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Castrovillari, soprusi su un dipendente da parte di nota ditta di trasporti. La denuncia di Casciaro

Castrovillari, soprusi su un dipendente da parte di nota ditta di trasporti. La denuncia di Casciaro
CASTROVILLARI Il segretario Generale FILT-CGIL comprensoriale Pollino-Sibaritide-Tirreno, Vincenzo Casciaro, denuncia un “sopruso” nei confronti di una nota ditta esercente attività di trasporto, che non avrebbe pagato, ad un proprio ex-dipendente le somme relative al Trattamento di Fine Rapporto, a causa di una vertenza pregressa dello stesso dipendente con un’altra ditta.
«La storia, che ha dell’assurdo -afferma Casciaro-, è maturata nei giorni scorsi: il Lavoratore si era rivolto alla FILT-CGIL Comprensoriale, dichiarando di essere stato costretto a dimettersi dal lavoro per responsabilità della società, essendo stato fisicamente aggredito dalla Responsabile Aziendale. Il lavoratore, che all’indomani dell’aggressione ha sporto regolare querela, aveva promosso tramite la FILT-CGIL, una vertenza di lavoro per recuperare le somme a lui spettanti. Nel frattempo, lo stesso, che in precedenza aveva lavorato con altra società del gruppo, ha impugnato un verbale di conciliazione a suo tempo sottoscritto, non ritenendosi soddisfatto di ogni sua spettanza economica. Fulminea la risposta della ditta presso cui il lavoratore ha prestato servizio fino a giugno scorso, il lavoratore, per ora, non riceverà quanto gli è dovuto dall’ultimo datore di lavoro, perché ha osato promuovere un’altra vertenza contro altra società del gruppo, presso cui aveva lavorato in precedenza!». Secondo Casciaro, la vicenda assume i connotati del“ricatto” e della “ritorsione”, e ha richiesto «un esemplare intervento da parte dell’Ispettorato del Lavoro». Nonostante si sia provato a chiarire la vicenda con la mediazione, spiegando che l’accaduto riguarda due distinte società, la ditta in questione non è tornata sui propri passi. Così si “mortificano i diritti dei lavoratori”, dichiara Casciaro, che denuncia, inoltre, altre questioni che l’Ispettorato del Lavoro dovrebbe approfondire «in tutte le aziende del gruppo, dove tra mancati pagamenti, contestati verbali conciliativi, diffide ad adempiere, discussi accordi di prossimità, licenziamenti illegittimi, aggressioni fisiche ai Lavoratori, demansionamenti, inquadramenti al ribasso, ce n’è abbastanza perché si possa mettere mano a un sistema, che risulta lesivo -conclude- dei diritti e della dignità dei Lavoratori». Nel frattempo si attende l’evoluzione della vicenda.
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