Lavoratori Ss 534 nell'occhio del ciclone

Antonio Di Franco Antonio Di Franco
CASTROVILLARI Crescono le difficoltà per il cantiere Anas sulla Ss534. Venerdì scorso, infatti, la stessa società aveva annunciato che «per il prosieguo dei lavori di adeguamento della strada statale 534 “di Cammarata e degli Stombi”, come Raccordo Autostradale di collegamento tra l’Autostrada A3 (svincolo di Firmo) e la strada statale 106 Jonica (svincolo di Sibari), si rende necessario prorogare fino al prossimo 30 giugno 2016 l’interdizione al traffico del tratto compreso tra il km 0,700 ed il km 2,140, nel territorio comunale di Castrovillari. Durante la chiusura del tratto, il traffico continuerà ad essere deviato lungo la complanare al km 0,700 della statale 534».
Tutto questo, a quanto pare, sarebbe stato determinato da alcuni ritardi “dovuti alla mancata, complessa e tardiva rimozione delle varie interferenze” quali le ferrovie, la bonifica, l’enel, la telecom, ecc. A renderlo noto è il segretario della Fillea Cgil Antonio Di Franco il quale, anche a nome di Filca Cisl e Feneal Uil, spiega come questa situazione abbia “complicato di molto l’esecuzione dei lavori”. Ma non è tutto. Infatti, i 121 lavoratori diretti dell’azienda (in foto) che sta eseguendo l’opera, vantano ben due mensilità arretrate, cosa aggravata ulteriormente dal fatto che le stesse maestranze starebbero vivendo una seria incertezza circa il futuro lavorativo. «Il consorzio Firmo-Sibari Scarl, società controllata dalla Vidoni Spa, -spiega Di Franco- ha serie difficoltà economiche dovute a crediti su altri cantieri con Anas. A ciò si aggiunge il problema più serio del cantiere ovvero i ritardi dovuti alla mancata rimozione delle varie interferenze, cosa che sta rendendo difficili e complesse le attività di esecuzione dei lavori». Tutto questo, oggi, si ripercuote pesantemente su tutto un territorio, considerato che il tratto stradale unisce la costa jonica con il cuore della Valle dell’Esaro, attraversando diversi importanti comuni fra cui la zona di Cammarata di Castrovillari. Dall’avvio dei lavori, era il gennaio 2014, diversi sono stati gli interventi, ma oggi tutto risulta bloccato quando l’opera è giunta a circa il 50% del completamento. E se da un lato ci sono i livelli occupazionali a rischio (compresi gli oltre 100 lavoratori indiretti), dall’altro c’è da evidenziare il fatto che gli stessi lavori sono stati finanziati esclusivamente con risorse europee, prima Pon poi Pac, per una somma complessiva di 100milioni di euro. «Se l’opera non sarà completata entro marzo 2017 -sottolinea Di Franco- l’intero finanziamento rischia di essere disimpegnato con un enorme danno per tutti.
A quel punto toccherà ad Anas e al Ministero farsene carico e probabilmente sarà un grave rischio per l’opera». E mentre per la prossima settimana i lavoratori attendono i pagamenti, facendo intendere che se ciò non dovesse accadere la situazione dal punto di vista sociale sarebbe insostenibile con ripercussioni che potrebbero cadere su ulteriori proteste, le stesse maestranze hanno detto di voler aderire tutte allo sciopero generale del 14. Fra le rivendicazioni, il pagamento (appunto) e la continuità lavorativa sul cantiere per il lavoratori, che sono quasi tutti locali. «Un cantiere come questo -conclude Di Franco- non può rimanere nelle attuali condizioni causando danno alla sicurezza dei cittadini e arrecando problemi alle comunità coinvolte ed alle economie del territorio».
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