Esposto sull'isola ecologica di Malvito. Il consigliere denuncia presunte irregolarità

Esposto sull'isola ecologica di Malvito. Il consigliere denuncia presunte irregolarità
MALVITO È stato accusato di “complotto politico e tradimento” dal sindaco Pietro Amatuzzo e dalla squadra “Malvito Bene Comune”, ma il consigliere Fausto Amatuzzo (nipote del sindaco) non si arrende. Non replica alle pesanti accuse ma agisce e lo fa con un esposto, indirizzato al responsabile del proccedimento, Vincenzo Bruno, al sindaco, alla segretaria comunale Silvia Giambarella, e al consigliere con delega all’Ambiente Walter Maccari (oltre alle autorità sovra comunali, Procura compresa), “volto ad accertare presunte irregolarità nella conduzione dell’appalto relativo a «Lavori di Realizzazione Centro di raccolta a supporto della raccolta differenziata dei rifiuti urbani del Comune di Malvito – POR CALABRIA 2007-2013 - Linea d’intervento 3.3.2.1». Richiesta revoca/annullamento bando di gara ed atti conseguenti”.
Nel documento, inoltre, l’ex membro della maggioranza, oggi nel gruppo misto, segnala e denuncia “l’illegittimità/nullità dell’atto di acquisizione della disponibilità del terreno, acquisito dal sindaco con una scrittura privata in violazione delle competenze attribuite al Consiglio Comunale dall’art. 42 del Tuel, lett. L e dall’art 16 del vigente statuto Comunale, lett. L; la violazione delle competenze del Consiglio Comunale in materia di acquisti immobiliari (art. 42 Tuel); e l’illegittimità delle eventuali corresponsioni a titolo di frazionamento e/o acquisto definitivo effettuate sulla base della scrittura privata”. Per Fausto Amatuzzo, quindi, la procedura sarebbe «viziata sin dalla pubblicazione del bando di gara e dalla produzione di qualunque altro atto di conferimento di incarico, avendo la Stazione Appaltante indetto la gara d’appalto, per la quale si è già proceduto ad aggiudicazione provvisoria, verso l’unica ditta partecipante senza avere la disponibilità del terreno». Infatti, secondo il consigliere alla richiesta dell’atto di acquisizione e disponibilità del terreno sarebbe stata fornita una “scrittura privata per promessa di vendita terreni” sottoscritta dal sindaco. Cosa, questa, che violerebbe le competenze attribuite al Consiglio Comunale (art. 42 del Tuel e art. 16 del vigente statuto comunale). «Un atto -dice- a mio avviso chiaramente viziato da illegittimità/nullità in quanto prodotto dal sindaco in condizioni di assoluta incompetenza normativa sull’acquisto di immobili, considerato che il Consiglio Comunale avrebbe dovuto approvare una specifica Delibera, corroborata dai necessari pareri dei Revisori dei Conti, di quello tecnico e contabile del Responsabile del Servizio Finanziario, nonché da una perizia circa la valutazione della congruità del prezzo». In tutto ciò si punta ad ottenere “l’immediato annullamento e revoca dell’appalto”, in attesa del “necessario ripristino delle nome”.
 
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