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Centrale del Mercure, il no di Placido

Centrale del Mercure, il no di Placido
LAINO BORGO - La questione del Mercure continua a tenere banco nelle sale dei ministeri e del Parlamento. Nei giorni scorsi, infatti, è stata presentata una interrogazione dal parlamentare dei Sel Antonio Placido, indirizzata al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al ministro dello Sviluppo Economico, al ministro della Salute.
L’interrogazione è atta a sapere «quali urgenti iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano assumere al fine di garantire il pieno rispetto della normativa posta a tutela dell’ente Parco Nazionale del Pollino» e cosa intenda fare il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare «per porre definitivamente fine ad una vertenza che mai avrebbe dovuto nascere, solo che fossero stati rispettati i vincoli basilari sulle aree protette a livello nazionale e le specifiche direttive dell’Unione europea per i siti Natura 2000, riguardanti la tutela della flora, della fauna e della biodiversità (direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e di flora e fauna selvatiche, e, direttiva 2009/147/EC sulla conservazione degli uccelli selvatici)». Placido nel suo documento ricorda tutte le vicende che hanno interessato il sito industriale, a partire dal 2001 quando Enel Produzione presentò il progetto di riconversione a biomasse della centrale (ferma da 15 anni) nella Valle del fiume Mercure. E nel ricordare che la stessa sorge nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, area protetta anche a livello comunitario (Zona di Protezione Speciale), l’esponente sottolinea che «la centrale, con la sua spropositata potenza di 41 Mw elettrici, rappresenterebbe un detrattore fortemente negativo sotto ogni aspetto (ambientale, turistico, sanitario, occupazionale, nonché della stessa sicurezza sociale, per il rilevante pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata) al seguito delle ingenti quantità di biomasse necessarie al funzionamento della centrale». Placido, inoltre, sottolinea le “dure contestazioni” fatte dalla “popolazione e dalle associazioni del Forum Stefano Gioia” che, dice, essere state “caratterizzate da una massiccia partecipazione popolare”. «Tale opposizione -scrive l’esponente di Sel- ha avuto ampio riconoscimento anche a livello giudiziario, essendo stato bocciato il progetto dell’Enel, una prima volta dal Consiglio di Stato il 10 agosto 2012 (n. 4400/2012) e successivamente, avendo la regione Calabria reiterata l’autorizzazione, annullata il 18 dicembre 2013 dal TAR di Catanzaro». Quindi l’intervento del Consiglio dei Ministri che l’11 giugno 2015 dà parere favorevole alla centrale subordinandolo la cosa alle regioni Calabria e Basilicata. «Malgrado i vincoli -scrive Placido-, il 24 novembre del 2015 il Dipartimento sviluppo economico della regione Calabria ha rilasciato un decreto autorizzativo che appare non soltanto assai criticabile sotto il profilo sostanziale, ma anche improponibile sotto quello formale, a cominciare dalla mancata osservanza di quanto richiesto e prescritto proprio nel provvedimento del Consiglio dei ministri. Tale provvedimento autorizzativo -conclude-, interviene all’indomani della inclusione del Parco Nazionale del Pollino tra i siti dell’UNESCO patrimonio dell’Umanità, fatto che rende ancor più paradossale e grottesca, oltre che inaccettabile, l’intera vicenda e la delibera autorizzativa della regione Calabria».
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