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Ferramonti di Tarsia patrimonio dell'Umanità. Il sindaco Ameruso ci prova In evidenza

Ferramonti di Tarsia patrimonio dell'Umanità. Il sindaco Ameruso ci prova

TARSIA - Si apre con il taglio del nastro della nuova sala museale del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia la giornata di oggi per la celebrazione della “Memoria” degli orrori della Shoah. Ma non è tutto. L'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Ameruso, infatti, sta lavorando affinché Ferramonti diventi “Patrimonio dell'Umanità”. Un lavoro non semplice, ma che parte da una serie di iniziative quali l'allestimento della mostra fotografica arricchita e la partecipazione di scuole giunte da diversi posti della Calabria per incontrare le “bimbe di Ferramonti”, oggi donne che però da piccole hanno trascorso parte della loro infanzia in questi luoghi.

Sulla giornata il sindaco Roberto Ameruso ha espresso la propria soddisfazione evidenziando come si sia puntato alla «Valorizzazione del museo già esistente, che grazie alla dedizione delle “bimbe di Ferramonti”, così mi piace chiamarle essendo nate qui da genitori internati, si arricchisce di fotografie inedite che fanno tornare all'umanità di Ferramonti. Questo è il punto centrale della nostra iniziativa -spiega-, Ferramonti si sta riappropriando delle persone, delle loro storie e le didascalie racconteranno sempre più queste storie. Vogliamo riportare al cuore la storia di Ferramonti». Lo stesso sindaco, inoltre, evidenzia le visite delle scuole che “superano le 500 presenze al giorno”. «Questo fa capire -aggiunge Ameruso- che è stato fatto un grandissimo lavoro. Vogliamo che sia Ferramonti 365giorni all'anno». Il primo cittadino, inoltre, annuncia: «Si muovono i primi passi per far dichiarare Ferramonti patrimonio dell'umanità. Questo è un atto dovuto per un sindaco e la sua amministrazione comunale nella sua interezza. Non so quando ci vorrà ma credo che Ferramonti abbia tutti i requisiti per essere considerato tale». A seguire si è tenuto un convegno, moderato dal ricercatore e storico di Ferramonti Mario Rende, sul tema “La narrazione: il mezzo più caldo per ricordare le deportazioni nella seconda guerra mondiale” che ha visto gli interventi di Michelina Grillo, dirigente del ministero dell'Economia e delle Finanze, figlia del deportato Giovanni Grillo; Dova Cahan, scrittrice e regista israeliana; Roque Pugliese, referente per la Calabria della Comunità Ebraica di Napoli; Ottavio di Grazia, docente universitario. A seguire i sopravvisuti del Pentcho hanno incontrato Giulia e Antonio Kowalczyk, nipoti del capo di prima classe nocchiere Carlo Orlandi che ha salvato il Pentcho.
Per la giornata di domani, invece, tante sono le autorità attese, militari, civili e religiose. In particolare il vescovo della diocesi di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano incontrerà il Rabbino capo della comunità ebraica di Napoli, rav. Umberto Piperno, e insieme ricorderanno le vittime della shoah. Saranno presenti le “bimbe di Ferramonti” Dina Smadar, Eva Rachel Porcilian e Yolanda Bentham per raccontare la propria esperienza. Saranno inoltre presenti il prefetto Gianfranco Tomao, il presidente della Regione Mario Oliverio e il presidente della Provincia di Cosenza Mario Occhiuto.

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