Spezzano, Crisi economica e unione dei comuni

Spezzano, Crisi economica e unione dei comuni
SPEZZANO ALBANESE La crisi economica e i tagli continui ai trasferimenti dal Governo Centrale mettono sempre più a rischio le scarse economie dei comuni al di sotto di un certo numero di abitanti. È quanto emerge da un’analisi fatta sul territorio dei comuni di Spezzano Albanese, Terranova da Sibari, San Lorenzo del Vallo e Tarsia che, nonostante gli sforzi messi in atto dagli amministratori locali, a stento alcuni servizi riescono ad essere garantiti. Sacrifici, responsabilità di scelte impopolari e, soprattutto, l’incomprensione da parte dei cittadini sono solo alcuni degli elementi che scaturiscono da un’attività amministrativa sempre più faticosa e affannata, alla ricerca di risposte ad esigenze più complesse di un territorio in chiara fase espansiva, rallentata però dalla mancanza di riscontri utili.
Alla luce di tutto ciò, nonostante siano passati diversi anni, i sindaci del comprensorio (Ferdinando Nociti di Spezzano, Luigi Lirangi di Terranova, Vincenzo Rimoli di San Lorenzo e Roberto Ameruso di Tarsia) insistono nella direzione dell’istituzione dell’Unione dei Comuni, cosa che dovrebbe portare oggettivi miglioramenti non solo alla qualità dei servizi offerti ai cittadini ma, soprattutto, un risparmio delle economie che, di questi tempi, risulta essere uno degli obiettivi principali da raggiungere. Sono quasi 20mila, infatti, gli abitanti complessivi dell’intero circondario dei quattro comuni, e soddisfare tutte le richieste sarà cosa non semplice. Sta di fatto che la cooperazione è in atto e la cosa qualche risultato in realtà lo ha prodotto. Si pensi all’ottenimento del presidio del 118 h24 che dovrà essere attivato a Spezzano Albanese e che sarà utile per tutto il comprensorio. Una battaglia comune, sostenuta dai sindaci che, proprio a sottolineare la collaborazione, avevano tenuto una conferenza stampa congiunta per presentare il risultato ottenuto. Meno felice, invece, l’esito del presidio del Giudice di Pace. Un baluardo storico per la città di Spezzano e i paesi limitrofi che, però, a causa dei suddetti tagli è stato chiuso, nonostante lo sforzo, così è stato detto, da parte degli stessi amministratori a fronte anche di offerte di collaborazione gratuita di un cancelliere in pensione. Sta di fatto che questo argomento è stato definitivamente accantonato e nessuno ha più dato spiegazioni definitive circa quanto accaduto, ma tant’è. Oggi, invece, si punta a creare sinergie, ad “uscire dai propri orticelli”, ad “abbandonare i campanili” per creare una sola realtà che, “fra qualche anno”, potrebbe diventare un’unica municipalità.   
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