Aperta la porta Santa a Spezzano

Aperta la porta Santa a Spezzano
SPEZZANO ALBANESE - Alle 16.40 il vescovo della diocesi di Rossano-Cariato, mons. Giuseppe Satriano, ha aperto a Spezzano Albanese, comune che fa vicaria con Terranova da Sibari, Tarsia e San Lorenzo del Vallo, la Porta Santa nel Santuario della Madonna delle Grazie.
Una cerimonia solenne che ha visto la partecipazione di tanti fedeli giunti anche da fuori territorio, dei parroci dei comuni limitrofi e non solo, e dei quattro sindaci Ferdinando Nociti, Luigi Lirangi, Roberto Ameruso e Vincenzo Rimoli. Un’occasione importante, l’ha definita il presule, per fare “una profonda riflessione” e assumere un “impegno civico” in questo anno della misericordia. Ed è proprio dal significato della parola “misericordia” che mons. Satriano ha dato inizio alla sua omelia, sottolineando come il concetto da seguire sia quello di “un cuore capace di aprirsi e farsi attento alle miserie dell’uomo”. «Questo è un momento forte di grazia -ha aggiunto- che non può essere fine a se stesso ma deve trasformarsi in percorsi di civiltà». E facendo riferimento al Cristo, “vera porta della misericordia”, venuto sulla terra per pagare con la vita il suo sacrificio, ha ribadito più volte come attraversare la porta Santa senza convinzione sia solo un gesto privo di significato. «Bisogna fare i conti con se stessi -ha detto il vescovo- e capire che l’amore di Dio ci chiama a liberarci del nostro egoismo. Questo ci restituisce la possibilità di costruire percorsi di riconciliazione. Solo mortificando se stessi sull’albero della vita -ha aggiunto- permette di costruire l’albero della gioia». Durante l’omelia, inoltre, è stata ricordata la missione che il pastore della chiesa sta effettuando nei luoghi delle sofferenze, rendendo noto l’impegno di domani anche nel carcere e nell’ospedale di Rossano. «Queste realtà -ha aggiunto- sono spazi sacri della misericordia dove siamo chiamati a vivere. Guai se questi luoghi venissero bistrattati da interessi politici o economici». Un pensiero anche per il luogo di culto mariano in cui si è tenuta la celebrazione: «Essere qui in questo santuario, venerato per la Vergine Santa, che è diventata feritoia, quello spazio aperto all’incontro con il Signore, ha un significato profondo. Ricordiamo con il vangelo il viaggio di Maria verso Elisabetta per dimostrare l’attenzione a chi, più di lei, aveva bisogno. Il segno è il bimbo che esulta nel grembo di Elisabetta per la presenza del Signore». L’invito, quindi, è stato a quello di esercitare la misericordia non solo come gesto di pietà religiosa ma mettendosi al servizio di Dio, così come ha fatto Maria.
© Riproduzione riservata
Torna in alto

Video di Approfondimento

ozio_gallery_lightgallery

Sport

Editoriali

Rubriche

Informazioni

Partners