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ROMA - Il 6 Luglio scorso è morto Ennio Morricone: compositore, musicista, direttore d’orchestra, arrangiatore. È morto in una clinica romana per le conseguenze di una caduta, aveva 91 anni. Le sue musiche rappresentano la storia del cinema, le sue colonne sonore le più belle del cinema italiano e mondiale, basti pensare a: “Nuovo cinema Paradiso”, “Per un pugno di dollari”, “Mission”, “C’era una volta in America”, “Gli intoccabili”, “La leggenda del pianista sull’Oceano”.

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A 78 anni ricevette l’Oscar alla carriera. Tutta la sua vita è stata dedicata al cinema e alla musica. Ha lavorato con Pasolini, Leone, Tarantino, Bellocchio, Tornatore, De Palma. Ha dato con la sua arte enfasi ad uno sguardo, ad un primo piano, ad un bacio, ad un addio. Ci ha regalato emozioni indelebili. Ha dato voce al silenzio. Clint Eastwood ha sostenuto, appresa la notizia della scomparsa del Maestro, che non sarebbe diventato Clint Eastwood senza la sua musica. Musica che è stata quel “particolare” che ha fatto di un film un capolavoro. Sguardi e note, dissolvenze e primi piani, silenzi e meditazione, viaggi onirici e ricordi, atmosfere che ci accompagneranno sempre. Le sue musiche sono state avventura, ironia, ritualità, poesia. Tarantino ha sostenuto che Morricone è stato “Meglio di Beethoven e Mozart”. Non so se sia così, ma so con certezza che “C’era una vola in America” non avrebbe avuto la stessa impronta emozionale senza Morricone (Non dimenticando, ovviamente, il genio di Leone e la grandezza degli attori, De Niro su tutti). Le sue note hanno enfatizzato la nostalgia del film, lo scorrere del tempo che tutto muta, la perdita, la sconfitta, l’amore che diviene violenza, la perdita di sé, il sogno romantico (È  da tanto che mi aspetti? Tutta la vita), il disincanto (Sono andato al letto presto). La sua musica ha sottolineato tutti i sentimenti possibili. E tanta grandezza è sempre stata vissuta dal Maestro con semplicità, umiltà, dignità, eleganza. Ha raccontato con le note un po’ le nostre vite. Forse tutti abbiamo aspettato un amore, ed in determinati periodi, preda dei nostri abissi, siamo andati al letto molto presto. E le note struggenti di Morricone le abbiamo sentite nell’aria e nell’anima. Cala il sipario su un grande Maestro, su un grande uomo, la sua musica resterà eterna.

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