: -Fino a quando sempre le stesse cose?
Svegliarsi e andare a dormire,
Mangiare e aver fame, aver freddo e soffrire il caldo?
Nessuna cosa finisce, ma tutte sono collegate in uno stesso giro:
Si fuggono e si inseguono.
Il giorno è cacciato dalla notte, la notte dal giorno;
L'estate ha fine con l'autunno, questo è incalzato dall'inverno,
Che a sua volta è chiuso dalla primavera:
Così tutto passa per tornare.
*** * ***

Identità e Libertà sintetizzano il canto struggente di Anna.
Come l’Onda col Mare e la Luna col Sole, così Anna abbraccia le asperità della Terra -le illusioni e le delusioni, le invidiuzze e le piccole gelosìe- e le trasforma d’Incanto e le riempie di Luce, dentro una Via che va e che è uguale per tutti: il Tempo (con la T rigorosamente maiuscola).
Non gioia o tormento è la Vita, ma Viaggio… Esplorazione di vite, per la Vita; ricerca tra le identità, per l’Identità; …
Non polvere di stelle è il Viaggio di Anna, ma Carne e Sangue che pulsano passione energia scintille. E più non diciamo!

*** * ***

La Poesìa di Anna Manna è come una Nevicata. Magari, una delle straordinarie Nevicate di Mimmo CANÒNICO da Cassano all’Ionio (Cosenza).
Come nella Pittura, così nella Poesìa, i versi di malinconìa di Anna fioccano e batuffolano sulla testa e, soprattutto, nel Cuore. Essi volteggiano e -danzando ghirigorando ondeggiando- planano quieti dolci teneri sui sentieri del Sogno. Che è il Sogno di Anna. E che è il nostro Sogno … magari nel Senso di SHAKESPEARE …
Malinconia / devastante, prepotente, / lacerante / sofferta. Malinconia / che mi possiede / che mi riempie / di tutte le solitudini, / di tutte le speranze. / Malinconia / che mi rannicchia / in un angolo del cuore (p. 38).
Anna è … racconto di ritmi di attimi di conchiglie; è spruzzata di coriandoli colorati variopinti screziati sulla VITA CHE VA – col/nel Tempo che trascorre, e rapido scorre, e s-confina verso l’Oltre, forse ‘dentro’ l’Oltre dell’Oltre delle Colonne d’Ercole: forse verso l’Infinito, sicuramente nel Mistero che mistèra …

*** * ***

Le Parole di Anna sono gocce di rugiada: mai fredde o cocenti, mai grigie rumorose caotiche; sempre, viceversa, Parole tiepide come un occhio che vede e non guarda; come una mano che sfiora e accarezza, e che non stringe e non schiaccia.
La Parola di Anna è Poesia di Consolazione, di Preghiera e forse di resurrezione, di Dialogo di anime, di … Namasté.
Non inquietudine o tristezza o dolore, ma -semmai!- Comprensione o, meglio ancora: Com-Prensione (nel Senso, soprattutto, di TERENZIO) è la Poesìa di Anna. Che è, pertanto, Poesìa-Consolazione: ‘coscienza’ lucida limpida chiara di ciò che è, profondamente, l’Esistenza umana; che si colora di malinconìa: Ninfa gentile: che avvolge s-volge coin-volge, bonariamente -nel suo mantello di rosa e turchino- il canto delle chitarre battenti delle Sirene, che allèvia consòla confòrta …

*** * ***

C’è una ‘coscienza’/una ‘consapevolezza’ dis-armante nei versi di Anna. Che sono semplici e facili, piccolicuccioliteneri (un po’ ungarettiani) e che, proprio per questo, sono profondi e penetranti, inquietanti sino all’angòscia.
Non c’è, però, tristezza dolore tormento nei versi -buoni- di Anna; non c’è pena o dispiacere nella Musica, morbida, dei versi suoi; ma c’è, semmai, solo, un pensiero una frase un’azione: Sorrido e lentamente mi rialzo. E che la dice lunga, assai lunga, ontologicamente pensando …
Vecchia casa / di vecchie mura, / finestre come / occhi spalancati / sul silenzio. /Nessun canto, / nessun bisbiglio, / sola attendi / nuova vita, / ma l’attesa / scava rughe / profonde. / Ai tuoi piedi / la polvere di / te stessa (p. 26).
Infine. L’Inno alla Libertà! Si coglie qui e là, nei libri di Anna Manna, il desiderio l’ansia di ‘evadere’. Che, non è, però, fuggire scappare dileguarsi; è, semmai, un voler “essere di più”, un ‘capire’ (com-prendere) maggiormente; un ‘saperne’ fin in fondo sul Senso della Vita e della Morte, sull’Amore, sul Tempo, sullo Spazio, …
La mia libertà è la mente (p. 36); Nel buio della mia stanza / i pensieri mi trafiggono, / ma fendenti di luce / li frantumano / e io sono libera (p. 37).
Anna ci prova con questo libro ‘rapido’, dimostrando -se ce ne fosse bisogno- che non è il numero di pagine che fa di un testo un buon libro, ma ben altro …
Anna -sulla scìa di Walt WHITMAN- ha contribuito alla continuazione del potente spettacolo -con un suo verso:
Oh me, ho vita! / DOMANDE come queste / Mi perseguitano, / Infiniti cortei d’infedeli, / Città gremite di stolti, / Che vi è di nuovo in tutto questo? / Oh me, ho vita! / RISPOSTA: / Che tu sei qui, / Che la vita esiste e / L’identità, / Che il potente spettacolo continui, / E che tu puoi contribuire / Con un verso.

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