Campagna anti incendio 2026 home alta

Inizia così il primo di otto monologhi «Una ragazza vestita con un bell’abito medioevale sta leggendo i tarocchi su un tavolino. Canta: “Fior di vaniglia/Il tempo passa e nessuno mi si piglia/Si sposan tutte quante/E a me mi tocca di aspettar Dante”. Oh è curiosa la vita nel Medioevo. Che poi Medioevo lo dite voi, io dico milleduecentottantaquattro, poi voi lo chiamerete come vi pare, le epoche gli si dà nome dopo. Le dittature, ad esempio, se ne parla male solo dopo, intanto tutti se le puppano. Volete vedere?». La protagonista qui è Beatrice di Dante decisamente rivisitata, e dotata di idee molto personali. Un eccezionale esempio di libero arbitrio. Ma Beatrice è solo una delle otto “Beatrici”, le altre: una suora assatanata, una donna in carriera e una donna ansiosa, una vecchia bisbetica e una vecchia sognante, un’adolescente crudele e una donna lupo, continuano il “viaggio” rappresentando diverse sfaccettature della donna, metafora della società, che non può essere raccontata in un’unica versione, sebbene tutte e otto sono l’espressione di una sola figura femminile.
Il libro è la realtà, tra autonomia e degenerazione, che si dilata. Una piccola “paternale” con cui l’autore ci vuole ricordare che abbiamo dei doveri e delle responsabilità, un invito a smettere di far finta di non vedere la realtà, perché non abbiamo il coraggio di guardarla; così contraddittoria, in cui il confine tra scandalo e barzelletta, prepotenza e potere è sempre più sfumato e in cui i valori si dichiarano, si professano, ma non si perseguono.
Riga dopo riga Stefano Benni racconta e denuncia, con sarcasmo e comicità. Tutto per voce interamente femminile, quasi a voler affidare al riscatto della donna, del suo ruolo nella società, il futuro dell’umanità.
I monologhi, nati per uno spettacolo teatrale e accompagnati da sei poesie e una canzone scritta per De Andrè, raccontano della generazione che non riconosce il male e accetta, senza prendere neanche in considerazione eventuali forme di resistenza, del come relazionarsi alla diversità, della difficoltà di essere dalla parte di chi aspetta; aspettare e “vedersi” aspettare. Vedere l’effetto che facciamo da fuori, agli occhi di chi ci guarda con il distacco di chi ignora le nostre angosce. Riflettere sulla nostra condizione fino a realizzare che anche questa è una scelta, che la condizione di attesa può mutare addirittura finire, e questo sta a noi.


Stefano Benni - Le Beatrici
92 pag., Edizioni Feltrinelli (I Narratori / Feltrinelli)
ISBN 978-88-07-01831-2

@Riproduzione riservata

L'Editoriale

Da Hormuz al municipio il vizio è lo stesso

Il 30 settembre l’Istat ha comunicato che l’inflazione è salita al 4,2 per cento, il dato più alto degli ultimi tre anni. Negli stessi giorni il gasolio ha toccato i 2,35 euro al litro, un prezzo che in Italia non si era mai visto.

Controcorrente

Agricoltura calabrese, oltre la logica dei sussidi

Nessuno (almeno si spera) può restare indifferente al grido di disperazione collettivo che in queste settimane si è levato dalle campagne calabresi, a seguito dell’iperbolico rincaro del prezzo del carburante che mette a rischio la sopravvivenza...

Pillole di pediatria

Quando la sinusite richiede attenzione

Lettere alla Redazione

Vivere o esistere?

Perché una donna?

L'angolo del Libro

Salvifica profondità

Gusto e Benessere

Bosco & Mare

Pubblicità

Pubblicità
Campagna antincendio 2026 sidebar