Il ricorso dell'opposizione frena il dissesto di San Lorenzo, il Tar rinvia tutto a maggio

Vincenzo Rimoli Vincenzo Rimoli
SAN LORENZO DEL VALLO - Il Tar Calabria ha sospeso la delibera del 9 settembre scorso con cui l’amministrazione comunale di San Lorenzo del Vallo aveva dato il via alle procedure di dissesto finanziario dell’ente.
I giudici hanno infatti inteso rinviare tutto al 4 maggio 2016, ravvisando che nel ricorso per l’annullamento della delibera d’approvazione del dissesto – supportato dall’opposizione consiliare – sussisterebbero «profili suscettibili di favorevole valutazione, in quanto si evidenziano elementi di incongruenza negli atti presupposti», in particolare nella relazione del Revisore unico dei conti protocollata il 31 agosto scorso.Per il momento, dunque, la procedura di dissesto finanziario per l’ente sanlorenzano non passa ma, al contrario, resta ancorata alle parole della sentenza del Tar, che apre le porte anche a un possibile ribaltamento allorchè la questione sarà ridiscussa nel maggio prossimo. Le argomentazioni proposte dai ricorrenti – Maria Iannini, Luigi Palermo, Mario Franco Gattabria, Angelina Aceto, Emilia Iantorno, Damiano Montone, Teresa Principe e Luciano Francesco Marranghello, rappresentati e difesi proprio dall’ex sindaco sanlorenzano e da Francesco Pullano – hanno difatti raccolto il consenso dei giudici che, argomentando le proprie motivazioni, si sono soffermati proprio sui punti dibattuti più volte dall’opposizione in sede di confronto con il sindaco Vincenzo Rimoli e il suo entourage. Nella sentenza del Tar – depositata il 13 novembre scorso - si legge infatti che gli atti prodotti per attestare la necessità di arrivare al dissesto «non terrebbero conto di altre relazioni attestanti l’assenza di debiti fuori bilancio (relazioni del responsabile ufficio Polizia Municipale e responsabile tecnico settore lavori pubblici) e sopravvaluterebbero alcune passività quali, ad esempio, debiti nascenti da sentenze non ancora passate in giudicato». I giudici scrivono anche che, nel caso sanlorenzano, sussisterebbe quindi «la possibilità di prendere in esame la procedura di legge atta ad avviare un reale processo di risanamento economico finanziario dell’ente, al fine di garantire i servizi pubblici indispensabili alla collettività», sottolineando «il “periculum in mora” in relazione agli effetti finanziari gravemente lesivi degli interessi economici della collettività». Dunque, per adesso, niente dissesto per San Lorenzo del Vallo: tutto da riesaminare. Il Tar ha riequilibrato la querelle tra la maggioranza e l’opposizione capeggiata esternamente da Marranghello, in attesa di capire quale sarà il destino dell’ente.
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