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Castrovillari, dipendenti maltrattati Casciaro non ci sta

Vincenzo Casciaro Vincenzo Casciaro
CASTROVILLARI - Il segretario generale della Filt Cgil del comprensorio Pollino – Sibaritide – Tirreno, Vincenzo Casciaro, torna alla carica per denunciare gli “abusi” di una nota ditta di trasporti nei confronti dei propri dipendenti.
Già in passato Casciaro aveva dato voce alla protesta contro i comportamenti poco ortodossi della ditta che, ad oggi, continuerebbe a non voler avere un dialogo con il sindacato rendendo ogni tentativo di incontro “inutile, considerata la protervia, l’arroganza e la continua mistificazione dei fatti” messa in atto dagli stessi rappresentanti aziendali. “Diritti negati ai lavoratori” a causa di un “accordo di prossimità di dubbia legalità” hanno fatto saltare i nervi a Casciaro il quale, nonostante avesse creato un incontro presso la Direzione del Lavoro di Cosenza, ha dovuto registrare la buca data dall'azienda. «Il vero motivo del rifiuto -scrive Casciaro- è che l’azienda non vuole confrontarsi con il Sindacato, in particolare con la Filt Cgil. Da mesi -spiega- denunciamo comportamenti vessatori, sfruttamento dei lavoratori, maltrattamenti psico-fisici a danno dei dipendenti; da tempo assistiamo a licenziamenti illegittimi, a demansionamenti, a inquadramenti al ribasso, al mancato rispetto delle sentenze, alla violazione degli accordi sottoscritti; da mesi siamo costretti a diffidare l’azienda per obbligarla all’assolvimento dei suoi doveri nei confronti di propri dipendenti». Ed in questo contesto di idee lo stesso Casciaro fa sapere di aver dovuto contestare alla stessa azienda «il mancato pagamento delle retribuzioni già maturate e non ancora corrisposte, relative al mese di novembre scorso. Questo -precisa- è solo l’ennesimo ritardo nei pagamenti, la qual cosa costringe i lavoratori a sacrifici e privazioni, mortificandone la dignità e il decoro. Ci chiediamo -insiste- come ciò sia possibile, operando la ditta in un sistema di trasporto pubblico locale finanziato dalla Regione Calabria, a cui non mancheremo di porre gli stessi interrogativi affinché siano attivate le necessarie verifiche». Secondo la Filt Cgil, infatti, questo “accordo di prossimità” sarebbe uno strumento che consentirebbe alla ditta la «libertà di licenziamento di un lavoratore iscritto alla FILT-CGIL, probabilmente inviso all’Azienda perché non disposto a rinunciare ai propri diritti». E se queste fossero le intenzioni, Casciaro assicura: «Non rinunceremo a spiegare a tutti i dipendenti del gruppo che essi sono anche portatori di diritti, e non solo di doveri. E che se pure i doveri vanno assolti, i diritti vanno comunque difesi e rivendicati, altrimenti si mettono in gioco la dignità del lavoro e di se stessi in quanto lavoratori». La promessa è quella di chiedere l'intervento della Magistratura e delle forze dell'ordine, oltre che dei servizi ispettivi e della Regione, per far luce sulla vicenda.
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