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Castrovillari, ore di ansia per gli operai. Sindacati e Italcementi non trovano un punto di incontro

Castrovillari, ore di ansia per gli operai. Sindacati e Italcementi non trovano un punto di incontro
CASTROVILLARI Nessuna buona notizia per i lavoratori Italcementi che ieri attendevano speranzosi risultati confortanti dall’incontro di Roma. Infatti, il vertice iniziato ieri pomeriggio nella capitale, fra la proprietà e i sindacati, non ha portato nessun buon risultato per le maestranze del Pollino che, da venerdì scorso, hanno incrociato le braccia costituendo un vero e proprio presidio davanti i cancelli d’ingresso della fabbrica.
La stessa protesta, lo ricordiamo, da lunedì 30 novembre ha assunto un carattere più aspro considerato che gli stessi lavoratori hanno deciso di avviare lo sciopero della fame, incatenandosi l’uno all’altro. Il grido di sofferenza lanciato, a più voci, dal territorio intero, sembra, però, non aver scalfito gli animi dei dirigenti aziendali i quali, nell’incontro capitolino, non si sono mostrati affatto interessati a fare un passo in dietro. Il tutto, stando ad alcune indiscrezioni, con il conseguente riverbero negativo nei confronti dell’opificio calabrese che, a questo punto, rischia di essere trasformato in centro di macinazione. Infatti, secondo quanto finora accaduto, dopo l’incontro al Ministero del Lavoro, Italcementi avrebbe dovuto presentare un piano di investimento che avrebbe, allo stesso tempo, salvaguardato i livelli occupazionali. Così è stato, ma con la sonora bocciatura per il Sud in quanto la stessa proprietà aveva disposto la trasformazione del sito castrovillarese (e quello di Salerno) in centro di macinazione. Se ciò dovesse verificarsi, significherebbe mandare in cassa integrazione 51 persone e tenerne in organico solo 25. Una proposta inaccettabile che i lavoratori in queste ore, non solo con la fame ma anche con le temperature rigide della notte, stanno cercando di difendere con una protesta dignitosa che punta a difendere quel posto di lavoro che, da queste parti, è più che mai un punto di riferimento economico e un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi con ogni forza. Tutto ciò ha creato una vera e propria rivolta nel Pollino, che ha visto la partecipazione di sindacati, forze politiche e dello stesso vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, il quale è intervenuto personalmente sulla questione, portando parole di conforto ai lavoratori e annunciando di voler aprire la porta del Giubileo proprio nei cancelli del cementificio castrovillarese. A questo era, inoltre, seguito il corteo di Frascineto che, per alcune ore, aveva martedì scorso bloccato lo svincolo autostradale. Tutto ciò al fine di far cambiare idea e mantenere invariato quello stesso piano industriale che Italcementi aveva presentato nel 2013 e che avrebbe permesso di arrivare al tavolo di trattative con la nuova proprietà, la tedesca Heidelberg, con le condizioni attuali, ossia senza nessun lavoratore fuori dal perimetro aziendale e, soprattutto, con una fabbrica che tale si possa dire piuttosto che con un centro di macinazione ridimensionato nelle sue funzioni. Una vicenda tutta aperta che oggi approda, forse nell’ultima fase del suo articolato e complesso viaggio, nuovamente al Ministero del Lavoro per chiudere definitivamente una storia che, probabilmente, porterà le maestranze dei sito di Castrovillari ad affrontare un duro e difficoltoso periodo della propria vita.  
 
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