Italcementi, sindaci e lavoratori manifestano in autostrada

Italcementi, sindaci e lavoratori manifestano in autostrada
FRASCINETO A guidare la protesta Italcementi, al fianco dei lavoratori, ieri è stato il sindaco di Frascineto, Angelo Catapano, che alle 14.30 ha organizzato, con i sindaci di Civita, Alessandro Tocci, e di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, e il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Mimmo Pappaterra,un corteo “in sostegno dei lavoratori dell’Italcementi per scongiurare il ridimensionamento delle unità lavorative”.
Così è scritto in un volantino del Comune di Frascineto fatto girare per invitare la cittadinanza a partecipare. Il corteo ha preso forma presso il ponte autostradale, proprio nei pressi dello svincolo per Frascineto – Castrovillari, intorno alle 14.30. Circa 300 le partecipazioni dei cittadini che sono state sensibilizzate nella direzione della delicatissima causa. Al corteo era presente anche il sindaco di Saracena, Mario Albino Gagliardi, a testimonianza che la vertenza dei lavoratori è una cosa che riguarda in maniera spinta il territorio intero. Con loro a sfilare con la fascia tricolore c’era per Castrovillari il presidente del consiglio Piero Vico, e il segretario della Fillea Cgil Antonio Di Franco, ormai paladino di questa difficile causa. «Si tratta di una marcia per la difesa del lavoro -afferma Catapano-, un atto simbolico che vuole sottolineare la vicinanza delle amministrazioni comunali nella tutela dei livelli occupazionali». La manifestazione pacifica, con tutti gli operai dell’opificio, che ricordiamo da lunedì sono in sciopero della fame, si è conclusa intorno alle 16.30 con il rientro in fabbrica per picchettare il presidio così come ormai accade da venerdì scorso. Non c’è tregua, dunque, alla presa fatta nei confronti di una decisione che non piace affatto. E il territorio intero lo sta urlando a gran voce con iniziative quotidiane anche forti. Oggi, intanto, alle 16 si terrà l’incontro a Roma fra i sindacati e la proprietà al fine di ridiscutere la decisione che Italcementi qualche giorno fa aveva presentato nel suo piano di investimenti e che, lo ricordiamo, prevedeva la trasformazione a centro di macinazione per il sito di Castrovillari e Salerno, cosa che avrebbe mantenuto in organico solo 25 lavoratori mentre gli altri 51 avrebbero ottenuto la cassa integrazione con la possibilità di un ricollocamento in altre strutture del gruppo. Tutto questo è stato dichiarato uno “scippo” per il territorio che, in tutti questi anni, ha dato molto all’azienda. In effetti, quello che i lavoratori vogliono, e che forze politiche, religiose e sociali hanno ribadito più volte, è di arrivare al tavolo con la nuova proprietà Heidelberg Cement, che prenderà titolarità dal prossimo mese di luglio, con lo stesso assetto di adesso, ossia senza togliere fuori dal perimetro aziendale nessun lavoratore e, soprattutto, con una fabbrica che tale si possa definire e non con un centro di macinazione, fa ne farebbe dell’attuale impianto un presidio semi dismesso. La richiesta è, quindi, quella che il piano industriale presentato nel 2013 da Italcementi non subisca nessuna variazione, il tutto per salvaguardare, così come sottolineato più volte dai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico, i livelli occupazionali. La partita non sarà facile e molte sono le preoccupazioni di questi uomini che, oggi, si dicono “disposti a tutto” pur di difendere il proprio posto di lavoro. Che la cosa abbia un peso lo dimostra anche la solidarietà arrivata dai lavoratori e Rsu di Calusco, nel bergamasco, che hanno dimostrato la vicinanza alle maestranze di Castrovillari, Salerno e Sarche.
Emanuele Armentano
© Riproduzione riservata
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