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Castrovillari, monsignor Francesco Savino solidale con i lavoratori Italcementi

Castrovillari, monsignor Francesco Savino solidale con i lavoratori Italcementi
CASTROVILLARI «Come posso vivere il Natale sapendo che i miei figli spirituali perdono il lavoro?». È questo l’emblema dettato dal vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, in una giornata trascorsa davanti al cementificio Italcementi di Castrovillari coi lavoratori incatenati (dietro la scritta “Non svendeteci il futuro”) e che hanno dato inizio allo sciopero della fame. Ed è proprio il vescovo ad annunciare il proprio sciopero della fame “se le cose non dovessero mettersi bene”.
Arriva intorno alle 11.30 il pastore della chiesa locale e abbraccia tutti i lavoratori, affidando loro il proprio inno di incoraggiamento. «Ancora una volta -dice- la Calabria viene sfigurata con la chiusura di questo polo. Una ferita gravissima per l’occupazione di questo territorio, che merita tutta la mia solidarietà e vicinanza ai lavoratori. Non è possibile -aggiunge- che siano sempre i più deboli a portare il peso sociale dell’eventuale ridimensionamento dell’Italcementi. Mi piacerebbe -annuncia- che il cancello di questo opificio possa diventare simbolicamente la prima porta giubilare aperta in questa diocesi: sarà un segno per tutti gli esodati, i precari, i disoccupati, i cassintegrati e le foro famiglie, perché mentre nel mondo si tenta di aprire le porte, qui, invece, si chiudono. Papa Francesco ha ragione quando dice che senza lavoro si perde la dignità. È l’ora della responsabilità che deve generare la giustizia. Chiedo a tutti di capire la soluzione possibile affinché si trovi una soluzione. Mi auguro che qui si possa aprire la porta della misericordia». E nel sottolineare come la Calabria sia pronta sempre a “socializzare le perdite”, il vescovo annuncia di voler aprire alla fabbrica di Castrovillari “la porta del Giubileo nella notte di Natale”. «Anche i bambini -dice- che esempio devono avere vivendo questa tensione familiare costante? Così cresceranno con la rabbia, dobbiamo tutelarli». Savino distribuisce una lettera aperta su Italcementi in cui scrive del “disagio dei lavoratori” circa il futuro lavorativo incerto. Ricorda la sua posizione “a fianco” delle maestranze in questo momento difficile, dopo che “tutti i tentativi di mediazione sembrano essere naufragati”. Savino nella missiva ricorda l’impegno del Pontefice a richiamare tutti alla collaborazione “alle opere di giustizia e di pace, secondo lo stile di Gesù”, evidenziando il rischio che la vicenda possa gettare sul lastrico “intere famiglie, negando loro la dignità e sfigurando ancora la terra calabra, già segnata da tante devastazioni”. «Non posso improvvisarmi economista -scrive-, ma posso affermare che gli scenari di crisi occupazionale, di cui quello di Castrovillari è un piccolo esempio, sono la risultanza di logiche opportunistiche che sacrificano l’economia reale alla speculazione finanziaria». E per essere “davvero Natale”, mons. Savino invita a “riconoscere le proprie colpe e ad assumere la personale responsabilità al fine di attuare buone prassi di cambiamento”.
em.arm.
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