Il gioco online continua ad attirare un crescente numero di utenti in Italia, e soprattutto nel Mezzogiorno del Paese. Sebbene non siano ancora disponibili dei dati ufficiali per il 2017 appena concluso, appare chiaro dalle statistiche infrannuali e dagli auspici degli analisti come nel corso dell’ultimo anno i cittadini del Sud Italia abbiano continuato a fare incetta di scommesse e gaming online, e non abbiano nemmeno disdegnato dei giochi “offline”, come gratta e vinci, lotterie istantanee, lotto, slot machine, scommesse sportive e tanto altro. Con l’evidente principale ambizione di poter tentare la fortuna.

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A conferma di ciò sono arrivati gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, che in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha compiuto un interessante report sullo stato di salute del gaming e delle scommesse, scoprendo ad esempio che il profilo del giocatore online “tipo” corrisponde a un uomo (più di 8 utenti su 10 lo sono), tra i 25 e i 44 anni (fascia temporale cui è riconducibile più del 50% delle scommesse) e che risiede principalmente al Sud. Per quanto concerne le abitudini di gioco, di norma spende poco meno di 50 euro al mese, anche se in maniera non costante e saltuaria.


Riferendoci al 2016, ultimo anno al quale è possibile ricondurre le statistiche “ufficiali” dell’Osservatorio, il business sugli online casino e sui giochi via web ha coinvolto 2 milioni di persone. Tanti sono infatti gli utenti che hanno giocato almeno una volta nel corso dell’anno in una delle piattaforme disponibili nel nostro Paese (tra operatori italiani e operatori internazionali), contribuendo a superare per la prima volta il controvalore di spesa del miliardo di euro, in incremento del 25% rispetto all’anno precedente.


Per quanto concerne i più gettonati, gli italiani al Sud Italia continuano a preferire in misura rilevante e crescente i giochi da casino e le scommesse sportive, mentre perdono terreno il poker (e soprattutto il poker da torneo, mentre resiste positivamente il poker cash). Al di là della tipologia di strumento da gioco utilizzato, la tendenza che sembra emergere con maggiore vigore è legata alla presenza del gaming in mobilità: secondo gli ultimi dati diffusi dal Politecnico con il suo Osservatorio, infatti, la spesa effettuata utilizzando lo smartphone o il tablet avrebbe superato quota 250 milioni di euro, con un incremento di quasi il 50% rispetto a quanto non successe nell’anno precedente.


Infine, rammentiamo come per quanto concerne il gioco fisico, le regioni del Mezzogiorno hanno complessivamente speso nel gioco d’azzardo oltre 22 miliardi di euro, con una quota sul totale delle spese italiane pari al 23%. La Calabria ha speso 1,8 miliardi di euro, posizionandosi pertanto davanti la Sardegna, con 1,6 miliardi di euro, e poco dietro l’Abruzzo con 1,9 miliardi di euro. Sicuramente più rilevante la spesa in Campania, con 7,2 miliardi di euro, e – sempre al Sud – la Puglia, con 4,3 miliardi di euro, e la Sicilia con 4,2 miliardi di euro. Le più parsimoniose sono invece state Basilicata, con 510 milioni di euro e Molise, con 359 milioni di euro.

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