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Progetto per la tutela del patrimonio del Parco del Pollino

Il Pino Loricato Il Pino Loricato
POLLINO - Il Parco del Pollino è stato oggetto di un importante studio promosso dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, dell’Università degli Studi di Pavia, finalizzato alla conservazione della flora del Parco. Il progetto, nato dalla convenzione che il Parco ha stipulato con l’ateneo lombardo, ha lo scopo di conservare le specie alpine minacciate dai cambiamenti climatici.
Il lavoro, iniziato nel 2012,  permetterà la tutela e la conservazione delle specie vegetali rare appartenenti alla flora spontanea del Parco, attraverso la conservazione “in sicurezza” per i secoli a venire in apposite banche dei semi. «Portiamo a compimento -afferma Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino- un ulteriore tassello che si aggiunge al già ricco mosaico di iniziative per la tutela e crescita del Parco. Sono, infatti, tanti i progetti -sottolinea- avviati dall’Ente attraverso le sue competenze interne e la collaborazione delle Università. Un patrimonio scientifico, quello studiato, di incommensurabile valore che saprà comunicare al mondo degli esperti, ma anche agli appassionati, ai cittadini e visitatori, le innumerevoli qualità naturali del Pollino».
Il progetto s’inserisce nel più ampio contesto della salvaguardia delle specie dai mutamenti climatici, recenti studi dimostrano infatti, che la tendenza del clima al cambiamento è sempre più evidente e che tale condizioni comportano spesso l’estinzione di specie che non riescono a stare al passo con le mutate condizioni climatiche. In questo range rientrano oltre il 60% delle specie del Mediterraneo che si estingueranno in pochi decenni. Per superare tali ostacoli il progetto è stato strutturato raccogliendo i semi di almeno 40 specie, tra le quali il prezioso Pino loricato con la conservazione del germoplasma presso strutture specializzate (Università degli Studi di Pavia) e la realizzazione di duplicati inviati alla Banca Mondiale dei Semi (Millennium Seed Bank) presso i Royal Botanic Gardens di Kew (Londra). Hanno fornito il loro apporto Domenico Gargano e Liliana Bernardo, botanici dell’Università della Calabria. L’attività di raccolta dei semi è stata effettuata per circa tre anni e ha permesso di raccogliere circa 70 specie tra cui, oltre al Pino loricato, alcune varietà di genziana, e anche alcuni Cwr, cioè piante spontanee simili a varietà coltivate. Sono stati raccolti anche i semi del Fagiolo Bianco di Rotonda e della Melanzana Rossa di Rotonda, due antiche varietà locali di interesse agronomico legate al territorio.
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